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I 12 migliori momenti rock nei film

Dal twist di ‘Pulp Fiction’ di Quentin Tarantino ai Beatles. Dall’Elton John di ‘Quasi famosi – Almost Famous’ a ‘Bohemian Rhapsody’ in versione comedy. Ma il re di questa playlist è uno solo: Martin Scorsese

John Travolta e Uma Thurman in 'Pulp Fiction'

12Killah Priest, ‘From Then Till Now’ in ‘Ghost Dog – Il codice del samurai’ di Jim Jarmusch (1999)

RZA, direttamente dal Wu-Tang Clan, ha collaborato con Jim Jarmusch per regalare a questo crime movie di culto (e già classico) un serratissimo tappeto sonoro hip-hop. Forest Whitaker è un sicario solitario che vive secondo il codice dei samurai. Dopo aver rubato una Lexus, guida di notte per le strade deserte, pensieroso come questo pezzo quasi mistico del Killah Priest del collettivo hip-hop. Sembra un uomo anche spiritualmente isolato da tutti gli altri, e lo scenario che scorre fuori dal finestrino sembra quello di un altro pianeta. La sua automobile è l’angolo più solitario dell’intero universo.

11Elton John, ‘Tiny Dancer’ in ‘Quasi famosi – Almost Famous’ di Cameron Crowe (2000)

C’è qualcosa, in Tiny Dancer, che subito grida “dramma!”. Cameron Crowe ne fa l’highlight di Quasi famosi – Almost Famous, il film autobiografico sui suoi esordi “on the road” come giovane cronista musicale di Rolling Stone. È sul tour bus con la band, ma in questa scena è un totale outsider, per non dire un bambino. I membri del gruppo sono seduti in un silenzio di tomba, incazzati tra loro, finché la voce di Elton John non risuona dalla radio, costringendoli a cantare tutti insieme. La bionda “groupie queen” Penny Lane fa i cori. Il batterista batte le sue bacchette sui sedili di velluto del furgone. Penny dice al ragazzo che è a casa, e lui capisce che ha ragione.

10Spinal Tap, ‘Stonehenge’ in ‘This Is Spinal Tap’ di Rob Reiner (1984)

Oh, come ballavano, i giovani figli di Stonehenge. L’epica druid-metal degli Spinal Tap resta uno spettacolo divertentissimo, non importa quante volte l’abbiate visto. Perché ogni dettaglio musicale è semplicemente perfetto. Per alcuni motivi, i Tap non sono ancora entrati nella Rock and Roll Hall of Fame: ma è solo questione di tempo. Nessuno sa chi fossero o cosa facessero, ma il loro lascito è ancora incredibile.

9Donovan, ‘Atlantis’ in ‘Quei bravi ragazzi’ di Martin Scorsese (1990)

Si potrebbe stilare questa intera lista anche solo con i film di Martin Scorsese. O con i brani contenuti in Quei bravi ragazzi. Scorsese è l’unico capace di sorprenderti con un pezzo che non avevi mai sentito, o di rendere del tutto nuova una canzone che pensavi di aver ascoltato troppe volte. Quei bravi ragazzi è, da questo punto di vista, l’esempio più eloquente: da Then He Kissed Me a Layla, fino a Jump Into the Fire. Ma è quello sulle note di Atlantis il momento che ogni volta lascia stupefatti. Una rissa da bar sfocia in un bagno di sangue, quando Robert De Niro e Joe Pesci fanno bruttissimo a un altro gangster. E che cosa suona il jukebox? Il delicato inno romantic-folk di Donovan. E così Atlantis rivela una cattiveria nuova e stramba, con De Niro e Pesci che sembrano persi nella loro versione personale del sogno di Donovan.

8Chuck Berry, ‘You Never Can Tell’ in ‘Pulp Fiction’ di Quentin Tarantino (1994)

Nessuno è più bravo di Quentin Tarantino nel confezionare mix musicali per il cinema. Riesce sempre a trovare nuovi modi di accompagnare la musica all’azione, dai Delfonics di Jackie Brown ai Santa Esmeralda di Kill Bill. Persino nel suo film ambientato durante la Seconda guerra mondiale è riuscito a piazzare una perla di David Bowie. A segnalarlo per la prima volta è stata la scena di tortura sulle note di Stuck in the Middle With You nelle Iene, ma è questa sequenza di Pulp Fiction ad averlo consacrato per sempre, anche solo perché è l’unica del film che puoi vedere senza vomitare il pranzo. Un killer e la moglie del suo capo ballano il twist sul pezzo di Chuck Berry, rivelando un’attrazione sessuale reciproca che può portare solo a esiti sanguinari. John Travolta all’inizio cerca di resistere, ma poi finisce risucchiato nell’orbita di Uma Thurman. E l’assassino si trasforma in ballerino.

7Creedence Clearwater Revival, ‘Lookin’ Out My Back Door’ in ‘Il grande Lebowski’ di Joel e Ethan Coen (1999)

Dopo che il Drugo ritrova la sua macchina – e le sue cassette dei Creedence – può finalmente tornare alle vecchie abitudini. Perciò fa una specie di festa sulla via di casa, fumando, bevendo e battendo il ritmo sul tettuccio dell’auto. Se non vi ritrovate a mimare una schitarrata su questa scena, siete nei nazisti.

