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I 10 passi falsi degli Smiths

A 30 dalla fine di una delle band più importanti della storia del pop britannico e nel giorno del compleanno del suo frontman, ricordiamo le (pochissime) macchie della loro discografia. Perché anche i migliori sbagliano

Non ci sono tante storie come quella degli Smiths, la band nata nel 1982 dopo che Johnny Marr ha annunciato «formerò la più grande band del mondo», e del suo frontman Morrissey, probabilmente la voce più discussa e polemica del rock britannico.

Gli Smiths hanno scritto tantissime canzoni meravigliose, ma tra le 73 composizioni che ci hanno regalato c’è anche qualche passo falso. Elencare i 10 brani più belli sarebbe stato divertente, ma è un esercizio che tutti i fan degli Smiths avranno fatto almeno una volta, e forse è impossibile raggiungere un verdetto definitivo.

È per questo che abbiamo deciso di selezionare le 10 canzoni più brutte – e “brutte” è una parola grossa, sarebbe meglio dire “meno riuscite” – del loro repertorio. Eccole:

10. Money Changes Everything

Ah, gli strumentali. Purtroppo Morrissey non ha mai cantato su questo brano, Marr l’ha regalato a Bryan Ferry, che l’ha trasformato (con il suo testo) nella hit The Right Stuff.

9. Death at One’s Elbow

Non male per un brano dedicato alla storia d’amore con “Glenn” (un nome molto poco da-canzone-degli-Smiths). Nessun fan ricorda questo brano con affetto, e hanno ragione.

Miglior verso: “You’ll slip on the trail of my besplattered remains”.

8. Back to the Old House

Un lamento acustico sull’innocenza perduta, diventa insopportabile dopo circa 30 secondi.

Miglior verso: “When you cycled by / Here began all my dreams

7. GOlden Lights

Questa è una cover di Twinkle con alla voce Kirsty MacColl. Nessuno è riuscito a capire come mai sia finita nella compilation Louder Than Bombs, e con il passare del tempo il brano è diventato il “so bad it’s so good” di molti fan della band. È un disastro esilarante, Morrissey stesso l’ha definita come una “perversione divertente”. Andy Rourke non è troppo d’accordo: «Sembrava la versione venuta male di Octopus Garden».

Miglior verso: “You made a record and they liked your singin / All of a sudden my phone stops ringing

6. I Keep Mine Hidden

I Keep Mine Hidden è l’ultimo brano firmato dalla coppia Marr-Morrissey. Ma niente era più come prima, anche il solo è terribile. I due si sono rivisti per la prima volta anni dopo, in un’aula di tribunale.

Miglior verso: “I’m a twenty-digit combination to unlock

5. Work Is a Four-Letter Word

Gli Smiths hanno registrato il loro ultimo album da separati in casa. Questa è una cover di Cilla Black, ed è sull’album solo per l’insistenza di Morrissey. «Per me è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso», ricorda Marr. «Non avevo formato una band per suonare le canzoni di Cilla Black». Morrissey, più avanti, ha ammesso che «Cilla Black ha fatto sciogliere gli Smiths, per certi versi è tutta colpa sua».

Miglior verso: “Loving you is driving me crazy / People say that you were

4. Meat Is Murder

Qui Morrissey si scaglia a difesa di mucche e tacchini, ma la verità è che soffriva della “sindrome del secondo album”. Gli Smiths arrivarono in studio senza abbastanza canzoni, e hanno scritto questa sul momento. Certo, il testo è nobile, il risultato non molto. Morrissey continua a farla suonare alla sua band ogni sera, mentre si prende qualche minuto di pausa.

Miglior verso: “Heifer whines could be human cries

3. Paint a Vulgar Picture

Un elenco di lamentele da VIP decisamente troppo lungo per la scaletta di Strangeways, Here We Come, l’album di addio della band. Morrissey si lamenta delle etichette discografiche, dei media, di MTV e della BBC, ma il risultato non è granché. Ha fatto meglio George Michael con Freedom! 90.

Miglior verso: “The sycophantic slags all say / I knew him first and I knew him well.”

2. Barbarism Begins at Home

Questo è il brano più lungo del repertorio della band, e pare che il minutaggio fosse figlio dell’esigenza di riempire il lato B di Meat Is Murder, non per esigenze espressive. Andy Rourke suona una linea di basso molto funk, carina ma decisamente fuori posto.

Miglior verso: “A crack on the head is what you get for asking”.

1. Accept Yourself

Gli Smiths hanno scritto dozzine di brani meravigliosi. Accept Yourself non lo è. Sarà per il riff cheesy di chitarra – praticamente Love Will Keep Us Together di Captain & Tenille – o per lo strano testo cantato da Morrissey (How do I feel about my shoes?), questa è sicuramente l’unica vera gaffe del loro repertorio.

Miglior verso: “I am sick and I am dull and I am plain”.

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