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I migliori documentari del 2020

Incredibili album di famiglia, atti d’accusa, detour musicali. E una serie che si piglia tutto: l’importante non è il mezzo, sono le storie. Come queste

Artwork by Stefania Magli

10The Social Dilemma di Jeff Orlowski – su Netflix

Un racconto su come funzionano i social? No, su come funzioniamo noi, regolati e manovrati dall’Algoritmo. Con qualche ingenuità estetica (il quartier generale delle piattaforme riprodotto in stile Inside Out), resta un affresco impressionante sul mondo di oggi, riconsegnato da chi l’ha costruito e poi se n’è pentito. Icaro dei nostri giorni, attaccati al “game”.

9Jeffrey Epstein – Soldi, potere e perversione di Lisa Bryant – su Netflix

Orco o vittima (di sé stesso e delle proprie pulsioni inconfessabili)? La vulgata ha scelto il primo, ma questa breve docuserie traccia un ritratto quasi tragico, nel senso teatrale del termine, di uno dei tanti “post” Harvey Weinstein, morto suicida in carcere. Un j’accuse in contumacia che dipinge uno scenario, il nostro, in cui è facile sbattere il mostro in prima pagina: c’è poi chi, come in questo caso, vuole guardare l’uomo che c’è sotto.

8Dick Johnson è morto di Kirsten Johnson – su Netflix

Una figlia riprende suo padre. Ma mette in scena anche la sua paura del tempo che passa, dei ricordi che sfuggono. Della morte. Facendo morire il genitore, anziano e malato, tantissime volte, forse per farlo vivere per sempre. Un’opera(zione) che è insieme esorcismo e catarsi, autobiografia tenera e racconto universale. Non perdetelo.

7Notturno di Gianfranco Rosi

Il grande assente dall’ultimo palmarès veneziano (con inevitabili polemiche) proverà a rifarsi ai prossimi Oscar: è il candidato per l’Italia come miglior film straniero, vedremo se arriverà nella cinquina finale. Dopo Sacro GRA (Leone d’oro) e Fuocoammare (nomination agli Academy Award), Rosi continua a battere la strada del documentario che si mischia alla reinterpretazione lirica della materia scelta. Stavolta: l’eterna guerra mediorientale, sfondo incandescente di una ricognizione umana e spietata.

6Time di Garrett Bradley – su Amazon Prime Video

Altra storia di famiglia: quella di Sibil Fox Richardson, che da anni combatte una vana battaglia contro la pena eccessiva del marito, ergastolano per una “semplice” rapina. Acclamato dall’ultimo Sundance in poi, una fotografia più pubblica che privata: al centro c’è il dibattito sul sistema carcerario americano, in cui i più (spesso ingiustamente) vessati sono gli afroamericani. Chiedete all’attivista sul tema: Kim Kardashian.

5Un amore segreto di Chris Bolan – su Netflix

Altro giro, altra storia privata che sa essere universale. Terry, ex giocatrice di baseball nel team che ispirò il film Ragazze vincenti (!), e Pat, decoratrice d’interni, si amano dagli anni ’40. Quando sono ormai due vecchie (adorabili) signore, il nipote le interroga: com’è stato vivere per quasi un secolo un amore “proibito”? Avvertenza: si piange moltissimo.

4Mi chiamo Francesco Totti di Alex Infascelli – su Sky e NOW TV

Totti per uno, uno per Totti. Pardon. Ma questo è il senso del magnifico lavoro di Alex Infascelli: Er Pupone è patrimonio collettivo e non solo calcistico, eroe popolare nel vero senso dell’espressione, (extra)ordinary man con cui chiunque può empatizzare. Ci si commuove moltissimo (complice Claudio Baglioni): perché quella che vediamo scorrere è la storia di tutti noi. Uno degli ultimi grandi successi in sala prima del secondo lockdown.

3Beastie Boys Story di Spike Jonze – su Apple TV+

Il “videoclipparo” Spike Jonze, già regista del recital che la band rivoluzionaria ha portato in giro per gli States, riadatta quello stesso spettacolo per il cinema. E ne fa un documento imprescindibile non solo per i fan: c’è di mezzo la storia d’America, e quella di un’amicizia oggi spezzata. Michael Diamond e Adam Horovitz celebrano Adam Yauch, che non c’è più. E sono la meglio gioventù, ieri come oggi.

2The Rossellinis di Alessandro Rossellini – on demand

È l’anno degli album di famiglia, l’abbiamo capito. E questo è il più bello e incredibile di tutti. Alessandro Rossellini organizza uno spericolato tour freudiano à la recherche di quel che significa (non) essere un Rossellini. Dal nonno Roberto di Roma città aperta alla tenerissima zia Isabella, un’indagine originale, spassosa, struggente. Un film sul cinema e sulla vita, che spesso si confondono.

1The Last Dance di Michael Tollin – su Netflix

Film? Serie? Chi se ne importa. Oggi è tutto uguale, l’importante è che sia bellissimo. Come questa serie ESPN, da noi distribuita via Netflix. L’ha amata anche chi del basket non capisce nemmeno quando la palla entra nel canestro. Perché questa non è la parabola di Michael Jordan, delle due glorie e dei suoi fantasmi: è il dramma umanissimo di figure che sembrano personaggi scespiriani, divisi tra dovere e fragilità, mito e caduta. Un capolavoro, punto.