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I 10 film più attesi al Festival di Cannes 2019

II cinema sociale di Ken Loach, l'enfant prodige Xavier Dolan, Almodóvar e Malick, Favino e Bellocchio con l'unico film italiano in concorso, gli zombie di Jarmusch, 'Rocketman' e, ovviamente, Tarantino. Un'edizione esplosiva

Brad Pitt, Leonardo DiCaprio e Al Pacino in 'C'era una volta... a Hollywood' di Quentin Tarantino

10. Le jeune Ahmed dei fratelli Dardenne

Quella dei fratelli Dardenne con Cannes è una storia d’amore che dura dal 1999, quando vinsero la loro prima Palma d’oro per Rosetta. A vent’anni di distanza ci riprovano per la terza volta con questo film e la toccano piano: Le jeune Ahmed parla di un adolescente musulmano che, dopo aver interpretato in modo radicale alcune pagine del Corano, vuole uccidere la sua insegnante.

9. Sorry We Missed You di Ken Loach

In caso di vittoria, sarebbe la terza Palma d’oro anche per Ken Loach, dopo quelle per Il vento che accarezza l’erba e Io, Daniel Blake. Nel 2016 Loach aveva convinto tutti grazie all’odissea di un carpentiere di Newcastle con problemi cardiaci, nel 2019 porta sulla Croisette un altro dei suoi film sociali, la storia di una famiglia che rischia di perdersi, combattendo contro i debiti e la crisi. Il vecchio leone del cinema britannico aveva annunciato di volersi ritirare qualche anno fa. Ma sembra proprio che abbia cambiato idea. Per fortuna.

8. A Hidden Life di Terrence Malick

Con The Tree of Life si era portato a casa il massimo riconoscimento del palmarès nel 2011, ma i film successivi di Malick – da To the Wonder a Song to Song – avevano un po’ diviso la critica. A Hidden Life è la storia (vera) di un obiettore di coscienza austriaco (August Diehl, già visto in Bastardi senza gloria) che, durante la Seconda Guerra Mondiale, si rifiuta di combattere per i nazisti e per questo viene giustiziato. Il film segna l’ultima interpretazione di Michael Nyqvist e Bruno Ganz, entrambi scomparsi negli scorsi mesi.

7. Il traditore di Marco Bellocchio

Smessi i panni della versione comica di D’Artagnan ne I Moschettieri del Re, Pierfrancesco Favino diventa Tommaso Buscetta nel nuovo film di Marco Bellocchio. Primo grande pentito di mafia, Buscetta ha cambiato le sorti dei rapporti tra Stato e criminalità organizzata e Bellocchio lo racconta secondo una prospettiva inedita e mai studiata prima: quella del “Traditore”. Dall’arresto in Brasile e l’estradizione in Italia, passando per l’amicizia con il giudice Falcone e il Maxiprocesso e la bomba a Capaci. È l’unico film italiano in concorso sulla Croisette.
Al cinema dal 23 maggio.

6. Rocketman di Dexter Fletcher

Rocketman non è il solito film su un’icona della musica – o meglio, anche –, ma alle caratteristiche del biopic classico unisce l’elemento fantastico. Rocketman è un musical su Elton John e racconta la sua vita dall’infanzia all’ingresso in rehab poco più che 40enne. La musica, le droghe, gli abiti esagerati, tutto rigorosamente senza censure. Un’opera sopra le righe proprio come il suo protagonista, interpretato da Taron Egerton (Kingsmen), che canta i brani del baronetto. E li canta meglio di lui, giura Elton. Dirige Dexter Fletcher, colui che è riuscito a portare al cinema Bohemian Rhapsody dopo il licenziamento di Bryan Singer.
Al cinema dal 29 maggio.

5. Dolor Y Gloria di Pedro Almodóvar

Dolor Y Gloria è l’ di Almodóvar, la pellicola più autobiografica del maestro manchego. Antonio Banderas, che esordì proprio con Pedro nel 1982 in Labirinto di passioni, interpreta Salvador Mallo, regista ormai sul viale del tramonto intento a ripensare alla propria vita tra passato e presente: il cinema è il suo strumento di salvezza. Nel cast ci sono Penélope Cruz, alla sua sesta collaborazione con il regista di Volver, Cecilia Roth, altra favorita del cineasta, e anche Rosalía in un piccolo ruolo. Come Sinfonia di Mina è al centro della colonna sonora.
Al cinema dal 17 maggio.

