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Le migliori compilation del Festivalbar

Blu o Rosse, su vinile o CD, la nostra top ten delle compilation più ascoltate nelle estati italiane degli ultimi 30 anni

I CD rossi e blu, le comparsate in playback su Italia 1, l’occasione più assurda che rara dei più beceri cantantucoli italiani (ormai scomparsi) che condividono lo stesso palco dell’Arena di Verona con gente tipo Red Hot Chili Peppers, Backstreet Boys, Elton John, Lou Reed. Il Festivalbar rimane forse la cosa più bella che sia mai capitata alle estati italiane degli anni Novanta, se ovviamente escludiamo Beato Fra Le Donne e Giochi Senza Frontiere.

Ma per quanto l’ultima decade del Novecento coincida con il climax di popolarità e qualità dell’offerta, la kermesse musicale estiva scomparsa nel 2008 ha radici ben più profonde nel tessuto sociale italiano. La prima edizione del Festivalbar, chiamato così perché inizialmente i vincitori erano coloro che venivano suonati di più nei jukebox dei bar di tutta Italia, è datata 1964. Il suo ideatore, il produttore televisivo Vittorio Salvetti, concepisce sulle prime la soirée televisiva come una premiazione finale senza eliminazioni precedenti. Sarà poi dal 1967 che la gara si consumerà sin dalle prime eliminatorie davanti agli occhi degli italiani incollati alla TV.

Ma è soltanto con gli anni Settanta, che finalmente il Festivalbar vede le sue prime compilation. Inizialmente su vinile e poi, con l’avvento del CD e degli anni Ottanta di Fininvest, in digitale. Fatte queste doverose premesse storiche, abbiamo selezionato le 10 migliori compilation di sempre, che sicuramente molti di voi avranno ancora, un po’ impolverate.

10. Festivalbar 2004

Nel 2004 il Festivalbar non ha ancora vissuto il suo periodo nero, cioè quello del crollo degli ascolti nel 2006 da cui sostanzialmente non si riprenderà mai. Nonostante sia Zucchero a trionfare nella finale all’Arena di Verona (conduttori Marco Maccarini e Irene Grandi), i veri vincitori morali sono pezzi come Trick Me di Kelis, Hey Mama dei Black Eyed Peas, Vengo dalla Luna di Caparezza e Voglia di Dance All Night degli Eiffel nella Compilation Rossa; oppure Are You Gonna Be My Girl dei Jet o Toxic di Britney Spears nella Compilation Blu.

9. Festivalbar 1996

Fra Don’t Look Back In Anger degli Oasis e Tranqi Funky degli Articolo 31, è facile guardare all’estate ’96 come a una delle più importanti per il pop degli anni Novanta. Ognuno a modo suo, l’inno dei fratelli Gallagher (freschi del successo di (What’s the Story), Morning Glory? dell’anno prima) e quello degli Articolo colonizzano classifiche e radio, per quanto poi il premio vada a Più Bella Cosa di Eros Ramazzotti. Menzione speciale per quei pezzi come Lemon Tree dei Fool’s Garden che, fra pubblicità e TV, avrai sentito milioni di volte ma che a conti fatti non ascolti da almeno 20 anni. Curiosità: una comparsata sul palco, presentati da Amadeus, la fanno pure i Cure.

8. Festivalbar 2000

Paola e Chiara con Vamos a Bailar nella sezione tormentone radio, Ligabue con Miss Mondo nella categoria album e Lùnapop con Qualcosa di grande per la miglior canzone. Non serve aggiungere altro: per riassumere la prima edizione di Festivalbar del nuovo Millennio bastano già i vincitori. Le perle più preziose dell’annessa compilation si nascondono sia nel disco 2 della Compilation Blu, tipo Pure Shores delle All Saints e What a Girl Wants di Christina Aguilera; oppure in quello della Rossa, vedi What’s My Age Again? dei blink-182 e un insospettabile Discolabirinto dei Subsonica.

7. Festivalbar 1984

Le compilation del Festival vengono stampate in vinile dal 1978, ma è solo dal 1984 che parallelamente all’ellepì 33 giri la Polygram stampa e commercializza anche il CD. Un salto nella modernità figlio anche del passaggio dalla Rai a Canale 5 dell’anno prima. Salvo qualche piccola ovvia esclusione, i nomi fra CD e vinile sono sostanzialmente quelli: Jo Squillo, Frankie Goes To Hollywood, Sergio Caputo e Gianna Nannini, che tra l’altro vince la kermesse con Fotoromanza. Ma c’è un solo pezzo che merita di essere ricordato, talmente anni Ottanta da diventare una hit anche all’estero grazie alla cover di Laura Branigan: Self Control di Raf.

6. Festivalbar 1987

Se Fiorello è un po’ il volto cardine del Festivalbar anni Novanta, il suo corrispettivo 80’s non può che essere Claudio Cecchetto. È infatti il signor Gioca Jouer a chiamare sul palco di Verona la crema del pop elettro europeo, dagli Europe ai Pet Shop Boys, per non parlare dei Depeche Mode di Strange Love e la Sabrina Salerno di Boys (Summertime Love). Chiudono il cerchio Duran Duran, Bowie (Day in Day Out) e Bon Jovi di You Give Love a Bad Name. Ma non essendo questi ultimi in gara, ci si è accontentati di inserirli nella compilation.

