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I migliori episodi della ‘Casa di carta’

Mancano meno di due giorni al debutto della quarta parte: quale occasione migliore per ripassare i best moments del fenomeno spagnolo che ha conquistato mezzo mondo?

Rio (Miguel Herrán) e Tokyo (Úrsula Corberó)

10Salvate il soldato Tokyo (Parte 2, Episodio 6)

Inizia la resa dei conti tra Raquel e il Professore, con tanto di macchina della verità. Intanto, Tokyo è stata catturata e sta per essere portata in tribunale, ma il mezzo viene assaltato da quattro serbi pagati dal Professore, che la liberano. Anziché fuggire, la nostra decide di tornare da Rio alla Zecca, entrando direttamente dalla porta vestita da poliziotta e con la moto in versione eroina action: è una delle sequenze più al cardiopalma di tutta la serie, con tanto di ralenti ad aiutare la suspense. Ma, nel bel mezzo dello scontro a fuoco tra polizia e rapinatori, Mosca si accascia a terra tra le braccia del figlio Denver, a cui aveva appena raccontato tutta la verità su sua madre.

9Il cavallo di Troia (Parte 1, Episodio 5)

Il colpo inizia a dare i primi problemi e questa puntata è uno snodo centrale per tutto quello che succederà nei prossimi episodi. Dopo che Arturo è stato ferito sul tetto, il Professore negozia per far entrare nella Zecca due medici e un infermiere. Il viceispettore Rubio decide di infiltrarsi come membro dell’équipe medica, mentre altri due poliziotti si intrufoleranno dai condotti di ventilazione con la tuta rossa e la maschera dei rapinatori per confondersi tra gli ostaggi. Ma Berlino riconosce subito Rubio e installa una cimice nei suoi occhiali. Ora il Professore può sentire tutto quello che dice la polizia, e iniziare la sua storia (sotto falso nome e falsa identità) con Raquel. Denver e Mosca si prendono cura di Monica, ferita a una gamba e, attraverso i flashback, conosciamo la storia di Nairobi, futura fondatrice del matriarcato.

8Il piano (Parte 1, Episodio 2)

Qual è il piano del Professore? Non rubare un po’ di soldi dalla Zecca, ma stampare tutto il denaro possibile durante l’occupazione. Tocca a Nairobi, la falsaria del gruppo, coordinare l’operazione. Nel frattempo viene chiamata a trattare con i rapinatori Raquel Murillo, un’ispettrice con una vita privata molto complicata. L’idea geniale di dotare gli ostaggi delle stesse tute rosse, maschere di Dalí e armi che indossa la banda fa desistere la polizia dal tentativo di irruzione nella struttura. Berlino rivela al Professore che Tokyo e Rio hanno una relazione (con tanto di flashback sui mesi della preparazione), e il Professore (sotto mentite spoglie) approccia Raquel in un bar. Gettate le basi, il resto è storia.

7La fuga del Professore (Parte 1, Episodio 7)

Abbiamo appena scoperto che Berlino è malato. Il piano intanto sta andando a rotoli e il Professore deve giocarsi il tutto e per tutto al massimo della tensione. Che, in questo caso, vuol dire insozzarsi, massacrarsi la faccia e farsi la pipì addosso per fingersi un barbone un secondo prima di essere beccato da Raquel e dopo aver cancellare le impronte di Tokyo e Rio sulla macchina con cui sono arrivati alla Zecca. In un flashback vediamo i due fare un sopralluogo alla struttura (e darci dentro in bagno, of course). Ma Helsinki poi, anziché distruggere l’auto, l’aveva lasciata a uno sfasciacarrozze, intascandosi la cifra. C’è anche una sequenza starring Berlino più sadico che mai e un’altra in cui il Professore riesce a mettere l’opinione pubblica contro la Murillo. E nello stesso tempo invitarla a cena. La miglior puntata di Álvaro Morte, alias El Profesor.

6La deriva (Parte 3, Episodio 8)

Capiamo che forse c’è una persona davvero in grado di battere il Professore al suo stesso gioco: si chiama Alicia Sierra, ed è l’ispettrice che ha torturato Rio e che è stata chiamata a trattare con lui al posto di Murillo. Incintissima, furbissima, senza scrupoli. Riesce ad attaccare la banda su due fronti: fa braccare il Professore e Lisbona, suggerendo l’esecuzione in diretta telefonica di lei per spezzare lui, e usa il figlio di Nairobi per indebolire la banda. La situazione inizia davvero a precipitare perché il Professore perde il controllo. E, quando Nairobi si avvicina alla finestra per vedere il suo bambino, viene ferita a morte da un cecchino. Puntata tesissima e doppio cliffhanger nel finale. Pronti per la quarta. Grado di tamarraggine dell’ispettrice Sierra: indeterminato.

