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Wentworth Miller racconta il suo periodo nero: «Ho tentato il suicidio»

Dopo la pubblicazione di un meme su Internet, l'attore di Prison Break ha raccontato i suoi problemi in una lunga lettera ai fan

Wentworth Miller

Wentworth Miller

Della doppia faccia del mondo dell’internet se ne parla ogni giorno: se da un lato abbiamo una serie di ovvi vantaggi che non stiamo qui ad elencare, dall’altro lato bisogna considerare la facilità con cui si trovano contenuti nati per deridere le tematiche più svariate. A farne le spese spesso sono le categorie più deboli e, ovviamente, le persone mediaticamente più esposte: le star. Ogni debolezza, gaffe, o semplice espressione facciale può diventare in un secondo un’immagine virale.

Per Wentworth Miller però, un meme è diventato l’occasione di parlare di un momento difficile della propria vita. Tutto è partito dalla pubblicazione di una sua foto da parte di The Lad Bible.

La foto è un collage che paragona due momenti della sua vita. Gli anni di Prison Break, dove Miller sfoggia una forma invidiabile, e una foto di qualche anno dopo, che lo ritrae in versione più “rilassata”. La didascalia recita questo: «Quando si esce di prigione e si scopre l’esistenza di Mc Donald’s». Una immagine che non ha lasciato indifferente l’attore, che ha voluto commentare l’accaduto con un lungo post sulla sua pagina Facebook ufficiale. La regola dice “never feed the troll” ma Miller ha colto la palla al balzo per raccontare quello che gli è successo nel periodo post Prison Break, che non è stato per niente facile. Queste sono le parole che ha utilizzato:

Today I found myself the subject of an Internet meme. Not for the first time. This one, however, stands out from the…

Pubblicato da Wentworth Miller su Lunedì 28 marzo 2016

«Oggi mi sono trovato oggetto di un meme di Internet. Non per la prima volta. Questo, tuttavia, è differente. Nel 2010, avevo quasi smesso di recitare e stavo cercando di tenere un profilo basso per una serie di motivi. Il più importante è che avevo tentato di suicidarmi. È un argomento di cui ho già scritto e parlato. Ma all’epoca ho sofferto in silenzio. Come purtroppo fanno molti. L’entità del mio problema era noto a davvero poche persone.
Il dolore e la vergogna mi hanno fatto sentire perso. E le voci nella mia testa mi hanno spinto verso un lento percorso di autodistruzione. Non per la prima volta.
Ho lottato con la depressione fin dall’infanzia. È una battaglia che ho pagato con la perdita di tempo, di opportunità, di relazioni, e con mille notti insonni.
Nel 2010, nel punto più basso della mia vita, ero alla ricerca di distrazioni e sollievo. E trovai tutto questo nel cibo. Avrebbe potuto essere qualsiasi cosa. Farmaci. Alcool. Sesso. Ma mangiare era diventata l’unica cosa che mi faceva guardare al futuro. Ci sono stati periodi in cui i momenti importanti della mia settimana erano il mio pasto preferito o il nuovo episodio di Top Chef. A volte è stato sufficiente. Doveva esserlo. E ho iniziato a metter su peso. Tanto peso.
Un giorno, mentre ero fuori per una passeggiata a Los Angeles con un amico, abbiamo attraversato la scena dove una troupe cinematografica stava realizzando un reality show. Non ne sapevo niente. C’erano un sacco di paparazzi. Hanno preso le mie foto e le hanno pubblicate insieme a delle mie immagini di qualche anno fa… con frasi tipo “da muscoloso a ciccione”.
Qualcuno ha ritagliato uno di questi articoli da una rivista e li ha spediti a mia madre. Mi ha chiamato, preoccupata. Era l’ultima cosa di cui avevo bisogno.
Per farla breve, sono sopravvissuto. E anche quelle immagini. E sono contento. Perché quando vedo quell’immagine di me con la t-shirt rossa, un raro sorriso sul viso, mi viene in mente la mia lotta. La mia resistenza e la mia perseveranza di fronte a tutti i tipi di demoni. Io insisto. Comunque. Ancora. Nonostante tutto.
La prima volta in cui ho visto questo meme, devo ammetterlo, non riuscivo a respirare. Ma, come tutto nella vita, anche questo aveva il suo significato: la guarigione. Ma anche il perdono. Per me stesso e per gli altri.
Se voi o qualcuno che conoscete sta lottando, sappiate che qualcuno sta aspettando per aiutarvi. Parlanete. Mandate un SMS, una mail. Rispondete al telefono. A qualcuno importa come state. Stanno aspettando di sentirvi. Con amore. – W.M»