6The Faces, ‘Ooh La La’ in ‘Rushmore’ di Wes Anderson (1998)

Spoiler alert: nel caso in cui non abbiate mai visto Rushmore, sappiate che questa è l’ultima scena. All’after-party per la nuova commedia di Max Fischer, tutti si buttano in pista. Miss Cross leva gli occhiali a Max, lo guarda negli occhi e scorge nel suo sguardo quello del marito defunto. Quindi i due personaggi più tristi nella storia del cinema si lanciano in un balletto d’addio. Il deejay mette un classico da pub-rock del 1973 dei Faces, scritto e cantato dal grande Ronnie Lane. Max e Miss Cross iniziano a ondeggiare su quelle note, mentre partono i titoli di coda. Miglior finale di sempre.

5Andrew Gold, ‘Lonely Boy’ in ‘Boogie Nights’ di Paul Thomas Anderson (1998)

È uno dei momenti più incredibilmente struggenti mai catturati in un film, quello in cui Paul Thomas Anderson prende un innocuo pezzo soft-rock anni ’70 e lo fa diventare il romantico requiem di pressoché qualsiasi personaggio del film, se non dell’America tutta. Siamo a un party in piscina nella villa losangelina di Burt Reynolds, in quel torpore tossico tipicamente 70s. Tutte le pornostar sono presenti: Julianne Moore, Mark Wahlberg, Don Cheadle, Luis Guzmán. Il telefono della cucina squilla: solo un ragazzino che cerca qualcuno che non c’è. Capisci in un attimo la condanna cui sono destinate tutte queste star, e quanto riescano a spezzare brutalmente il cuore di chiunque passi loro accanto. Oh, lonely boy!

4Queen, ‘Bohemian Rhapsody’ in ‘Fusi di testa’ di Penelope Spheeris (1992)

La macchina di un gruppetto di falliti di periferia attraversa le pianure dell’Illinois. Un altro sabato sera senza ragazze, senza futuro, senza nessun posto dove andare. Salta fuori una cassetta di Bohemian Rhapsody. E, improvvisamente, falliti non lo sono più: diventano i membri di un coro rock semplicemente epico. Sono i ragazzi più fighi sulla Terra, anche se nessuno lo sa. Nessun film aveva mai illustrato meglio di così l’effetto che può fare la musica nella vita di chi tira solamente a campare. Tanto che questa scena è stata imitata fino allo sfinimento: vedi la splendida parodia dei fratelli Wayans in White Chicks. Ma nessuno può superare l’originale, con Wayne, Garth e i loro amici che esplodono in un trionfo di galileos e magnificos.

3Peter Gabriel, ‘In Your Eyes’ in ‘Non per soldi… ma per amore’ di Cameron Crowe (1989)

Chi se non Cameron Crowe avrebbe potuto creare un momento come questo: John Cusack è fuori dalla casa di Ione Skye con uno stereo in mano. Sta suonando la loro canzone, In Your Eyes, per ricordarle i loro ricordi passati, ma anche per dirle tutto quello che vorrebbe, se solo riuscisse a farlo. Crowe ha fatto di questo momento una scena alla “balcone di Romeo e Giulietta” per le generazioni a venire. E ha trasformato un idolo prog-rock come Peter Gabriel in un artista da ballo di fine anno: il che è già assurdo di suo. Quando hanno girato la scena, lo stereo di Cusack stava in realtà suonando un pezzo dei Fishbone, ma non importa. Il punto dell’intera sequenza è farti pensare qual è la canzone che sceglieresti tu, in un momento come questo.

2The Beatles, ‘A Hard Day’s Night’ in ‘Tutti per uno’ di Richard Lester (1964)

L’alba della Beatlemania: John, Paul, George e Ringo corrono per strada inseguiti dalle loro fan. Sono tutti trascinati dal ritmo velocissimo degli accordi di chitarra iniziali. I Beatles potranno pure cercare di fuggire da quelle ragazzine urlanti, ma non possono smettere di sorridere, soprattutto John. Amano tutto questo (e a chi non piacerebbe, del resto?). Le ragazze danno la caccia alla band, e noi finiamo per innamorarci di questo inseguimento da parte di cacciatrici incantate dal rock’n’roll. Questa scena dice tutto di come i Beatles abbiano rivoluzionato l’intero concetto di divertimento. Ed era solo l’inizio…

1The Ronettes, ‘Be My Baby’ in ‘Mean Streets – Domenica in chiesa, lunedì all’inferno’ di Martin Scorsese (1973)

È qui che tutto ha inizio. Ed è anche il punto più alto che si possa raggiungere. Con questa scena, Martin Scorsese ha inventato un modo totalmente nuovo di usare il rock per raccontare una storia. Lo ha fatto proprio nella sequenza d’apertura di questa tragedia criminale sullo sfondo di Little Italy. È sera tardi, il gangster da quattro soldi Harvey Keitel ha in testa Be My Baby, la hit romantico-teen di Phil Spector. È la colonna sonora dei suoi ricordi, dei suoi sogni e delle sue paure, del suo senso di colpa cattolico, della sua vita newyorkese. Questa canzone è un riassunto del suo intero mondo in tre minuti, ma già sappiamo che tutto è destinato ad esplodere. Quasi ogni film ha cercato di riprodurre questo trucco (Dirty Dancing ha addirittura usato lo stesso brano), ma nessuno l’ha saputo fare come Scorsese. Dopo Mean Streets, né la musica né il cinema sono più stati gli stessi.

Da Rolling Stone USA