Home Cinema News Cinema

Woody Allen accusa Timothée Chalamet di averlo rinnegato per avere più chance agli Oscar

Il regista lo scrive nel suo memoir 'A proposito di niente'

Timothée Chalamet in una scena di 'Un giorno di pioggia a New York'

Nel suo memoir A proposito di niente, Woody Allen sostiene che Timothée Chalamet non voleva che il suo lavoro con il controverso regista (accusato di abusi dalla figlia adottiva Dylan Farrow, ma scagionato da due indagini) rovinasse le sue chance agli Oscar del 2018.

In un passaggio del libro, Allen accusa l’attore 24enne, star del suo film più recente, di aver rinnegato pubblicamente la loro collaborazione a produzione terminata nel tentativo di aumentare le sue possibilità di vincere la statuetta per la sua interpretazione in Chiamami col tuo nome.

“I tre protagonisti di Un giorno di pioggia a New York sono stati molto bravi ed è stato un piacere lavorare con loro”, dice il regista di Chalamet, Elle Fanning e Selena Gomez. “In seguito Timothée ha manifestato il rammarico di essere comparso in un mio film e l’intenzione di versare il suo cachet in beneficenza, ma a mia sorella ha giurato di averlo dovuto fare perché era in lizza per l’Oscar con Chiamami col tuo nome, e lui e il suo agente avevano pensato di avere maggiori chance di vincere prendendo le distanze da me, come poi ha fatto. In ogni caso non rimpiango di avere lavorato con lui e non intendo restituire neanche un dollaro del mio compenso”.

Le nomination all’Oscar sono state annunciate il 23 gennaio 2018 – otto giorni dopo che Chalamet aveva dichiarato che avrebbe donato il compenso per il film a Time’s Up, LGBT Center di New York City e RAINN (rete nazionale contro stupri, abusi e incesti). Insieme a lui anche Rebecca Hall aveva devoluto i suoi guadagni dal film a Time’s Up e, secondo quanto riferito da Entertainment Weekly, pure Gomez avrebbe fatto una donazione significativa al Time’s Up Legal Defense Fund che “ha superato di gran lunga il suo stipendio per il film”.

Nel memoir Allen ha commentato la scelta di molte celebrità di Hollywood, tra le quali Greta Gerwig, Colin Firth, Mira Sorvino, Michael Caine e Jeff Daniels, di prendere posizione contro di lui: “Il fatto che questi attori e attrici non abbiano mai controllato i dettagli del caso (non avrebbero potuto altrimenti arrivare alle loro conclusioni con tale certezza) non li ha fermati dal parlare pubblicamente con tenace convinzione”.