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Weinstein: «Sono stato un pioniere a sostegno delle donne, lo hanno dimenticato dopo il MeToo»

A pochi giorni dal processo che potrebbe costargli l'ergastolo, il produttore cinematografico ha rilasciato una nuova intervista. Dura la reazione di 23 delle presunte vittime di abusi: «Sta cercando di manipolare nuovamente la gente»

Harvey Weinstein

Foto di Alexandra Wyman/Getty Images For TWC

Durante un’intervista rilasciata al New York Post, l’ormai ex magnate di Hollywood Harvey Weinstein ha dichiarato che le le accuse di molestie sessuali nei suoi confronti hanno infangato il suo impegno nella lotta per le pari opportunità. «Ho fatto più film con registe donne e sulle donne di chiunque altro. E sto parlando di 30 anni fa, non di ora che è di moda. L’ho fatto per primo, sono stato un pioniere», ha dichiarato il produttore cinematografico, il cui nome è legato indissolubilmente al movimento MeToo, nato proprio con il suo caso con lo scopo di denunciare le molestie sessuali sul lavoro.

“Sta cercando di manipolare nuovamente la gente”, hanno risposto con un comunicato 23 delle sue accusatrici, fra cui l’attrice Ashley Judd e Rose McGowan. “Ci rifiutiamo di lasciare che questo predatore riscriva la sua storia di abusi”, hanno scritto attaccando il 67enne che, aggiungono, sarà ricordato come un predatore sessuale e un abusatore impenitente”.

Il 6 gennaio avrà inizio il processo penale che potrebbe portare Weinstein all’ergastolo, dato che il produttore dovrà rispondere di accuse di stupro contro una donna nel 2013 e di aggressione sessuale contro un’altra nel 2013. Inoltre, nonostante Weinstein si sia sempre dichiarato innocente e abbia sempre sostenuto che le relazioni sessuali fossero consensuali, durante gli scorsi anni decine di altre donne lo hanno accusato di abusi.

Infatti, come riportato dal New York Times, la scorsa settimana Weinstein avrebbe raggiunto un patteggiamento in sede civile con circa trenta accusatrici per un risarcimento totale da 25 milioni di dollari.

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