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Resistenza al cinema: i film che potete trovare in tv o sulle piattaforme

In questo 25 aprile forzatamente senza piazze, ci pensano i film a ricordare la lotta partigiana e i valori dell'antifascismo nel 75esimo anniversario dalla Liberazione

Luca Marinelli in 'Una questione privata' dei Taviani

Achtung! Banditi! (1951) di Carlo Lizzani – Amazon Prime Video

Opera prima di Carlo Lizzani con una giovanissima (e pure un po’ spaesata) Gina Lollobrigida. Da membro della Resistenza romana, e grazie al finanziamento di una cooperativa di operai genovesi, il regista racconta la lotta partigiana in Liguria: dalle organizzazioni clandestine in città e nelle fabbriche alla guerriglia sulle montagne. Giuliano Montaldo è il commissario che guida la Resistenza locale, obiettivo: impossessarsi della armi tedesche. Un po’ retorico forse, ma comunque rilevantissimo.

Il generale Della Rovere (1959) di Roberto Rossellini – Sky

Dopo essere stato l’iniziatore del neorealismo di guerra con i capolavori inarrivati Roma città aperta e Paisà, Rossellini torna sul “luogo del delitto” quindici anni dopo, con un’opera che sconta un’eccessiva drammatizzazione letterario-teatrale (alla base c’è il soggetto che diventerà memoir di Indro Montanelli), ma che si riconferma una precisa riflessione “a distanza” su quegli anni. L’ex collega di “Nouvelle Vague italiana” Vittorio De Sica è ora l’attore protagonista, il truffatore prima fiancheggiatore dei tedeschi e poi redento. Leone d’oro (contestatissimo) alla Mostra di Venezia del ’59.

La Ciociara (1960) di Vittorio De Sica – Rete 4 (25 aprile, ore 16.20)

Se Anna Magnani col grido «Francesco!» rivolto alla camionetta fascista ha inaugurato il ritratto neorealista della Resistenza (in Roma città aperta di Roberto Rossellini, 1945), Sophia Loren è la diva post-Boom che torna a quegli anni con la giusta distanza. Ma non con meno cuore, anzi. La sua Cesira, tra fughe e rastrellamenti, è uno dei personaggi più indimenticabili del cinema di De Sica. E il suo monologo strozzato dal pianto è il veicolo che porta l’attrice al primo Oscar della sua carriera.

La lunga notte del ’43 (1960) di Florestano Vancini – Amazon Prime Video

Il futuro regista pop amato anche da Quentin Tarantino fa il suo folgorante esordio con questo adattamento dal racconto di Giorgio Bassani Una notte del ’43, riscritto per il grande schermo in collaborazione con Pier Paolo Pasolini. Sullo sfondo di una Ferrara quasi spettrale (e interamente ricostruita in studio), si staglia il volto innocente del giovane Gabriele Ferzetti. Ma è il fascista di Gino Cervi il personaggio che non si dimentica. Premio opera prima alla 21esima Mostra del Cinema di Venezia.

Il federale (1961) di Luciano Salce – Amazon Prime Video

Primo grande ruolo di Ugo Tognazzi nei panni di un fascista della milizia che, quando ormai il regime è in caduta libera, deve arrestare il filosofo leader intellettuale della Resistenza per guadagnarsi il grado di federale. A 15 anni dalla caduta del Fascismo, l’Italia riesce a ridere dei proprio drammi con una commedia dissacrantissima che Luciano Salce trasforma in una satira universale e senza tempo. Restituendo anche, complice l’interpretazione di un Tognazzi larger-than-life, un qualche sentimento di solidarietà umana persino agli sconfitti.

C’eravamo tanto amati (1974) di Ettore Scola – Sky

«E io ero Sandokan». Basterebbe il verso del canto partigiano scritto ad hoc per il film (dal regista insieme alla figlia Paola) a ricreare, evocare, celebrare quegli anni di lotta e ideale. Nella cavalcata nella Storia patria che è il capolavoro di Scola, è proprio la Resistenza il momento che unisce i tre amici Vittorio Gassman, Nino Manfredi e Stefano Satta Flores. Divisi poi dalle strade della vita, ma per sempre lì sulle montagne a marciare «con l’anima in spalla».

La notte di San Lorenzo (1982) di Paolo e Vittorio Taviani – Rai Movie (25 aprile, ore 21.10)

Grand Prix Speciale della Giuria al 35esimo Festival di Cannes, il nono film dei fratelli Taviani è uno degli affreschi più lirici della Resistenza. Sarà il tocco dello sceneggiatore Tonino Guerra, che rilegge la strage del Duomo di San Miniato dal punto di vista della “povera gente”. Tra cui il mai dimenticato fattore Galvano Galvani di Omero Antonutti, che guida la sua corte di paesani verso l’American Dream. Letteralmente: l’esercito statunitense è l’unica speranza, nella notte più buia del nostro Paese.

Una questione privata (2017) di Paolo e Vittorio Taviani – Netflix, Amazon Prime Video

Ancora i Taviani, che questa volta adattano il capolavoro di Beppe Fenoglio e rivisitano il loro stesso cinema tra rigore e silenzi. Il tempo e lo spazio sono quelli della guerra e della Resistenza nelle Langhe, ma le istantanee che girano i registi sono spessissimo lontane dall’azione, e anche le poche immagini dl conflitto quasi romantiche. Perché al centro, oltre la tragedia mondiale e l’annichilimento della meglio gioventù senza presente e senza futuro, c’è un triangolo amoroso. Al centro, sullo sfondo dell’orrore, c’è il viaggio del partigiano Milton alla ricerca di se stesso. Con il volto, gli occhi e i pensieri di Luca Marinelli.

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