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Non solo Festival: tutti i film girati a Sanremo

La Città dei Fiori più chic è quella della fuga di Tilda Swinton in ‘Io sono l’amore’ di Guadagnino. Ma ci sono anche Adriano Celentano, Paolo Villaggio, Jerry Calà, fino alla Jasmine Trinca by Castellitto. Tutti in Riviera!

Tilda Swinton a Sanremo in ‘Io sono l’amore’ di Luca Guadagnino

Notte di fortuna (1941) di Raffaello Matarazzo

In principio fu Peppino De Filippo. È il 1941 quando il re del mélo all’italiana Raffaello Matarazzo lo chiama per interpretare la storia del farmacista piantato che va a Sanremo a tentare la fortuna al Casinò. Finirà (incredibilmente) bene. Il film è oggi introvabile: già basta a definirne il cult, soprattutto tra gli appassionati del Festivàl.

Amanti senza amore (1948) di Gianni Franciolini

Altro giro, altro mélo. Stavolta starring la scandalosa Clara Calamai, impegnata in un triangolo che comincia al Teatro del Casinò, dove si esibisce il violinista sospettato dal marito di essere il suo amante. Tra i classici della letteratura (il copione è ispirato a Sonata a Kreutzer di Tolstoj) e brividi wannabe hitchcockiani, un film che riconferma una tesi: a Sanremo si va per soffrire.

Il covo dei gangsters (1951) di Joseph M. Newman

E poi arriva la banda di Ocean’s Eleven. O quasi. C’è odore di Rat Pack (l’originale di Frank Sinatra, Dean Martin & Co.) in questo “colpo grosso” all’americana, ma girato in Italia. E proprio al Casinò di Sanremo, dove falsari e giocatori d’azzardo si fanno la guerra. Un B movie, anzi B side, con il sottovalutato George Raft. Da recuperare.

Asso (1981) di Castellano e Pipolo

Sanremo è anche una farsa. E stavolta il giocatore assoluto è il Molleggiato, che alle spalle aveva già una vittoria al Festival nel 1970 (in coppia con la moglie Claudia Mori per la hit Chi non lavora non fa l’amore) su cinque partecipazioni totali. Ci torna dieci anni dopo per questa commedia giallorosa di Castellano e Pipolo, che scelgono come sfondo l’Hotel Royal, crocevia di star della canzone nei giorni della kermesse. Ed è subito cult.

Al bar dello sport (1983) di Francesco Massaro

L’Adriano nazionale apre la strada alle commedie ambientate in Riviera. La prima è Al bar dello sport, con protagonisti Lino Banfi e Jerry Calà, alle prese con vittorie (e soprattutto) sconfitte al tavolo verde: indimenticabile la perdita del bottino. Partecipazioni altrettanto di culto: Mara Venier è la fidanzata di Lino (anche se nella vita reale stava con Jerry), Sergio Vastano l’amico molesto.

A tu per tu (1984) di Sergio Corbucci

Ma la comedy più famosa girata nella Città dei Fiori è forse A tu per tu, che esce un anno dopo e mette in scena un altro duetto irresistibile: quello tra Johnny Dorelli, alias un faccendiere che cerca di sfuggire alle forze dell’ordine che l’hanno incastrato, e Paolo Villaggio, il tassista che si trova suo malgrado a scortarlo. Fino a Sanremo, appunto, teatro (letteralmente) dove mettere in mostra i soliti vizi e virtù nostrani.

Infelici e contenti (1992) di Neri Parenti

Anche Neri Parenti, a inizio anni ’90, sbarca in Riviera. E si porta dietro alcuni dei suoi volti più affezionati: da Renato Pozzetto a Ezio Greggio, anche loro lanciati in un on the road destinazione Casinò. Ma la cosa più pazzesca di tutte è l’inseguimento in stile Ronin per le strade della cittadina ligure. Ebbene sì: Sanremo ha pure un’anima action, anche se alla fine la butta sempre in caciara.

Io sono l’amore (2009) di Luca Guadagnino

Il Sanremo più chic? Quello by Luca Guadagnino, che discorsi. Che ambienta qui la fuga d’amore tra la borghesissima Tilda Swinton e il grezzo (pure troppo) Edoardo Gabbriellini. Tra rimandi viscontiani e sfilata (anche di vestiti) su sfondo milanese, Io sono l’amore è il titolo che impone l’italianissimo Guadagnino sulla scena internazionale. E italianissima è la scelta della location balneare: un colpo (già) da maestro.

Fortunata (2017) di Sergio Castellitto

Altra fuga d’amore, quella tra la parrucchiera Jasmine Trinca e lo psichiatra Stefano Accorsi. Che scappano da Roma a Genova (con tanto di immancabile tour dell’acquario), ma fanno anche un puntatina a Sanremo. Lo sfondo è, ancora una volta, il Casinò. Si torna sempre lì dove ogni cosa è cominciata. Il Festival della canzone, ma anche i film che hanno, a modo loro, raccontato questo luogo mitologico.