Home Classifiche Liste

I migliori tormentoni estivi degli anni 2000 in Italia

Il millenium bug non ha fatto il suo dovere. E così l'Italia affronta il malessere degli anni Zero a colpi di hit da "radio lido", dando vita a un cocktail letale che va dalle "Tre parole" di Valeria Rossi a Tiziano Ferro e i Negramaro

Il millenium bug, purtroppo, non ha fatto il suo dovere. L’umanità è entrata nel nuovo anno, nel nuovo secolo e nel nuovo millennio e la musica conferma tutta una serie di trend che già gli anni ’90 avevano evidenziato. Mentre Vasco Brondi conia per il decennio la definizione di Anni Zero, sinonimo di malessere e tubi di scappamento, il Festivalbar spara i suoi ultimi colpi. La tormentoni selection del periodo che va dal 2000 al 2009 è un mix di pezzi una botta e via pensati per colonizzare “radio lido” – come il leader maximo del genere Dammi tre parole – e concessioni alla calura dei grandi big di casa nostra, come Tiziano Ferro e gli emergenti Negramaro. La hit estiva è ormai una religione e loro ne sono i sacerdoti del periodo.

“Como suena el corazon” di Gigi D’Alessio

Vamos a bailar di Paola e Chiara, seguita da Gigi. Un uno-due da ko tecnico, che dimostra come nell’estate di 19 anni fa il contagio latino fosse già cominciato. Secondo estratto da Quando la mia vita cambierà, il pezzo inaugura la stagione musicale in cui è impossibile distinguere la produzione italiana da quella di Bogotà. Il video, un palleggio frenetico tra immagini live del cantante napoletano e la danza di una señorita di rosso vestita, pone automaticamente il brano nel mazzo dei capolavori.

Best lyrics: “Parlava poco italiano/Diceva te gusta la Spagna”

“Dammi tre parole” di Valeria Rossi

Tormentone con 12 T maiuscole, che, forse ancor più che le manganellate al G8 di Genova, rovina l’estate dei diciassette a molti di noi. L’artista, poi sparita dalle scene e forse schiacciata dal successo travolgente della sua creatura, ha in seguito spiegato che il ritornello del brano era nato quasi per caso. E che inizialmente il testo doveva essere “Sono il guaritore/Sono il tuo dolore/Sono la notte che deve passare”. Come sia passata dal Settimo sigillo alla danza delle api che la incorona regina dell’estate non è affatto chiaro. 

Best lyrics: “Ha rabbia il gatto che/Gioca con la buccia/E gira in tondo”

“Estate” di Negramaro

“Ciao Verona”. L’Arena salta in piedi per festeggiare la band rivelazione del Festivalbar 2005, la terzultima edizione in assoluto: i salentini Negramaro, che, con una manciata di singoli decisamente ben assestati, conquistano la scena pop nazionale. Pubblicata a metà giugno, come secondo singolo di Mentre tutto scorre, Estate è uno dei brani più ispirati della band di Giuliano Sangiorgi, a cominciare da un attacco che tutti conoscono. E storpiano.

Best lyrics: “In bilico/Tra santi e falsi dei/Sorretto da un’insensata voglia di equilibrio”

“Rosso relativo” di Tiziano Ferro

Scrive Wikipedia che il brano prende piede da una riflessione dell’artista sui suoi problemi di peso giovanili. Sul serio? E Paola? Oh, Paola. Eppure, nonostante il testo un filo criptico, il brano spopola e trascina al trionfo l’esordio di Tiziano. Fino all’uscita della versione latina del pezzo, Rojo relativo, e alla definitiva consacrazione del nostro nell’Olimpo dei coverizzati “en espanol” assieme a Laura, Eros e a Max Pezzali con il suo Hombre araña.

Best lyrics: “La timidezza c’era ma svaniva/Scappava di notte si dileguava/Dagli occhi di/Paola oh Paola”

“Applausi per Fibra” di Fabri Fibra

Passati gli anni degli Uomini di mare e delle Teste Mobili, messe da parte le Turbe giovanili, il rapper di Senigallia è pronto al balzo nel mainstream. Un brano incazzatissimo, doloroso e nichilista, che, come già avvenuto varie altre volte – vedi Fuori dal tunnel di Caparezza –, viene masticato dall’heavy rotation e restituito innocuo. Rimane un pezzone, capace di sdoganare definitivamente le potenzialità tormentose dell’hip hop italiano. Non per forza di cose è un complimento, ma applausi lo stesso.

Best lyrics: “L’ultima volta che mio padre èandato a letto con mia madre/prese a calci una parete e in testa gli cadde una trave”

Leggi anche