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10 canzoni che a Sanremo sembravano aliene

Da ‘L’assenzio’ dei Bluvertigo a ‘Morirò d’amore’ di Giuni Russo, ecco la classifica dei brani che hanno fatto dire al pubblico televisivo: e questa roba che cos'è? Vanno riascoltati, meritavano di più

Afterhours

Foto: Foto Ilaria Magliocchetti Lombi

Dopo la classifica delle canzoni ‘maltrattate’ a Sanremo, che si sono poi rivelate successi di vendita e hit radiofoniche, ecco i 10 pezzi troppo strani o troppo ‘avanti’ per essere apprezzati al festival.

10. “Lasciarsi un giorno a Roma” Niccolò Fabi (1998)

Nell’edizione in cui vince Annalisa Minetti con Senza te o con te, Niccolò Fabi si piazza ottavo con un brano ritmato e poetico sull’addio dal punto di vista di quello che lascia, pure un po’ irritato perché la sua (ormai) ex compagna non si rassegna. Una canzone di contrasti, intrisa dell’ironia e della dolcezza tipiche di Fabi.

Best lyrics: “Fai finta che è normale  / Non riuscire a stare più con me”.

9. “Per una bambola” Patty Pravo (1984)

La bambola ritorna (quasi) sempre nella vita di Patty Pravo. Questa volta rappresenta una rinascita. La canzone autobiografica e molto sofisticata è stata scritta da Maurizio Monti, che le aveva già regalato l’indimenticabile Pazza idea. Rimane cult la discesa dalle scalinate con l’abito laminato di Versace e l’acconciatura elaborata. Il look, forse, ha oscurato un pezzo che andrebbe rivalutato. Vinse il Premio della Critica. 

Best lyrics: “La mia piccola ribelle / Stava invece a casa sua / O bambola”.

8. “Spunta la luna dal monte” Pierangelo Bertoli e i Tazenda (1991)

Anche se in quell’edizione ha trionfato una signora canzone come Se stiamo insieme di Riccardo Cocciante e Renato Zero si è piazzato secondo con le Spalle al muro, questo pezzo è rimasto negli annali anche per il ritornello in italiano e sardo. Ha vinto la Targa Tenco, ma a Sanremo si è piazzato ‘solo’ al quinto posto. Al centro del pezzo, la descrizione poetica di un paesaggio dove sorge la Luna mentre i bambini poveri (i “disamparados” del titolo in sardo) giocano.

Best lyrics: “In sos muntonarzos, sos disamparados  / chirchende ricattu, chirchende”.

7. “Maledette malelingue” Ivan Graziani (1994)

Ivan Graziani porta a Sanremo la storia di una ragazza adolescente distrutta dai pettegolezzi, storia più che mai attuale. Vince Aleandro Baldi con Passerà, secondo posto per Giorgio Faletti con Signor Tenente, terzo per Strani amori di Laura Pausini. Il pezzo si classifica solo settimo.

Best lyrics: “Federica ha 15 anni  / Anche se una donna è / Così la gente vede il male  / Anche dove non ce n’è”.

6. “Io confesso” La Crus (2011)

I La Crus si riuniscono per partecipare a Sanremo dove portano una canzone sul tradimento che ha suscitato timide polemiche per il verso “Non credo nel peccato amore mio, perché non credo in Dio”. Il brano è arrivato al sesto posto nell’edizione vinta da Roberto Vecchioni con Chiamami ancora amore, con Modà e Emma (Arriverà) e Al Bano (Amanda è libera) piazzati.

Best lyrics: “Ma chiamerai il mio nome / Lo so che lo farai / Non c’è nessun altro al mondo / Così vicino a te / Che è così uguale a me / E un’altra possibilità / Io la voglio”.

5. “Confusa e felice” Carmen Consoli (1997)

Carmen Consoli, dopo l’exploit di Amore di plastica, torna tra gli Emergenti. Solo tre di loro passano, tra questi i Jalisse. Confusa e felice, invece, viene immediatamente eliminata. Un vero peccato, anche perché di lì a poco la Consoli diventerà una delle grandi cantautrici italiane e ancora oggi è un’artista in continuo movimento, sempre alla ricerca di nuovi spunti.

Best lyrics: “Sai benissimo che sto tremando e non fa freddo  / E sono vittima di questa gioia immensa”.

4. “Processo a me stessa” Anna Oxa (2006)

È un brano difficile, rischioso nel contesto di Sanremo, per molti incomprensibile, con testo di Pasquale Panella. Viene subito eliminato, ma Processo a me stessa andrebbe rivalutato.

Best lyrics: “Tu sei il limite di chi cerca la terra / Tu sei il limite di chi ti tocca / Tu sei l’antipatica e la bella / Sei quasi nuda ossia vestita quasi / Ma spogliata diventi un quesito”.

3. “L’assenzio” Bluvertigo (2001)

Uno dei più bei pezzi presentati a Sanremo 2001 con, ahimè, scarso successo di classifica. Quell’anno vinse Elisa con Luce (tramonti a nord-est), ma i Bluvertigo hanno portato il loro elettro-rock di ispirazione anni ’80 che, con ironia e classe, mette alla berlina la società contemporanea. È stato incluso nell’antologia Pop Tools. Da riascoltare, canzone e disco.

Best lyrics: “Io ricerco lo scontro / Ma conosco la pace / Pensi a quello che farai / E a quello che smetterai di fare”.

2. “Il Paese è reale” Afterhours (2009)

La canzone viene eliminata subito, probabilmente perché non capita dal pubblico televisivo, ma la band vince il Premio della critica. La canzone è voluta fortemente da Paolo Bonolis, conduttore e direttore artistico dell’epoca, e segna uno dei primi passi verso un festival più aperto a tutti i generi musicali.

Best lyrics: “Adesso fai qualcosa che serva / Che è anche per te se il tuo Paese è una merda”.

1. “Morirò d’amore” Giuni Russo (2003)

Non sempre l’Italia tutela gli artisti di valore. Così è stato per Giuni Russo, interprete intensa e incline alla sperimentazione scoperta da molti solo dopo la morte. Russo non ha ha fatto solo Un’estate al mare o Alghero. È molto di più: ha abbracciato progetti ‘alti’ rendendoli accessibili a tutti. E con la sua estensione vocale ha tirato fuori gioielli come A casa di Ida Rubinstein e La sua figura. Morirò d’amore arriva a Sanremo dopo che la commissione del festival l’ha bocciata per due volte (nel 1989 e ne 1997) e arriva settima. La canzone raccoglie i temi di una vita. Avrebbe meritato il podio.

Best lyrics: “Le parole sussurrate, zitte, poi gridate / Le parole tue per me / Morirò d’amore, morirò per te”.