4. Mektoub, My Love: Intermezzo di Abdellatif Kechiche

Palma d’oro nel 2013 per La vita di Adele, Kechiche torna a Cannes con il secondo film della trilogia Mektoub, My Love iniziata con Canto Uno alla Mostra del Cinema di Venezia nel 2017. Il primo lungometraggio era il racconto di formazione di Amin, un ragazzo di origine tunisine, appena tornato nel Sud della Francia per trascorrere l’estate con amici e parenti. Una su tutti: la disinibita amica del cuore Ophélie, che se la fa con il cugino di Amin, pur avendo un fidanzato in guerra. Il cinema di Kechiche è un turbinio di corpi che però riesce a non scadere mai nel volgare. E non vediamo l’ora di sapere che stanno facendo Amin e soci. No, Intermezzo non ci spaventa anche se dura 4 ore.

3. Matthias & Maxime di Xavier Dolan

Dopo il Premio della Giuria nel 2014 per Mommy e il Grand Prix nel 2016 per È solo la fine del mondo, l’enfant prodige di Cannes torna a casa. Perché niente è come la Croisette per leccarsi le ferite lasciate dalla parentesi americana e dalle critiche al suo primo film in lingua inglese La mia vita con John F. Donovan, visto per ora solo a Toronto. Matthias & Maxime è girato in Québec, dove il regista ha trascorso infanzia e adolescenza, e racconta la reunion di un gruppo di amici di Montréal, soffermandosi sul rapporto tra i due protagonisti che si scoprono innamorati dopo essere stati migliori amici per una vita. Dolan dirige e recita (in francese) nel ruolo di Maxime.

2. The Dead Don’t Die di Jim Jarmusch

Bill Murray poliziotto, Iggy Pop zombie, una commedia horror e uno dei registi più amati dai cinefili di tutto il mondo. The Dead Don’t Die di Jim Jarmusch, film d’apertura di questa edizione del festival, è già destinato a diventare un cult. Metteteci pure Adam Driver, Tilda Swinton e Chloë Sevigny a difendere la cittadina dall’attacco dei non-morti, Danny Glover, Selena Gomez, Steve Buscemi, RZA e un cameo di mister Tom Waits. Come l’ha definito il distributore: “Il più grande cast di zombie mai messo insieme”.

1. C’era una volta… a Hollywood di Quentin Tarantino

Praticamente Tarantino non è mai uscito dalla sala di montaggio per riuscire nell’impresa di portare il suo nono film a Cannes il 21 maggio del 2019, a 25 anni esatti dalla vittoria di una Palma d’Oro che avrebbe cambiato il cinema, quella per Pulp Fiction. Quentin ha fatto le cose in grande: Leonardo DiCaprio nei panni dell’attore televisivo Rick Dalton, Brad Pitt in quelli della sua storica controfigura Cliff Booth e Margot Robbie che presta il volto alla loro vicina di casa, una certa Sharon Tate. E poi Al Pacino e mezza Hollywood nel cast (compreso il compianto Luke Perry), per un affresco corale sulla Los Angeles hippie del 1969, prima degli omicidi Manson. Non solo il film più atteso del festival, ma il film più atteso da un po’ di anni a questa parte.
Al cinema dal 19 settembre.

BONUS

Too Old to Die Young di Nicolas Winding Refn

Non è un film (per questo non è in classifica) ma Too Old to Die Young è una serie tv diretta da Nicolas Winding Refn, e quindi è la stessa cosa. Miles Teller (quello di Whiplash) è un poliziotto in cerca di vendetta per l’uccisione del suo partner in una Los Angeles squallida, popolata da killer della Yakuza, mafiosi russi e membri del cartello messicano. Ognuno dei 10 episodi durerà 90 minuti e pare che a Cannes verranno proiettati il quarto e il quinto, per volere di Refn in persona.
Disponibile dal 14 giugno su Prime Video.

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