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Tutti i film di Christopher Nolan, dal peggiore al migliore

Mago della manipolazione temporale, creatore del cinecomic dark d’autore e pioniere del blockbuster intellò, a 50 anni (li compie oggi) è uno dei registi più influenti. In attesa del suo prossimo rompicapo, 'Tenet', ecco il suo best of

Una scena di 'Dunkirk'

O lo ami o lo odi. Ma quello che non si può discutere nella carriera di Christopher Nolan sono gli incassi: 4,754 miliardi di dollari, che lo posizionano come uno dei registi più profittevoli della storia del cinema. E anche come uno degli sperimentatori più coraggiosi e visionari, con una potenza di fuoco tale da riuscire a cambiare la carte in tavola per più di un genere. Mago della manipolazione temporale, maestro dei giochi di prestigio su grande schermo, creatore del cinecomic dark d’autore e pioniere del blockbuster intellò, a 50 anni (li compie oggi, auguri!) è uno dei nomi più influenti di Hollywood. In attesa del suo prossimo rompicapo – Tenet, che dopo un tira e molla di esce-non esce-esce, vedremo finalmente il 26 agosto –, ecco il suo best of.

8Following (1998)

Ambizioso, pieno di idee, ma ancora un po’ acerbo nello stile e nella tecnica (e pure un po’ cheap per le ristrettezze economiche e produttive). Ci sta: d’altra parte è il primo film di Nolan. Del quale, però, emergono già chiarissime le fissazioni e la poetica: narrazione frammentata, personaggi manipolativi, finale contorto. Il twist filosofico su un giovane scrittore in difficoltà e un ladro che rubano in modo che le persone apprezzino di più le proprie vite, poi, è decisamente nelle sue corde. Il regista (qui anche sceneggiatore, direttore della fotografia, montatore e produttore) prende l’enciclopedia del noir e ne fa qualcosa di 100% Nolan. È nato un autore. E che autore.

7Insomnia (2002)

Un duetto (e un duello) tra grandissimi: Al Pacino e Robin Williams. Rispettivamente un detective tormentato dai fantasmi e l’assassino che lo ricatta. Nolan prende un film norvegese, lo riscrive e ne fa un’indagine del tutto personale sui temi della colpa e del destino. Che sembra anticipare, con passo più classico, i suoi intrighi futuri. Il sonno è, ironicamente, già una “inception”: se qua non si dorme mai, altrove sarà proprio nei sogni che si svolgerà l’azione. Un noir che non fa una piega e si rivede ancora con piacere: ma chi, dopo il folgorante Memento, si aspettava un’opera altrettanto originale all’epoca restò un po’ deluso.

6Interstellar (2014)

Dopo i garbugli onirici di Inception (e la “pausa” col secondo, magnifico capitolo della saga del Cavaliere oscuro), arrivano quelli fantascientifici che definiscono ulteriormente il marchio di fabbrica dell’autore. Si fa un po’ fatica a star dietro ai viaggi spazio-temporali del contadino-turned-astronauta Matthew McConaughey, ma il finale scioglie (o quasi) tutti i nodi. E si inserisce nel solco della sci-fi familista-spielberghiana cara a molti spettatori (e critici). Però si avverte anche lo spettro di Kubrick: se le ambizioni dell’“odissea” di Nolan erano altissime, il risultato non sempre è all’altezza. Ma avercene di opere come questa, in grado di entrare da subito e di diritto nell’immaginario cinefilo-pop di una generazione.

5The Prestige (2006)

Il maestro dei giochi di prestigio del cinema anni 2000 (ma ancora non lo sapevamo: Inception era – forse – solo un’idea) sembra non solo profetizzare la sua carriera futura, ma anche autoironizzarci su preventivamente. Raccontando, didascalicamente, la parabola di due illusionisti (Christian Bale e Hugh Jackman) in una Londra vittoriana con tutti i crismi, inclusa l’assistente in bustier (Scarlett Johansson). Ne esce uno dei suoi film più belli, ispirati e divertenti, capace di essere al tempo stesso classico e moderno, “alto” e popolare. E con la benedizione di Sua Maestà David Bowie, in una delle sue apparizioni cinematografiche più memorabili: è l’inventore Nikola Tesla, altro campione di illusioni.

