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Zombie movie, le 10 migliori scene di sempre

Il sequel di 'Zombieland' è solo l'ultimo capitolo dell'ondata di non-morti tra cinema e tv. Giusto un nome, per capirci: Iggy Pop

Iggy Pop in 'I morti non muoiono'

10.I morti non muoiono (2019) di Jim Jarmusch

Il tono della zombie-comedy di Jim Jarmusch è piatto come l’encefalogramma dei non-morti, ma il cameo di Iggy Pop è la cosa migliore del film. Nella lettura ambientalista e sociologica dell’apocalisse da parte del geniaccio hipster, gli zombie restano schiavi del consumismo anche da cadaveri e, invece di bramare cervelli, cercano disperatamente il wi-fi, lo chardonnay o, nel caso di Iggy, il caffè. Per bersene una tazza lui e la sua partner non-morta smettono anche di divorare le interiora delle cameriere della tavola calda.

9.Il ritorno dei morti viventi (1985) di Dan O’Bannon

“Centrale, vi ricevo – mandate altri paramedici”, dice uno zombie, cercando di camuffare la voce alla radiotrasmittente dopo averne masticato uno con una tela cerata gialla addorsso. Il film d’esordio del regista Dan O’Bannon non ha mai avuto l’apprezzamento critico che merita. Guardate questa scena e convertitevi.

8.Il ritorno dei morti viventi (1985) di Dan O’Bannon

Nota come il momento della “ricerca delle chiave”, questa sequenza girata con la telecamera a mano è ansia allo stato puro. E aspettate che la fanciulla in pericolo scenda le scale.

7.Dead Snow (2009) di Tommy Wirkola

Nazi-zombie? Impossibile non fare il tifo per loro, soprattutto perché si nutrono di studenti di medicina allupati in vacanza nelle Alpi norvegesi! Tra i ragazzi, c’è un cinefilo (Jeppe Beck Laursen) che sottolinea i difetti degli altri film horror. Spettacolare. E questa sequenza è imperdibile: il sangue sulla neve è da brivido.

6.Zombieland (2009) di Ruben Fleischer

Anche gli zombie hanno bisogno di una pausa, e questo film è addirittura ambientato in un parco a tema per non morti. Il regista Reuben Fleischer mescola paura e slapstick in questa sequenza esplosiva, in cui Tallahassee (Woody Harrelson) massacra tutti gli zombie sulle montagne russe.

5.Dead Alive (1992) di Peter Jackson

Attenzione al tagliaerba! Non scriveremo altro, tranne che prima che Peter Jackson facesse il Signore degli Anelli, gli Hobbit e vincesse degli Oscar, ha girato pure zombie movie piuttosto cheap. In Dead Alive Timothy Balme interpreta Lionel, un cocco di mamma che si lancia in un’offensiva per fare a fettine qualcuno con uno strumento da giardino.

4.28 giorni dopo (2002) di Danny Boyle

World War Z ha preso diversi spunti da qui. Sei anni prima che Danny Boyle vincesse l’Oscar per la regia di The Millionaire, ha girato uno tra i migliori zombie di sempre. Per quelli di voi che insistono sul fatto che non sia un vero film di zombie, fatevi una vita: Boyle dice che è così. E la scena ambientata in una chiesa, in cui i morti che camminano si muovono velocissimi, correndo come se qualcuno li avesse attivati con la scossa, è terrificante.

3.L’alba dei morti dementi (2004) di Edgar Wright

Chiedete agli inglesi se volete trovare il lato comico nell’essere inghiottito dagli zombie. Simon Pegg interpreta Shaun, un ragazzo di vent’anni abituato a bere fino a svenire. Quando i morti viventi attaccano, Shaun e i suoi compagni si dirigono al pub locale per farne l’ultimo baluardo della lotta. Ma per attraversare le strade intasate dai ghoul, devono confondersi tra gli zombie. Nessun problema: sono uguali a loro.

2.Zombi (1978) di George A. Romero

Gli zombie predatori attaccano un centro commerciale di Pittsburgh in questo sequel a colori della Notte dei morti viventi di George Romero. Guardare gli zombie fare shopping è insieme una satira dell’America consumista e una scena spaventosa, perché inserisce i mostri nella realtà. Il regista dell’Uomo d’acciaio Zack Snyder ha girato un remake del 2004 più che rispettabile in un centro commerciale di Milwaukee, ma Romero c’è arrivato per primo.

1.La notte dei morti viventi (1968) di George A. Romero

Il film capostipite di tutti gli zombie movie, non c’è gara. World War Z, The Walking Dead e ogni altra epopea sui non-morti deve tutto alla rivoluzione del 1968 di George Romero. Ogni scena funziona, ma davanti a quell’inizio nel cimitero, girato in pieno giorno, riusciamo a farcela sotto ancora adesso.

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