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Prince, le migliori perle nascoste

Le sue pubblicazioni meno famose sono piene di pezzi notevoli. Al tempo stesso, le sue raccolte di B-side sono meglio di molti greatest hits in circolazione

Una carriera incredibile e una produzione sterminata. Prince ha segnato in maniera indelebile la storia della musica contemporanea, e non solo grazie ad album grandiosi come Purple Rain o Sign‘O’ the Times, ma anche grazie a pubblicazioni meno famose: un patrimonio che, se messo insieme, supererebbe di gran lunga moltissimi greatest hits. Ripercorriamo quindi i diamanti e le perle meno conosciute nate dalla creatività senza confini di Prince

“Soft and Wet” in For You (1978)

A 18 anni Prince registra un demo ai Moon Sound Studio con la sua band, i Champagne. Il proprietario Chris Moon nota il suo talento e gli chiede di scrivere la musica per alcuni suoi testi, tra cui Soft and Wet. Il doppio senso, secondo Moon, è il modo in cui Prince vuole vincere la timidezza e catturare l’attenzione del pubblico. È il pezzo più notevole del suo disco di debutto, con il ritornello circolare appoggiato su una strana base di synth alla Kraftwerk.

“I Wanna Be Your Lover” in Prince (1979)

Prince lavora per cinque mesi sul suo primo album e solo uno sul secondo. Si chiude in studio a Los Angeles e trasforma nove demo registrate a casa in un disco in cui suona tutto da solo. Questo pezzo prepara il terreno a tutto quello che segue: il falsetto crea un senso di vulnerabilità (e di ambiguità sessuale) che gli dà la libertà di esprimersi: «Voglio essere l’unico che cerchi». È la sua prima hit.

“Gotta Stop (Messin’ About)” (1980)

Registrato durante le session di Dirty Mind, ma giudicato troppo folle e paranoico per quell’album, è un pezzo in cui Prince racconta di essersi appostato fuori dalla casa della sua ragazza a vedere tutti i suoi amanti che entrano ed escono. Il ritornello è un avvertimento a tutti e due: lei deve smetterla di farsela con gli altri, lui deve smettere di masturbarsi prima di diventare cieco.

“How Come U Don’t Call Me Anymore” in B Side (1982)

Le session di 1999 sono durate anche tre giorni, e hanno prodotto anche i pezzi del secondo album dei Time e il debutto di Vanity 6. Il 26 aprile, Prince chiede a un tecnico del suono di portare una bottiglia di vino ai Sunset Sound di L.A., e registra questa ballad usando solo il piano, lo schiocco delle dita, i cori e un accenno di beat. La cover fatta da Alicia Keys nel suo primo album diventa una hit.

“Erotic City” in B Side (1984)

Registrata nel dicembre del 1983 in un momento di creatività esagerata che continua fino al 1990, questa canzone è la definitiva dichiarazione di libertà sessuale di Prince. Ed è talmente efficace da riuscire a far passare in radio anche una strofa come: “Possiamo fare sesso fino all’alba”. (Prince l’ha scritta per Sheila E., ma quando lei si tira indietro perché non vuole pronunciare quella frase, lui trasforma la canzone in un duetto). Il beat scarno ricorda When the Doves Cry.

“Scandalous” in Batman (1989)

Prince rimane folgorato dalle prime immagini del Batman creato da Tim Burton. Tim gli chiede due canzoni, lui ne presenta 11 ed è pronto a scrivere un intero album, oltre a infatuarsi della protagonista del film, Kim Basinger. Lei presta la sua voce (e i suoi gemiti) alla extended version di questo singolo, The Scandalous Sex Suite, ma è il falsetto di Prince a farla approdare al n.5 della classifica R&B.

“Joy In Repetition” in Graffiti Bridge (1990)

Il 17 luglio del 1986, durante le session di Sign ‘O’ the Times, Prince registra questa gemma: un pezzo lento e onirico che parla di un club dove una band sta suonando da qualche mese la stessa canzone, Soul Psychodelicide, che deve durare un intero anno (da cui l’idea del titolo). Cinque giorni dopo, da una jam di un’ora, nasce il brano Soul Psychodelicide che rimane inedito.

“Loose!” in Come (1994)

Un pezzo usato in Glam Slam Ulysses, performance dance del 1993 vagamente ispirata all’Odissea di Omero, il che spiega anche la sua atmosfera infernale. Prince grida: “One, two, three, four” come se stesse cercando di unire James Brown e i Ramones, poi mixa una batteria funky e beat electro-rave, effetti di giradischi e chitarre sfrenate. Uno dei suoi brani più strani, dark e divertenti.

“The Truth” in The Truth (1998)

Pubblicata sul disco acustico che esce come omaggio del triplo Crystal Ball, è un inedito blues in cui Prince picchia sulla chitarra, schiocca le dita e chiude con un grido spaventoso. C’è anche un orologio che scandisce il tempo, per farti capire che i tuoi giorni stanno per finire ma c’è ancora tempo per dire la verità.

“Empty Room” in C-Note (2004)

“Ho trovato i tuoi capelli vicino alla finestra del bagno / Come posso dimenticarti?”. Si dice che Prince abbia scritto Empty Room nel 1985, dopo una lite con Susannah Melvoin, e poi abbia fatto con i Revolution una versione rimasta inedita. Questa versione è registrata a Copenhagen nel 2002, durante il soundcheck di una data del One Night Alone Tour ed esce sull’album live C-Note. Un tappeto di accordi di pianoforte meditabondi e una chitarra lacerante che offre una consolazione, ma non una soluzione.

“Supercute” in The Chocolate Invasion (2004)

Il sito NPG Music Club con cui Prince pubblica la sua musica chiude con due raccolte: la funky The Slaughterhouse in cui attacca Babilonia, gli hater e le case discografiche, e la più lasciva Chocolate Invasion in cui il sesso batte l’amarezza. Un pezzo ravvivato dal modo in cui la sua chitarra geme e si contorce ogni volta che si avvicina una ragazza “supercute”.

“Guitar” in Planet Earth (2007)

«Quando vedi gli U2 che vincono un Grammy», si lamenta Prince nel 1990, «ti dici: “Aspetta, anche io so fare quella musica”». Diciassette anni dopo lo fa davvero: in questo elogio di un’amante sempre disponibile, Prince attacca con le tessiture di note che hanno reso famoso The Edge, prima di lanciarsi nello spazio.

“No More Candy 4 U” in Lotusflow3r (2009)

Una sparata contro la cultura contemporanea alimentata da una indignazione comica, un organo garage-rock e una chitarra glam che ricordano i giorni gloriosi di Let’s Go Crazy. “Troppa fama porta alla decadenza spirituale”, canta Prince attaccando i personaggi da copertina, gli hater di Internet e tutti quegli artisti da due soldi che vogliono diventare rockstar. Non ce la possono fare!

“Breakfast Can Wait” in Art Official Age (2014)

Instancabile nella sua continua ricerca di un approccio diverso al music business, Prince fa girare questo pezzo su due siti diversi, prima di decidersi a pubblicarlo sulla piattaforma Kobalt. Ne vale la pena: è un funk che celebra un incontro di una notte, che continua anche il giorno dopo. Per colazione, niente uova o torta al miele, grazie: “Voglio solo un altro morso di te”.

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