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X Factor 11, le pagelle del live: La quiete prima della tempesta

Fra profili fake e quote rosa, è stata una buona puntata, l'ultima prima del gran finale al Forum di Assago

Maneskin - Foto di Jule Hering

Maneskin - Foto di Jule Hering

Settimo live dell’undicesima edizione di X Factor, l’ultimo a essere ospitato nella X Factor arena, prima che le porte del Forum di Assago si aprano per lo scontro finale. Una semifinale del tutto interlocutoria quella andata in onda ieri sera, senza colpi di scena né momenti memorabili. Puntata breve: due manche, un lungo medley, un solo televoto.

A volte ritornano voto: 7
Levante apre la puntata in veste di ospite internazionale. Insieme a lei, sul palco, per cantare “Non me ne frega niente” ci sono tutti i concorrenti di questo XFactor 11 (tranne Lorenzo Bonamano, recentemente coinvolto in un incidente d’auto). L’occasione giusta per sfoderare tutti i rimpianti riguardo a assegnazioni ed eliminazioni ci è sembrata molto credibile.

Bonus: Levante, sempre più una di noi, canta facendo echeggiare nelle nostre menti tutte le occasioni in cui le nostre madri ci hanno detto: “Ma possibile che sei sempre vestita carina e una volta che devi apparire in pubblico sembri Mark Renton?”

Benvenuti nell’upside down voto: 5+
I semifinalisti cantano l’inedito nella prima manche e un brano assegnato loro dal pubblico nella seconda. Un medley la prima, una manche tradizionale la seconda. Con la base la prima, con una live band la seconda. Non sarebbe stato più interessante il contrario?

(Il “+” è solo per la citazione di Aladdin Sane del makeup bowiano dei musicisti)

Stereotypes, there’s must be more to life/1 voto: 4

Dice bene Manuel Agnelli ai suoi Maneskin: “Non dobbiamo diventare macchiette”.
Peccato che, dalla presentazione di ieri sera, i videoclip girati per i cinque brani inediti dei concorrenti, invece, sembrino cavalcare proprio lo stereotipo: un parco di periferia graffittato per Samuel Storm, uno sfasciacarrozze per Enrico Nigiotti, un interno elegante per Lorenzo Nicitra, la lap dance di Damiano per i Maneskin, colori forti e contrastati per i Ros.

Stereotypes/2 voto: 5

Le cover della seconda manche sono state scelte dal pubblico: grazie a XME Passion Choice di Intesa Sanpaolo, chiunque poteva votare tra due brani disponibili quello da assegnare. E, se già le opzioni a disposizione della giuria popolare erano decisamente tranquille, i pezzi vincitori sono stati quelli più classicamente adatti agli interpreti. Un’occasione mancata per ravvivare un percorso già molto lineare: chi non avrebbe voluto sentire Samuel Storm cantare “Acida” dei Prozac+ o vedere i Maneskin in versione Rihanna?

Stereotypes/3 I Have a Dream
Abbiamo un sogno, anzi, quattro: che Lorenzo Licitra mandi qualcuno a quel paese con il microfono aperto. Che i Maneskin si presentino sbadigliando con una maglietta bianca e un paio di pantaloni da tuta grigi. Che Samuel Storm coinvolga il pubblico nel più lungo trenino di capodanno della storia delle finali di X Factor. Che Enrico Nigiotti, una sera, abbia solo voglia di andare a giocare a calcetto con gli amici.

Fake Newsvoto: 0
Sappiamo che Rita Bellanza non si risparmia quando deve esprimere un’opinione. Ma ieri sera, su twitter, da un account fake che porta il suo nome, qualcuno ha cominciato a sparare a zero sui cinque semifinalisti, pensando fosse intelligente o divertente. Be’, no.

Quote rosavoto: 2
Per sua stessa ammissione, Mara Maionchi non crede nelle quote rosa. Se tra i concorrenti la presenza delle donne non è stata sufficiente –– con l’uscita dei Ros, questa undicesima edizione di X Factor perde l’ultima voce femminile rimasta in gara, ma anche uno dei gruppi con la maggiore personalità e riconoscibilità ––, al tavolo dei giudici, invece, la corona rimane ben salda sulla testa di Mara, vera trionfatrice di quest’anno.

Infine, diamo i numeri:
Dei quattro finalisti, ben 3 non sono mai andati al televoto. Sempre 3 su 4 hanno scritto da soli il proprio inedito.
I Ros, che ieri sera sono stati eliminati, con 7 puntate e 4 ballottaggi sono stati i concorrenti che si sono esibiti più volte.

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