I 10 migliori videoclip del 2020 | Rolling Stone Italia
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I 10 migliori videoclip del 2020

Combattimenti con le spade e sesso splatter, cafonate pazzesche e opere d'arte sofisticate: anche in un anno nero per le produzioni, c'è stata un sacco di musica da vedere

Non è stato un anno semplice per i videoclip. Mesi di stop, budget ridotti, programmazioni folli. Una marea di video low budget con materiale recuperato da smartphone e videochiamate su Zoom. Nonostante questa situazione complicata, qualche perla è comunque arrivata sui nostri schermi anche questa volta, nel nome della quality over quantity.

Il 2020 è stato l’anno del girl power, dell’americanizzazione del K-pop, dell’esplosione della digital art e del 3D. E di roba fica – nonostante le difficoltà – ne è uscita parecchia. Abbiamo quindi stilato la nostra top 10 dei video più rappresentativi di questo 2020.

10“Describe” di Perfume Genius, diretto da Mike Hadreas

Dieci anni di Perfume Genius, dieci anni di fragilità emozionale ed emotiva, dieci anni di estasi. Per il suo ultimo disco, Mike Hadreas decide di firmare anche la regia dei propri video, costruendo coreografici immaginari corali. Il risultato è denso come ogni suo brano, intimo come ogni suo lavoro.

9“Hit Different” di SZA feat. Ty Dolla $ign, diretto da Solana

È un peccato che in Italia SZA non abbia l’attenzione mediatica che merita. Hit Different con Ty Dolla $ign è un lavoro di pura grazia, impreziosito da un video esteticamente incredibile firmato da Solana, nome dietro il quale si nasconde la stessa SZA. Una Solange meno arty, più street, ma con una voce e un magnetismo fuori dalla norma.

8“Ice Cream” di Blackpink with Selena Gomez, diretto da Seo Hyun-Seung

Come i BTS, anche le Blackpink sono in fase di American-washing, tanto che il video di Ice Cream sembra uscire dai tempi in cui Fergie era un’icona pop. L’americanizzazione del K-pop sta avvenendo più velocemente del previsto, in questo caso specifico sotto forma di featuring con la reginetta del ballo Selena Gomez in un patinato universo visuale post-bellico anni ’50 in palette rosa. Giù le mani dalla Corea!

7“Brown Skin Girl” di Beyoncé, Blue Ivy, SAINt JHN, WizKid, diretto da Beyoncé e Jenn Nkiru

Stiamo iniziando a cacarcela poco questa nuova Beyoncé, vero? Forse sì. Ma se il suo declino musicale è oramai in atto da qualche tempo, nell’estetica del videoclip Beyoncé è ancora Queen B, la regina della pop culture. Brown Skin Girl è un bagno estetico ed estatico per la colonna sonora del nuovo film del Re Leone. Se solo la sua musica fosse ancora bella come i suoi video.

6“Toosie Slide” di Drake, diretto da Theo Skudra

Ai tempi d’oro di MTV c’era questo programma, MTV Cribs, in cui ci venivamo aperte le case delle celebrity. Una volta andarono da 50 Cent e lui mise in mostra tre Ferrari. Si venne poi a sapere che le aveva noleggiate da un collezionista privato per fare bella figura. In Toosie Slide, Drake balla male (come sappiamo) mentre ci mostra le stanze della propria dimora, che sono tipo duecento. L’abitazione di Drake è così grande che probabilmente tra l’ala est e l’ala ovest si passa da zona rossa a zona arancio. È un’immagine assurda di questo 2020, la realizzazione di una distopia capitalista. Non è il suo miglior video dell’anno (Life Is Good con Future è sicuramente più interessante nel suo miliardo e 300 milioni di visualizzazioni), ma è di certo il più emblematico per i nostri tempi.

5“Too Late” di The Weeknd, diretto da Cliqua

Due donne bendate, dopo una operazione di rinoplastica, trovano sulla loro strada la testa mozzata di The Weeknd. Se ne innamorano così tanto da portarsela in piscina per leccarla. Però le due donne ne bramano di più e decidono di invitare nella loro villa mozzafiato un energumeno per ucciderlo e utilizzare il suo corpo steroideo come appoggio per la testa del nostro amato The Weeknd. Il clip finisce con una scena di sesso a tre in cui le due ragazze, ancora ricoperte di sangue, si approfittano di questo Frankenstein esamine. Avete schiacciato play, vero?

4“Nonbinary” di Arca, diretto da Frederik Heyman

L’entry level per un artista 3D è saper realizzare una ciambella glassata. Non chiedetevi perché, ma online è uno dei tutorial più seguiti per i novizi. Noterete comunque che, per realizzare una sola ciambella, sarete costretti a ore estenuanti di lavoro dimenticandovi della vostra vita. Ecco, nell’anno dell’esplosione definitiva della 3D art, a spuntarla è sempre lei, Arca. Nonbinary è un brano-manifesto su cui Frederik Heyman costruisce una serie di rappresentazioni iconiche in cui Arca diventa semplicemente una divinità. E non ci sono ciambelle che possano reggere il confronto.

3“WAP” di Cardi B feat. Megan Thee Stallion, diretto da Colin Tilley

La prima scena del clip è una statua/fontana rotante delle nostre due rapper che spruzza acqua dai capezzoli. Colin Tilley, come già con Anaconda di Nicky Minaj, enfatizza l’immaginario eccessivo di Cardi B e Megan Thee Stallion andando oltre ogni limite del buon gusto. È un bagno nella piscina del guilty pleasure. Vince a mani basse il premio cafonata incredibile dell’anno.

2“Sad Day” di FKA twigs, diretto da Hiro Murai

Dall’apparizione di FKA twigs non c’è anno che passi senza che lei piazzi un videoclip allucinante. Sad Day è girato da Hiro Murai che, per intenderci, come ultimo lavoro nel suo curriculum aveva This Is America di Childish Gambino, uno dei video più importanti e significativi dello scorso decennio. Il lavoro è un visionario combattimento spada contro spada di sette minuti in cui FKA twigs finisce per essere tagliata in due. Sì, TAGLIATA IN DUE.

1“La vita nuova” di Christine and the Queens, diretto da Colin Solal Cardo

Al suo nuovo EP La vita nuova Christine dedica 14 minuti di short movie diretto da Colin Solal Cardo (Charli XCX, Robyn, Rex Orange County). È un viaggio, un rito, un musical in ambientazioni regali. Opere così non ci arrivano spesso. Quando le troviamo, però, dobbiamo imparare ad aver la pazienza di metterci sopra con attenzione e dedicarci il tempo necessario. Questi 14 minuti di estasi sono il tempo che dovremmo dedicare ogni giorno a noi stessi. Grazie per il reminder, Christine.