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Green Day: 10 cose che non sapevi su “Dookie”

L'album del successo dei Green Day ha da poco compiuto 25 anni. Ma quanto possiamo dire di conoscerlo?

Fonte: Warner

Fonte: Warner

«All’epoca volevo solo scrivere canzoni di cui essere fiero e suonarle da lì a 5 anni» ha detto Billie Joe Armstrong nel 2014 a Rolling Stone riguardo alla sua mentalità di vent’anni prima.

Ovviamente, sarebbe riuscito in quell’impresa e in molte altre. Nel 1994, i Green Day sono riusciti in ciò che sembrava impossibile ai giovani punk prima di loro: diventare un fenomeno internazionale. Con l’uscita dell’impertinente (ma entusiasmante) Dookie, il trio non solo ha fatto il suo debutto in una etichetta major, ma è riuscita a creare un nuovo movimento giovanile proprio mentre il grunge andava scemando.

Originari di East Bay, California, il chitarrista e voce Armstrong, il bassista Mike Dirnt e il batterista Tré Cool avevano già smosso attenzioni nel circuito punk underground. La loro prospettiva sulla vita, sull’amore e sulla solitudine, spesso sciocca e strafatta, aveva reso dei piccoli successi i loro primi due album sull’etichetta locale Lookout!, 39/Smooth e Kerplunk.

All’epoca erano tutti e tre appena 21enni quando fu proposto loro un ingaggio in una major, che alla fine fu la Reprise grazie grazie al rapporto sincero che sentivano con il giovane A&R Rob Cavallo. Il successo di Dookie prese il mondo alla sprovvista, assicurando alla band una carriera che dura ancora oggi. In onore dell’anniversario compiuto appena ieri (1 febbraio), ecco 10 aneddoti e fatti poco conosciuti su un album che ha cambiato la storia del rock.

1Il nome originale era Liquid Dookie
Originariamente, i Green Day avevano idee molto più scabrose per il loro debutto major. Volevano infatti alludere alla diarrea con il titolo Liquid Dookie (cacca liquida). L’ispirazione arrivava direttamente dalle pessime esperienze con il water imputabili alle diete sregolate in tour. Ma secondo il loro episodio di Behind The Music, il titolo completo era troppo osceno per l’etichetta. «Subivamo il fascino delle feci in quegli anni» ha detto Tré Cool a VH1. La band ripiegò quindi sulla versione accorciata del titolo, Dookie.

Dookie

2Chi c’è in copertina
La copertina colorata e caotica di Dookie è prima di tutto un cenno alle radici dei ragazzi nella Bay Area. L’ambientazione è modellata su Telegraph Avenue a Berkeley, con caricature di personaggi locali, ma nel gigantesco marasma che sembra un collage sono presenti svariati idoli musicali dei Green Day. «La donna in tunica che sembra la Gioconda è la donna in copertina nel primo album dei Black Sabbath» ha rivelato Billie Joe nel documentario Ultimate Albums. «Da qualche parte c’è anche il chitarrista degli AC/DC Angus Young.»

Il retro della copertina originale di Dookie sfoggiava anche una foto di un peluche di Ernie di Sesame Street. In seguito però fu rimossa per paura di una potenziale causa da parte dello show e per evitare la confusione se l’album sia un contenuto da bambini o meno.

3Band VS Label
Con l’aiuto di Rob Cavallo della Reprise, la band trovò più di un modo per mantenere la propria integrità punk durante la registrazione dell’album. Arrivarono in studio con un piano, scegliendo bene lo studio e assicurandosi di essere pronti. In due mesi, l’album fu completato. «Eravamo pronti» ha detto nel 2014 Armstrong. «Non volevamo essere una di quelle band incastrate nello studio. Avevamo sentito di etichette che dicevano alle band “Ecco, questo non va bene. Rifatelo” o anche storie spaventose di budget e spese. Noi invece eravamo tipo “Fanculo, registriamo e fine.”»

