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Le 10 migliori cover incise da Johnny Cash

Dai Soundgarden alle ballate degli U2, fino al capolavoro 'Hurt', ecco le interpretazioni più belle mai registrate dal Man in Black

Johnny Cash è probabilmente il musicista country più apprezzato dagli artisti delle nuove generazioni, ma non dobbiamo dimenticare che anche il Man in Black aveva una sua personalissima lista di influenze. Cash si è sempre sentito uno studente di musica, era costantemente alla ricerca di nuove canzoni da interpretare, a prescindere dalla loro appartenenza al country. Per fortuna, tutte le volte che trovava un brano che attirava il suo interesse – da No Expectations degli Stones fino a Hurt dei Nine Inch Nails – ne registrava una sua versione in studio. Ecco le 10 più belle.

10. “One” U2

La versione di Cash – registrata per American III: Solitary Man – è molto più grave e oscura dell’originale degli U2. Guidato da un arrangiamento semplice e quasi totalmente acustico, il cantautore sussurra il testo, infondendo alle parole del testo una cattiveria che Bono non saprebbe padroneggiare. Il verso “did I disappoint you, or leave a bad taste in your mouth?” è pura indignazione.

9. “Johnny 99” Bruce Springsteen

Cash non ha solo inciso la sua versione di questo classico di Nebraska, l’ha usata per dare il titolo a un intero album – uscito solo un anno dopo rispetto a quello di Springsteen. Nelle mani del cantautore, Johnny 99 diventa quasi un inno da saloon, ma il messaggio del testo resta altrettanto tragico.

8. “No Expectations” The Rolling Stones

La ballata tinta di country degli Stones è stata trasformata da Cash in un brano pieno di sfumature bluegrass e spagnoleggianti. Pubblicata 10 anni dopo l’originale di Beggars Banquet, la versione di Cash era al centro dell’album Gone Girl del 1978.

7. “Redemption Song” Bob Marley

Marley dedicava le sue preghiere acustiche a Jah, Cash invece a Joe – Joe Strummer dei Clash. Insieme, le due icone hanno unito le voci per uno dei duetti più inaspettati della carriera del Man in Black.

6. “Rusty Cage” Soundgarden

Tra tutte le cover del catalogo di Cash, questa è quella più difficile da comprendere. Questo non significa che sia un buco nell’acqua. Anzi, l’interpretazione del cantautore ha qualcosa di gotico: l’atmosfera oscura è palpabile come una notte nebbiosa sul Delta.

5. “I’m on Fire” Bruce Springsteen

Cash registrò la sua cover del singolo di Born in the U.S.A. per un album di tributo a Springsteen uscito nel 2000. Nella sua versione, sussurra e ruggisce come un vecchio cantastorie, impegnato a raccontare il suo viaggio verso la fine della notte.

4. “Have You Ever Seen the Rain” Creedence Clearwater Revival

Con una produzione ricca di trovate anni ’80 – tastiere metalliche, voci in controcanto – questa cover dei CCR testimonia uno dei periodi più strani della carriera di Cash. Tuttavia, Have You Ever Seen the Rain resta un ascolto imperdibile – soprattutto per l’effetto echo sulla voce.

3. “Redemption Day” Sheryl Crow

Negli ultimi anni della sua vita, Cash e Sheryl Crow avevano una relazione intima, e la cantante racconta spesso della chiamata con cui Cash le disse che voleva registrare questo brano. Pubblicata nell’album postumo American VI: Ain’t No Grave, Redemption Day è il suono di un uomo che fa i conti con la fine imminente della sua vita.

2. “The Night They Drove Old Dixie Down” The Band

Nel 1975 il Man In Black pubblicò John R. Cash: all’interno c’era anche una cover di una delle composizioni più evocative di Robbie Robertson. La versione di Cash è più movimentata, quasi ballabile, piena di riferimenti al Dixieland Jazz. È uno strano esperimento, perfettamente rappresentativo di quello che riusciva a fare Cash con un testo all’altezza.

1. “Hurt” Nine Inch Nails

Hurt, la cover più famosa mai incisa da Johnny Cash, è diventata un simbolo degli ultimi giorni di vita del cantautore. Nel video appare fragile e svuotato, e le stesse emozioni si possono ascoltare nella sua voce. È il suono della rassegnazione.

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