4Inception (2010)

Le città che si piegano su se stesse, la pagoda invasa dall’acqua, la trottola che non smette di girare. E Leonardo DiCaprio sperduto in uno psycho-noir che non assomigliava (e ancora oggi non assomiglia) a nient’altro. Siamo fatti della materia di cui son fatti i sogni, ma questo film segue l’assunto scespiriano alla lettera. E, a dieci anni esatti (!) dalla sua uscita, si riconferma uno dei blockbuster più coraggiosi di tutti i tempi. Nolan, a quel punto della sua carriera, aveva il potere di fare ciò che più desiderava, ma non si è fatto intimidire dalle attese del pubblico: l’ha anzi sfidato con un rompicapo (im)possibile, che ancora oggi seduce chiunque lo guardi. E ha vinto: bastino i 700 milioni di dollari di incasso globale. Per alcuni resta una supercazzola: se anche così fosse, sarebbe la supercazzola meglio riuscita nella storia del cinema.

3Memento (2000)

Il colpaccio per il nostro è arrivato con questa opera seconda: Memento ha creato il mito dello stile narrativo di Nolan, cambiando le regole per sempre. La chiave del film, e anche ciò che lo rende così unico, è la sua struttura “al contrario”. Nolan ci fa entrare nella mente di un uomo (un perfetto Guy Pearce) che cerca di vendicare la morte della moglie. Il problema è che, a seguito del trauma dello stupro e dell’uccisione di lei, ha perso la memoria a breve termine e deve tatuarsi indizi sul corpo per ricordare qualsiasi cosa. È un match ideale di soggetto e struttura, perché la modalità di racconto, totalmente al servizio della storia e del personaggio, lascia il pubblico sempre ignaro di cosa sia successo prima di una determinata scena. Un classico neo-noir imprescindibile nella cinematografia contemporanea, con tanto di seduttrice misteriosa (Carrie-Anne Moss) e un finale fatalista che vi farà girare la testa. Nolan in purezza.

2Trilogia del Cavaliere oscuro (2005-2008-2012)

Sì, avrebbe potuto anche stare al primo posto. Perché Nolan ha pure aperto la strada al cinecomic d’autore così come lo conosciamo oggi. L’universo DC non esisterebbe (e forse nemmeno lo standalone con Joaquin Phoenix) senza il suo take dark e potentissimo sulla mitologia dell’Uomo Pipistrello, e soprattutto senza il secondo, clamoroso capitolo della trilogia, un gangster movie travestito da film di supereroi. Mentre Batman Begins ha dato il via al franchise e Il cavaliere oscuro – Il ritorno l’ha chiuso over-complicando tutto un po’ troppo, Il cavaliere oscuro ha portato la serie – e il genere – a un altro livello, fondendo la sensibilità del blockbuster con caldissime questioni filosofiche, morali e politiche per mettere in scena qualcosa di stimolante e disturbante a livello viscerale, intellettuale ed emotivo. E ci ha regalato anche la performance più iconica degli ultimi vent’anni: il Joker selvaggio, anarchico e grunge di Heath Ledger che, dopo la sua morte prematurissima, sarebbe entrato nel mito. Storia del cinema e della cultura pop.

1Dunkirk (2017)

La guerra non è mai stata uno spettacolo visivo così impressionante. Eppure Nolan ha detto di non aver fatto un film sul conflitto, ma sulla sopravvivenza. Non ci sono dubbi però che Dunkirk sia una pietra miliare che supera tutti i riferimenti del genere, trasforma il war movie in arte altissima e celebra l’eroismo collettivo frutto di un terrore comune che leggi sulle facce degli attori (su tutti un clamoroso Tom Hardy, che per l’intera storia ha metà viso coperto da una maschera da aviatore). Avete mai visto un blockbuster sulla guerra che racconti una delle sconfitte più sonore mai ricevute dagli Alleati? L’evacuazione di Dunkerque, in cui una flottiglia di centinaia di barche guidate da civili riuscì a portare in salvo attraverso la Manica i soldati inglesi, belgi e francesi sotto i bombardamenti di Hitler, diventa un’acrobazia che si snoda in tre luoghi (mare, terra e cielo) e su tre linee temporali (of course), in cui il nemico – l’esercito nazista – è tanto astratto quanto letale. Pura adrenalina cinematografica, roba da togliere il fiato. Per noi, senza se e senza ma, il miglior film di guerra di sempre. E il miglior Nolan.

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