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Io e te a un metro di distanza: 10 film che ci avevano già insegnato a evitare il contagio

Dice il decreto di Conte: niente baci, vietati gli abbracci. Lo struggimento per la lontananza (di qualunque sorta) dell'amato il cinema l'ha raccontato benissimo

Joaquin Phoenix in 'Lei –Her'

Io e te a un metro di distanza: è l’amore ai tempi del coronavirus. Dice il decreto di Conte: niente baci, vietati gli abbracci, figuriamoci i limoni in sala, che pure lì (se sono aperte) bisogna stare ad almeno due poltrone vuote l’uno dall’altro. Ma non disperate, c’è chi sta peggio di noi. Lo struggimento per la distanza (di qualunque sorta) dell’amato il cinema l’ha raccontato benissimo.

10Ladyhawke (1985) di Richard Donner

Per evitare di incontrarsi niente di meglio che una bella maledizione vecchio stile: Michelle Pfeiffer si trasforma in falco di giorno e Rutger Hauer diventa un lupo di notte. Due amanti condannati a non stare mai insieme. Qui bastano il rischio contagio e il decreto a trasformarci in animali non sociali. In attesa dell’eclissi solare che ci liberi tutti.

9Tutti i santi giorni (2012) di Paolo Virzì

Variazione non fantasy sul tema: qui la maledizione è quella quotidianissima del dover “portare a casa la pagnotta”. Luca Marinelli è uno studioso costretto a lavorare come portiere di notte mentre Thony è una cantautrice impiegata in un autonoleggio per sbarcare il lunario. Morale: di questi tempi non c’è niente di meglio che incontrarsi solo per 10 minuti, a colazione. Poi ognuno per la sua strada. In casa con la mascherina, naturalmente.

8Serendipity (2001) di Peter Chelsom

A mantenere la distanza di sicurezza ci pensa il destino, che non fa mai incontrare i “perfetti innamorati” John Cusack e Kate Beckinsale nello stesso posto e alla stessa ora. Il colpo di fulmine era avvenuto quando, in un grande magazzino, si erano scontrati per l’acquisto dello stesso paio di guanti. A rivedere questa rom-com oggi, pure la scelta di quell’accessorio apparentemente banale era già una profezia del non-contagio.

784 Charing Cross Road (1987) di David Hugh Jones

Il pericolo contagio potrebbe rilanciare un trend (purtroppo) dimenticato: i cari vecchi amori epistolari. Come quello tra Anne Bancroft, scrittrice di New York, e Anthony Hopkins, libraio di Londra. Il loro ménage a distanza durerà vent’anni: speriamo che il provvedimento anti-coronavirus finisca prima.

6Lars e una ragazza tutta sua (2007) di Craig Gillespie

Aveva ragione Lars. Tutti lo prendevano in giro, tutti lo credevano pazzo. E invece sta a vedere che in tempi di emergenza contagio le real doll in silicone sono l’unico futuro possibile. Tanto vale inventarsi delle backstory precisissime come il personaggio di Ryan Gosling. La vostra bambola come si chiama?

5Midnight in Paris (2011) di Woody Allen

Altri modi per aggirare la pandemia: viaggiare nel tempo. Nella Parigi degli anni ’20, per dire, mica c’era il coronavirus. L’epoca non è a caso: era quella scelta da Owen Wilson, alter ego di Woody che s’invaghiva di Marion Cotillard e dei suoi abitini charleston. Possiamo adottare il sistema anche oggi: evitare la metà del XIV secolo (peste nera) e l’estate in Salento del ’73 (epidemia di colera).

4A un metro da te (2019) di Justin Baldoni

Il titolo, visto oggi, è così preciso che mette paura. Di mezzo c’era, pure lì, il rischio infezioni da evitare: Stella (Haley Lu Richardson) e Will (Cole Sprouse) sono entrambi affetti da fibrosi cistica, e dunque costretti a tenere lontani i rispettivi batteri. Uno dei capisaldi del filone “teen e malattia”, in classifica solo perché è davvero il più profetico di tutti.

3Insonnia d’amore (1993) di Nora Ephron

Lei a Baltimora sull’Atlantico, lui a Seattle sul Pacifico. Meg Ryan e Tom Hanks divisi dall’intero continente americano. E la solitudine che, all’inizio degli anni ’90, poteva essere spezzata via radio. Provateci pure voi: uno in cucina e uno nella vasca da bagno armati di walkie talkie. L’etere fa miracoli.

2Lei – Her (2013) di Spike Jonze

Il cybersesso era un’attività stupida, squallida, sbagliata? Affatto. Oggi, anzi, si scopre che avere un amore virtuale è la cosa più sicura del mondo. Joaquin Phoenix perde la testa (e soprattutto la tastiera) per il sistema di intelligenza artificiale “doppiato” da Scarlett Johansson. E ora abbiate il coraggio di dire a Pamela Prati che con Mark Caltagirone aveva fatto male.

1 Ghost (1990) di Jerry Zucker

Come evitare qualsiasi epidemia? Innamorandosi di un fantasma. Demi Moore ci aveva pensato già trent’anni fa: il metro di distanza può essere coraggiosamente abbattuto, se dall’altra parte c’è un amore evanescente. Che si può perfino toccare. Cantava la mitica Unchained Melody, sottofondo della scena del tornio, «Oh, my love, my darling, I’ve hungered for your touch». Oggi vietato dal decreto.