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Venezia 76: tre italiani in concorso, tra ‘Joker’, ‘Ad Astra’, Polanski e Roger Waters

Da Johnny Depp a Brad Pitt, da Joaquin Phoenix a Scarlett Johansson. La Mostra sarà piena di star, ma con un'attenzione alle storie al femminile e al cinema della realtà

Martin Eden di Pietro Marcello con Luca Marinelli, Il sindaco del Rione Sanità di Mario Martone e La mafia non è più quella di una volta di Franco Maresco sono i tre film italiani in concorso a Venezia 76. “Sono progetti ambiziosi, sfide radicali”, ha detto il direttore della Mostra Alberto Barbera introducendo i lungometraggi. “Nel caso di Marcello la sfida è quella di adattare un classico della letteratura tanto complesso, Martone invece reinventa il suo stesso lavoro di creazione di un testo classico di Eduardo De Filippo facendo cinema puro. E poi c’è Maresco (quello di Belluscone – Una storia siciliana, nda), che spinge ancora di più sul cinismo e sul grottesco con il suo lavoro di ricerca antropologica sulla società siciliana”.

Dopo le polemiche che lo scorso anno avevano accompagnato la proiezione di The Nightingale di Jennifer Kent, quest’anno le donne emergono come elemento fortemente caratteristico della selezione, con tantissimi film che affrontano il problema della condizione femminile nel mondo – vedi The Perfect Candidate di Haifaa Al-Mansour su una donna che si candida a sindaco in Arabia Saudita – o delineano ritratti di personaggi e che, anche quando sono realizzati da uomini, sono caratterizzati da una nuova sensibilità, come Ema del cileno Pablo Larraín, che torna a Venezia dopo il bellissimo Jackie.

In concorso ci sono anche J’Accuse, il lungometraggio di Roman Polanski sul caso Dreyfus con Emmanuelle Seigner, Jean Dujardin e Louis Garrel, e The Laundromat con cui Steven Soderbergh racconta i Panama Papers: Antonio Banderas e Gary Oldman saranno i due truffatori alle origini dei Papers, ma nel cast c’è anche Sua Maestà Meryl Streep. Olivier Assays poi torna a Venezia con Wasp Network, sulla rete di agenti del governo cubano infiltrati nei gruppi di espatriati negli USA che progettavano azioni contro Cuba. “Parliamo di film che lavorano per ricostruire in maniera minuziosa, realistica e documentata, vicende ed eventi del passato, che sia prossimo e remoto, perché in qualche modo quegli eventi sono anche un modo di leggere il presente”, ha sottolineato Barbera. Fuori concorso c’è Costa – Gavras con Adults in the room con Valeria Golino e Georges Corraface tratto dal libro dell’ex Ministro Varoufakis e dalle registrazioni delle trattative tra governo greco ed eurozona.

Oltre al cinema della realtà, che anziché costruire mondi alternativi preferisce rapportarsi con la contemporaneità, in concorso ci sono anche film di genere. Direttamente da Hollywood arrivano Ad Astra, prima incursione nel mondo delle major di James Gray, con Brad Pitt astronauta in un futuro distopico, mandato in missione ai confini del sistema solare alla ricerca della missione smarrita a cui aveva partecipato il padre, e il Joker di Todd Phillips con Joaquin Phoenix: “È rarissimo che una major accetti di gareggiare in concorso, ma il regista ci teneva molto. Sulla carta è il prequel del Cavaliere Oscuro ma è molto più dark, è un film sulle contraddizioni della società”, ha detto Barbera.

Al Lido per il concorso sbarcheranno anche Scarlett Johansson e Adam Driver, coppia annoiata in Marriage Story di Noah Baumbach, e Johnny Depp per il film Waiting for the barbarians del regista e sceneggiatore colombiano Ciro Guerra.

Evento specialissimo l’arrivo di Roger Waters in Laguna per presentare Roger Waters Us+Them, il documentario sul tour che è durato due anni e ha toccato tutti i continenti. Waters ha chiesto di incontrare il pubblico e rispondere alle domande degli spettatori in sala. Mick Jagger invece, come già annunciato, è tra i protagonisti del film di chiusura, The Burnt Orange Heresy di Giuseppe Capotondi.

Fuori concorso ci sono anche la versione integrale di Irreversible di Gaspar Noè, rimontato in senso cronologico, la proiezione di Eyes Wide Shut, per celebrare i vent’anni dalla morte di Stanley Kubrick, preceduta dal documentario Never just a dream, The king di David Michôd con Timothée Chalamet e Joel Edgerton nei panni di Enrico V e Falstaff in un nuovo adattamento shakesperiano, e Seberg sull’attrice Jean Seberg (interpretata da Kristen Stewart) messa sotto sorveglianza dall’FBI che la considerava una terrorista dopo il suo avvicinamento alle Black Panthers. Alla Mostra verranno proiettati anche altri due film italiani: Tutto il mio folle amore di Gabriele Salvatores, con Claudio Santamaria, Diego Abatantuono e Valeria Golino, tratto dal romanzo Se ti Abbraccio non aver paura e la commedia sentimentale Vivere di Francesca Archibugi con Micaela Ramazzotti e Adriano Giannini.

Come da tradizione, spazio anche a “quella parte di cinema che oggi si chiama serie tv” come ha affermato Barbera, con ZeroZeroZero di Stefano Sollima e The New Pope di Paolo Sorrentino, entrambe prodotte da Sky con partner internazionali. Nella sezione Sconfini, dedicata al cinema sperimentale e popolare, sarà presentato il documentario di Chiara Ferragni Unposted, diretto da Elisa Amoruso.

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