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I 10 migliori brani dei R.E.M. secondo i fan

Nel giorno del compleanno di Michael Stipe, i lettori di Rolling Stone USA hanno decretato le migliori 10 canzoni della band. Ne manca qualcuna?

Michael Stipe fotografato da David Belisle. Foto via Facebook Ufficiale

Michael Stipe fotografato da David Belisle

Foto via Facebook

Sono passati sette anni, quasi otto, dallo scioglimento dei R.E.M., e oggi, nel giorno del compleanno di Michael Stipe, abbiamo chiesto ai fan di stilare la classifica dei migliori brani della band. Che, diciamolo, ci manca parecchio.

10The One I Love

La carriera di R.E.M. svoltò quando, nel 1987, uscì The One I Love. Da gruppo universitario a band con un singolo in classifica e video in rotazione su MTV. Se per tantissimi questa canzone è una dichiarazione d’amore, altri amano soffermarsi su quel Fire! ripetuto spessissimo. «Bisogna interpretarlo in maniera personale» ha dichiarato Stipe a Rolling Stone, nel 1987. «Probabilmente però è meglio pensarla come una canzone d’amore!».

9Driver 8

Driver 8, titolo ispirato da un treno diretto a sud, è stato il terzo singolo tratto da Fables of the Reconstruction, del 1985. Nonostante fu uno dei primi grandi successi della band, nel 1991 Peter Buck dichiarò che non era niente di che: «Posso scrivere un brano così tutti i giorni della settimana. Tutti possiamo». Proprio tutti no, Peter.

8Radio Free Europe

Il brano, originariamente del 1981, fu ri-registrato nel 1983 per il disco di debutto Murmur e riuscì a entrare nella Top 100 USA, facendo diventare Stipe e soci gli studenti universitari più amati del Paese.

7Drive

Ricordate Rock On di David Essex? Un pezzone il cui testo recita: «Ehi ragazzi, rock and roll. Rock on». La cover di Michael Damian ebbe un enorme successo nel 1989, e proprio quel brano fu il punto di partenza per Drive. Contenuto in Automatic For The People, il brano fu eclissato completamente dal successo di Everybody Hurts e Man on the Moon.

6Fall On Me

Il video di questo brano fu girato proprio da Stipe. «L’ho girato in una cava rocciosa, in Indiana» ha dichiarato il cantante. Non c’è un singolo edit. Ho preso un pezzo di pellicola, l’ho riavvolto, capovolto e ho messo le parole sulla canzone sopra con lettere rosse. Ho seguito l’idea di Andy Warhol: ho usato la telecamera come un osservatore passivo».

5It’s The End Of The World As We Know It (And I Feel Fine)

Uno dei più grandi successi dei R.E.M., e probabilmente uno dei video più suonati da MTV verso la fine degli anni ’80. «Avevamo una specie di posizione di potere. Potevamo fare i video più assurdi del mondo ma MTV si sentiva in qualche modo obbligata a suonarli». Il giorno dopo l’elezione di George W. Bush, nel 2004, i R.E.M. hanno suonato a Madison Square Garden. Indovinate con quale brano hanno iniziato.

4Man On The Moon

Un omaggio al comico e performer Andy Kaufman e alle sue parodie su Elvis e sul wrestling, senza dimenticare le teorie cospirazioniste sull’allunaggio. Quando i R.E.M. sono andati in tour con Springsteen, nel 2004, suonavano questo pezzo ogni sera. Ed era davvero meraviglioso sentire Bruce cantare “Mr. Andy Kaufman’s gone wrestling”.

3Everybody Hurts

Un ingorgo stradale, nel bel mezzo del Texas: è questo il video di Everybody Hurts, uno dei pezzi più malinconici della band. Scritta principalmente da Bill Berry, il brano nacque con l’idea di arrivare a più adolescenti possibile. Missione compiuta.

2Nightswimming

Una semplice melodia di pianoforte, che Stipe ritenne geniale. Una canzone tenera, arricchita dall’arrangiamento scritto da John Paul Jones dei Led Zeppelin. Non un grande successo commerciale, ma una delle più amate della band, anche 20 anni dopo.

1Losing My Religion

Questa è quella che sanno tutti, tua madre compresa. È quella perfetta per il karaoke, che fa impazzire il pubblico durante i live. L’enorme successo di Losing My Religion catapultò la band nel periodo di massimo successo, scontentando però alcuni fan di vecchia data. «Le persone che hanno cambiato idea su di noi per questo brano, possono baciarmi il culo», disse Peter Buck a Rolling Stone nel 1991.

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