Home Classifiche Classifiche TV

Le migliori serie teen originali Netflix

È appena arrivata la terza stagione di 'Élite' ma, se l'avete già vista tutta, ecco quali sono i nostri titoli preferiti con il sigillo di Ted Sarandos

Un'immagine della terza stagione di 'Élite', dal 13 marzo su Netflix

Se per voi navigare nel mondo teen creato da Netflix è diventato più complicato che capire le regole dell’emergenza coronavirus (che poi è sempre e solo una: state a casa!), siamo qui per questo. Anche perché altro che ‘solo per adolescenti’, questi titoli ossessionano spesso e volentieri pure gli adulti. Il 13 marzo poi è arrivata sulla piattaforma la terza stagione di Élite, incubatore di giovanissime e ibericissime star e pioniera, insieme all’italiana Baby e alle britanniche The End of the F**king World e Sex Education, delle teen serie europee (ormai solo geograficamente parlando) originali Netflix. Che ormai sono praticamente un genere a parte. L’ultimo acquisto è SKAM Italia, tra i racconti più belli della generazione Z, la cui quarta stagione, dopo varie peripezie si farà grazie a un accordo tra Cross Productions, TIMVISION e il colosso dello streaming.

Élite era partita nel 2018 sfruttando il delirio collettivo per La Casa di Carta e i suoi volti, assicurandosi la partecipazione di Rio (Miguel Herrán), Denver (Jaime Lorente) e Alison Parker (María Pedraza). Ma nella seconda stagione aveva già dimostrato di non avere più bisogno della mania per Tokyo & friends e che la formula The O.C. che incontra Gossip Girl, con contorno di omicidio alla Big Little Lies cattura, soprattutto se vista attraverso la lente della soap con confezione elegantissima e qualche deriva trash. E così, tutti pazzi per la lotta di classe sui banchi di scuola, per i drammi della marchesina annoiata (Ester Expósito) e del suo ex terribilmente insicuro (Álvaro Rico), per l’amore tra lo sportivo altezzoso (Miguel Bernardeau) e la ragazza musulmana di umili origini intelligente e determinata a farcela (Mina El Hammani), persino per il rapporto incestuoso tra la figlia del ricco diplomatico messicano (Danna Paola) e il suo fratellastro festaiolo (Jorge López). E, ovviamente, per il nuovo murder mystery al centro della storia, perché nella terza stagione ovviamente c’è una nuova morte su cui indagare. Thanks to quarantena avete già finito di vedere tutti gli episodi? Ecco quali sono le migliori serie teen con il sigillo di Ted Sarandos, secondo noi.

10Tredici

Sia chiaro: se oggi gridiamo al “miracolo” delle serie teen su Netflix, è anche merito di questo culto collettivo. Il problema è aver voluto proseguire a tutti i costi un soggetto che “teneva” il tempo di una sola stagione (pur sollevando già qualche dubbio: la generazione dei nativi digitali lascia davvero passare così tanto tempo tra l’ascolto di una cassettina e l’altra?). Però, appunto, è a suo modo diventato un benchmark: di scrittura, confezione, casting. Ficcando nel plot molto furbetto tanti temi “difficili”, come pochi prodotti per adolescenti hanno saputo fare. Ci sarà una quarta stagione: ma ormai ce l’aspettavamo.

9I am not okay with this

C’è chi ha gridato al capolavoro: ci pare troppo. Innanzitutto perché, più che una serie, questo almeno per durata è poco più di un film. Ma è indubbio che siamo di fronte all’ultimo titolo arrivato a confermare quella che ormai è una certezza: il linguaggio delle produzioni teen “made in Netflix” è sempre più maturo e a fuoco. Qui, per raccontare l’educazione esistenziale e sentimentale di un’intrepida adolescente, si mixano fumetti (all’origine c’è la graphic novel di Charles Forsman) e soprannaturale. Trovando il giusto equilibrio. E la protagonista Sophia Lills, lanciata da It, è semplicemente perfetta.

8Baby

La serie italiana più discussa di sempre (ebbene sì) ha vinto anche solo per questo. E per un altro motivo: a quelli che si aspettavano (cioè: tutti) le cronache sconce delle baby squillo, ha invece consegnato un teen in piena regola. E all’italiana, nel bene e nel male. Pur con le sue ingenuità (o anche grazie a quelle), non ce n’è: questo “Sapore di Parioli” tiene incollati allo schermo. E si fregia di aver creato, come nessun altro, un piccolo star-system nostrano: Benedetta Porcaroli, Alice Pagani, Lorenzo Zurzolo, new stars are born.