4L’alternativa al grunge
«Pensavo che molte delle band grunge non erano altro che band rock da stadio» ha detto Billie Joe a Ultimate Albums. «Erano super introverse e non dicevano mai nulla.» Nel 2014, ha commentato che «c’era troppo piagnucolare nel rock di allora. Noi per natura siamo estroversi.” Per il trio, fascino deriva dalla loro “attitudine alla va là che vai bene”.

5“Longview” non parlava solo di masturbazione
Altri artisti hanno messo al segno hit sul tema masturbazione, ma Longview, la prima hit dei Green Day, diede un nuovo piglio al tema con il suo ritratto di un fattone esaurito. «Non volevo parlare soltanto di un tizio che si smanacciava il pisello» ha detto Armstrong. «La mia era più una canzone su un tizio solo, senza ragazza e una vita. Un completo perdente.»

6Basket Case e la bisessualità di Armstrong
Armstrong ha usato molte delle canzoni per esprimere la propria confusione sessuale del momento. In particolare, nel terzo verso di “Basket Case”, cambia il genere della parola “whore”, come un modo per stuzzicare non solo se stesso ma anche l’ascoltatore.

“Si parla anche di guardare il mondo e dire che non è tutto bianco e nero come pensi”, ha detto a Rolling Stone nel 2014. “Questo disco parla molto di bisessualità”.

La canzone “Coming Clean” ha preso una piega più introspettiva, con la prima frase ” Seventeen and strung out on confusion “. Sebbene fosse sul punto di sposare la sua storica ragazza Adrienne in quel momento, Armstrong era ancora in un “processo di scoperta”, come rifletté 20 anni dopo l’uscita dell’album. “Ero disposto a provare qualsiasi cosa”, ha detto.

7Armstrong scriveva per la sua salute mentale
Nel documentario di Dookie, il cantautore spiega che spesso ha usato la musica per far fronte agli attacchi di panico e all’ansia. Ha attribuito alcuni dei suoi problemi all’”ansia residua” dalla sua infanzia, in particolare la perdita di suo padre per un cancro quando aveva 10 anni. “Non avevo idea di cosa stesse succedendo, pensavo di perdere la testa”, ha detto dei suoi attacchi di panico, che sono spesso citati in Basket Case. Sentimenti di solitudine, rabbia, ansia e alienazione sono presenti anche in canzoni come “Burnout”, “She”, “FOD”, “Longview” e “Have a Blast”. ” “L’unico modo per capire cosa stesse succedendo era scrivere una canzone a riguardo”, ha detto.

8L’improvvisa celebrità
“Adoravo guardare la folla che diventava sempre più grande, l’eccitazione delle persone che cantavano ogni singola parola”, ha detto Armstrong dell’era Dookie in un’intervista del 2013, ma quelli intorno a loro non sono sempre stati così a loro agio. Nel momento della loro esplosione, band come i Pearl Jam e gli Stone Temple Pilots stavano lottando pubblicamente con la loro celebrità e gli eccessi che ne conseguivano. “Abbiamo avuto un contraccolpo più forte di tutte le altre band insieme”, ha detto Armstrong. “Ne sono convinto. Quello che abbiamo fatto è stata una blasfemia per il nostro mondo: diventare rockstar”.

9La crisi d’identità nella band
Dookie ha aiutato a portare il punk nel mainstream, ma il suo successo ha portato anche nuove pressioni per il trio, fino ad allora totalmente anti-major, che venne subito etichettato come venduto. “Stavamo attraversando una crisi di identità”, ha dichiarato Armstrong nel 2001 a Rolling Stone parlando delle registrazioni di Insomniac, sulla scia del successo di Dookie. “Ci sentivamo una band underground, ma eravamo oramai mainstream. Ecco il problema che abbiamo dovuto affrontare”

10Il legame ancora attuale con l’album
Durante il tour nel 2017, Armstrong ha notato che sente ancora la stessa energia quando suona canzoni come Basket Case. “È un inno per i weirdos e gli squilibrati”, ha detto. “La canzone parla di problemi mentali e penso che la maggior parte delle persone abbia avuto quell’esperienza in qualche modo o forma nella sua vita”.

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