5. Festivalbar 1995

La divisione fra Compilation Rossa e Blu nel 1995 non esiste ancora, in compenso lo spettro di generi musicali coperto è ugualmente ampio. Oltre al doppio CD della compilation, c’è infatti un Festivalbar Superdance che è a tutti gli effetti una selecta di pezzi da discoteca apposta per i DJ, dagli Scooter a Molella. In ogni caso è Max Pezzali coi suoi 883 a portarsi a casa il premio del ’95 per Tieni il tempo, un pezzo che già solo a sentirne il titolo rievoca l’immagine di Mauro Repetto che si dimena come un tarantolato. E poi ancora Sentimento Pentimento dei Neri Per Caso, Io per lei di Pino Daniele, L’ascensore di Ambra Angiolini, Baby Baby di Corona e Army Of Me di Björk.

4. Festivalbar 1979

Solo oggi, col ritorno della napoletanità funk e (parallelamente) dei tormentoni della Berté, ci stiamo rendendo conto dell’impatto che hanno avuto sulla cultura italiana pezzi come Je so’ pazzo di Pino Daniele o E la luna bussò. Se ci aggiungiamo anche Tu sei l’unica donna per me di Alan Sorrenti (vincitore) e I Will Survive di Gloria Gaynor, la compilation 1979 del Festivalbar è fatta. L’ultimo lascito, meraviglioso lascito degli anni Settanta al pop italiano.

3. Festivalbar 2001

In controtendenza rispetto all’ondata di itpop e di lingua italiana di questi ultimi anni, nel 2001 il trend musicale è quantomai esterofilo. E il Festivalbar è la cartina di Tornasole di questo fenomeno. Mai come nei primi vagiti del nuovo millennio le tracklist della compilation Rossa e Blu hanno visto una sproporzione tale fra artisti stranieri e italiani. Janet Jackson, Ronan Keating, Nelly Furtado, Gorillaz, The Ark, Depeche Mode, Coldplay, Robbie Williams sono fra i tanti nomi inglesi che assediano i pochi Neffa (Io e la mia signorina) o Vasco rimasti. Momenti più alti del festival: l’esibizione di Paps N’ Skar in Get It On con la tastiera spenta e senza cavi, ma soprattutto la Beyoncé giovanissima che con le Destiny’s Child manda in visibilio il pubblico.

2. Festivalbar 1994

Basta citare The Rhythm of the Night dei Corona e Think About The Way di Ice MC (con tanto di giovane Alexia alla voce) e già ci siamo levati di torno due dei 5 più grandi inni eurodance degli anni Novanta. Ad accontentare chi non ha mai adoratto la cassa in quarti, arrivano i Blur di Girls and Boys e il Jovanotti di Serenata rap.

1. Festivalbar 1999

Siccome ci saranno sicuramente polemiche sulla scelta della compilation del ’99 al primo posto di questa top ten, facciamo che mettere più sotto l’intera tracklist della Rossa e della Blu. E vediamo se c’è ancora qualcuno che osa avanzare lamentele.

Festivalbar ’99 Compilation Rossa
Disco 1
Vasco Rossi – Rewind
Britney Spears – …Baby One More Time
The Cranberries – Promises
Alex Britti – Mi piaci
Enrique Iglesias – Bailamos
Roxette – Wish I Could Fly
Zucchero – You Make Me Feel Loved
Emilia – Good Sign
Litfiba – Il mio corpo che cambia
Rosana – Pà calor
The Cardigans – Erase/Rewind
Next of Kin – 24 hours from you
Gianna Nannini – Notti senza cuore
Cartoons – Witch Doctor
Blur – Tender
Negrita – In ogni atomo
Disco 2
Jovanotti – Per te
New Radicals – You Get What You Give
Skunk Anansie – Secretly
Biagio Antonacci – Iris (Remix)
Texas – In Our Lifetime
Miranda – Vamos a la playa
Antonella Ruggiero – Controvento
Liquido – Narcotic
Lene Marlin – Unforgivable Sinner
Marina Rei – Scusa
Nerio’s Dubwork – Sunshine & Happiness
Jessica – How will i know (who you are)
Carmen Consoli – Eco di sirene
Gianluca Grignani – Il giorno perfetto
Boyzone – You Needed Me
Mr. Oizo – Flat Beat

Festivalbar ’99 Compilation Blu
Disco 1
Ricky Martin – Por Arriba Por Abajo
Anggun – Snow on the Sahara
Cher – Strong Enough
Giorgia – Il cielo in una stanza
Daniele Silvestri – Amore mio
Sasha – If You Believe
‘N Sync – U Drive Me Crazy
Chayanne – Salomè
Sottotono – Mai più
Kaìgo – Dove sei
Catatonia – Dead from the Waist Down
Fiorella Mannoia – Sorvolando Eilat
Massimo Di Cataldo – Non ci perderemo mai
Goo Goo Dolls – Slide
Dr. Bombay – Rice and Curry
Neja – The Game

Disco 2
Pino Daniele – Neve al sole
Laura Pausini – La mia risposta
Blondie – Maria
Sugar Ray – Every Morning
The Corrs – Dreams
Mango – Amore per te
Anna Oxa e Chayanne – Camminando camminando
Suede – Electricity
Jennifer Brown – Alive
5ive – Until the Time Is Through
Luca Barbarossa – Musica e parole
Nek – Con un ma e con un se
Elio e le Storie Tese – Discomusic
Vengaboys – We’re Going to Ibiza
Alabina – Loli, Lolita, Lola
Fatboy Slim – Praise You

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