7Le terrificanti avventure di Sabrina

Se amate la declinazione teen-dark ma mai troppo seriosa, questo show ha dato una svolta oscura e contemporanea al fumetto Sixties di Archie Comics Sabrina, The Teenage Witch, già adattato in varie versioni: la più celebre è quella di fine anni ’90 con Melissa Joan Hart. Oscura perché la protagonista (la Kiernan Shipka di Mad Men) è un’adolescente metà umana e metà strega, che vive con le zie (e il cugino), sì. Ma gli Spellman qui gestiscono un’impresa di pompe funebri e fanno parte di una congrega che adora Satana chiamata la Chiesa della Notte, con tanto di cerimonie sacrificali e viaggi all’inferno. Contemporanea invece perché la serie fa parte di un’evoluzione femminista dei teen drama, in cui non solo l’eroina si auto determina, ma – per darvi un’idea – spiega anche il concetto di consenso a un vampiro che l’ha appena morsa.

6Atypical

Coming of age story: ok, quante ne abbiamo già viste e sentite? Qui però seguiamo un ragazzo con un disturbo dello spettro autistico (Keir Gilchrist, credibilissimo) che cerca di crescere, di diventare indipendente e, soprattutto, di trovare l’amore nonostante le paure della madre iperprotettiva. Che altri non è che Jennifer Jason Leigh, la Daisy Domergue di The Hateful Eight. Una serie feel good, con un bel mix di drama, sentimental e comedy, che dal protagonista piano piano fa scivolare lo sguardo sulla sua famiglia per chiedersi: cosa significa davvero essere normali?

5On my block

L’adolescenza nei quartieri popolari a basso reddito di Los Angeles. On my Block va fortissimo negli USA proprio perché ha messo al centro interpreti afro-americani e latini e storie rilevanti per chi appartiene a minoranze etniche e vive nel clima di razzismo contemporaneo. Urgente, ambizioso, coraggioso, ben scritto con i suoi alti e bassi umoristici ed emozionali. Bravi, bravissimi i quattro protagonisti che hanno un’intesa meravigliosa. E poi quel realismo, così reale da far male.

4Sex Education

L’educazione sessuale non la insegnano a scuola? E allora ci pensa Netflix. In questo senso, la serie creata da Laurie Nunn è già una piccola rivoluzione. Con il tono di una comedy da corridoi del liceo, sa invece piazzare tutto ciò che anima la cosiddetta “conversazione” corrente, tra gender e fluidità. Più tutti i temi “vecchi” che non sono più un tabù su cui ridacchiare: dalla masturbazione agli orgasmi. In modalità didattica ma mai pedante, anzi: con la leggerezza che serve a far passare meglio il messaggio. Il cast, ben assemblato e sfrenatissimo tra pivelli e veterani (leggi: Gillian Anderson), fa il resto, e lo fa bene.

3Stranger Things

Negli anni ‘10 non abbiamo scoperto niente, la fissa per il racconto dell’adolescenza con tocco soprannaturale ce l’avevano già gli Eighties. Stranger Things recupera questo e altro: dai testi sacri di Stephen King, al patrimonio culturale dei nerd che rende perfino mainstream. E lo fa così bene da trasformasi in qualcosa di originale, diventando un fenomeno di costume e trasformando le sue star in icone a 15 anni, vedi Millie Bobby Brown e Finn Wolfhard. Dopo una prima stagione fulminante e una seconda un po’ sommessa, con la terza la serie esplode seguendo la crescita dei propri attori, che devono affrontare i primi amori e le tempeste ormonali dell’adolescenza, ovviamente sotto la costante minaccia di qualcosa di terribile. Uno dei veri colpacci di Netflix che, guarda un po’, è teen.

2The End of the F**king World

Giovanissimo Dexter in erba scappa insieme a futura ragazza di Porta Venezia, indeciso se vuole davvero ucciderla o sta invece iniziando a innamorarsi di lei. Tratto dalla graphic novel di Charles Forsman, questo road movie a metà tra Wes Anderson Bonnie and Clyde, ha tutto: la scrittura da dark comedy di lusso, la regia, la fotografia (perfetta per raccontare l’Inghilterra degli ultimi), la chimica strambissima tra i due protagonisti Alex Lawther e Jessica Barden, instant star, la nostalgia per gli anni ’80. E una colonna sonora da urlo che, se nella prima stagione puntava sul rock, nella seconda vira più sul folk. Vogliamo dirla tutta? All’amore tragico e disfunzionale tra Alyssa e James non serviva un altro capitolo. Ma va bene così.

1Big Mouth

Sì, al primo posto c’è una serie animata, un’altra delle cose migliori by Netflix. Tre stagioni più uno speciale di San Valentino, tutte con il 100% di recensioni positive su Rotten Tomatoes, praticamente fantascienza. E allora, cos’ha di speciale Big Mouth? È un trionfo di battutacce volgarissime ed esilaranti, canzoni-parodia e sequenze spaventosamente immaginifiche sul teen drama più teen drama che esista: la pubertà. Con tanto di trovate geniali, come i mostri degli ormoni (tra i quali una mitica Maya Rudolph) che incasinano la vita a studentelli confusi ed arrapati.

Leggi anche