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5 cose che (forse) non sapete di ‘Un sacco bello’

40 anni fa usciva l’esordio di Carlo Verdone, che rimane tutt’ora una delle sue commedie più amate e una fonte di aneddoti leggendari. Eccone alcuni

Mario Brega e Carlo Verdone

1Il film ha avuto un padrino di lusso

E non uno qualunque: Sergio Leone. Con una telefonata ormai leggendaria, Verdone è riuscito a convincerlo a produrre la sua opera prima. Il maestro del western all’italiana ha scommesso su Verdone non solo come maschera comica ma anche come regista, dopo il no incassato da nomi celeberrimi della commedia nostrana come Lina Wertmüller e Steno.

2Verdone ha detto di no a tutti pur di fare Un sacco bello

Dopo il successo a teatro e in tv, tutti lo volevano anche sul grande schermo. Il primo a fargli un provino fu Pasquale Festa Campanile per Il corpo della ragassa, ma pare che l’audizione andò malissimo. Poi arrivò Adriano Celentano che gli propose una parte in Asso, ma Verdone rifiutò perché voleva portare avanti il suo progetto. Ovviamente aveva ragione lui.

3Le riprese sono state quasi un film a sé

Il set sarebbe dovuto durare 7 settimane e invece la produzione fu costretta a concentrare le riprese in 5 settimane e due giorni, per la precisione. Quasi tutta Roma ha fatto da sfondo al film con luoghi diventi di pellegrinaggio per i fan grazie a riti come Ferragosto ‘ar palo della Morte’, in Via Giovanni Conti, zona Vigne Nuove. Se è vero che Verdone è un ipocondriaco conclamato, il destino ha voluto che proprio un problema di salute sia stato la causa del ritardo dell’inizio della lavorazione: quale? Un doloroso problemino al di dietro.

4La colonna sonora è firmata da un vero maestro

L’influenza di Sergio Leone si vede anche nelle musiche. Un sacco bello era il debutto cinematografico di un comico e nessuno avrebbe mai immaginato che un maestro come Ennio Morricone ne avrebbe composto la colonna sonora, con tanto di partecipazione del mitico fischiatore Alessandro Alessandroni.

5Ha convinto anche critica e premi

Mentre adesso Checco Zalone fa paura alle Academy italiane, all’epoca l’esordio di Verdone fu accolto e celebrato anche dalle istituzione cinematografiche di casa nostra: per la sua interpretazione Verdone vinse un David Speciale ai David di Donatello 1980, un Globo d’oro al miglior attore rivelazione e un Nastro d’argento al migliore attore esordiente ai Nastri d’argento 1980.

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