5Bella ciao (Parte 1, Episodio 13)

È la prima volta che ascoltiamo il brano-simbolo della serie, Bella ciao: la intona il Professore in un flashback, la sera prima del colpo. Dopo cena al tavolo sono rimasti solo lui e Berlino, o meglio, Andrés. Il Professore non riesce a promettere a Berlino che fuggirà, nel caso le cose non andassero per il verso giusto, ma dice sicuro: “Niente andrà male, noi siamo la resistenza”. E inizia a cantare: “Una mattina, mi son svegliato…”. Il pezzo fa da colonna sonora anche a un’altra scena chiave: quella in cui il Professore (alias Sergio) è costretto ad accompagnare l’ispettore Murillo che ha scoperto il casolare a Toledo dove è stata preparata la rapina. Il cerchio inizia a stringersi. E la resistenza al sistema diventa il nuovo credo della banda. Quanto sono zarri (e irresistibili) questi spagnoli.

4Aikido (Parte 3, Episodio 2)

Una rarissima puntata in esterni (la seconda in realtà, vedi la posizione successiva), prima di chiudersi nella Banca nazionale. Deciso ad aiutare Tokyo a liberare Rio grazie a una nuova grande rapina, il Professore rivela la sua strategia: usare la forza del nemico a proprio vantaggio. Come? Liberando 140 milioni in banconote da 50 euro per le strade attraverso dei dirigibili e pubblicando un video in cui mostra la sua identità e dichiara che uno di loro è stato catturato e torturato dalla polizia. Una volta scatenato il caos a Madrid, i nostri si fingeranno componenti dell’esercito mandati a sedare le rivolte ed entreranno indisturbati nella Banca. È il momento in cui il professore mostra alla banda che le maschere di Dalí e le tute rosse sono diventate sinonimo di resistenza al sistema in tutto il mondo. La puntata più politica di tutte: La Casa di Carta ha raccolto le incazzature di mezzo globo e i personaggi di una serie tv europea sono diventati dei supereroi pop in 190 paesi.

3Siamo tornati (Parte 3, Episodio 1)

Nella terza stagione cambia tutto ma non è cambia niente, l’essenza della Casa di Carta è sempre la stessa. Ma prima di tornare chiusi in una nuova istituzione-obiettivo della banda, la Banca di Spagna, vediamo come è davvero finito il primo colpo, in che modo i protagonisti sono riusciti a scappare all’estero e come hanno vissuto finora: Ursula e Rio in una specie di commedia romantica su un’isola caraibica, Nairobi e Helsinki come Will & Grace nella tampa argentina, Denver e Stoccolma formato famiglia in Indonesia e il Professore e Lisbona (con nonna e figlia a carico) nelle Filippine. Netflix investe fortissimo, l’orizzonte della serie si allarga e rimbalziamo da una parte all’altra del pianeta. Il ritorno della banda è filmato come fosse un film di James Bond, con passaggi adrenalinici (la cattura di Rio!). E pure Tokyo versione Bond girl.

2L’inizio (Parte 1, Episodio 1)

“Mi chiamo Tokyo, ma quando è cominciata questa storia, non mi chiamavo così”. È l’inizio di tutto, pure della stardom di Úrsula Corberó. C’è la presentazione dei personaggi in stile tarantiniano e la miglior definizione di Berlino mai sentita, courtesy of Tokyo: “È come uno squalo in una piscina, puoi farci il bagno ma non sei mai tranquillo”. Inquadriamo l’obiettivo del colpo, la Zecca di Madrid, e vediamo l’ingresso della banda, debuttano le maschere di Dalí e le tute rosse, che diventeranno simbolo della serie, assistiamo per la prima volta a un tête-à-tête tra Tokyo e Rio, Arturito is in da house. Insomma, le prime volte non si scordano mai. E questo pilot è uno dei più forti mai visti: se dal 2017 siamo tutti qua, magari pure scettici e critici, ma ancora incollati alla tv, vuol dire che aveva ragione Álex Pina fin dal principio. Dalla prima risata di Denver.

1Il finale del colpo alla Zecca (Parte 2, Episodio 9)

Diciamolo, la seconda parte serviva ad allungare un po’ il brodo e a non concludere il colpo in un solo ciclo di episodi. Lo capiamo: serie che vince va avanti all’infinito, anche se a volte il desiderio di schiacciare “avanti veloce” si faceva sentire, eccome. Lo scontro finale alla Zecca di Madrid era ciò che aspettavamo dall’inizio, e la banda non ci ha deluso. L’ispettore Raquel Murillo decide definitivamente da che parte stare, il piano del Professore funziona e finalmente vediamo i nostri eroi (non più) mascherati liberi, con quasi un miliardo di euro in tasca. E, soprattutto, Berlino, il miglior personaggio della serie (interpretato da quello che è a mani basso il miglior attore, Pedro Alonso) si immola per salvare i compagni in una sequenza epica sulle note di Bella ciao: “Ho passato la vita a essere uno stronzo, ma oggi voglio morire con dignità”. Sipario.

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