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Una clip in esclusiva de “Il Ponte delle Spie”, parlano i figli di James Donovan

Nell'ultimo film di Steven Spielberg, Tom Hanks è l'avvocato protagonista di un momento storico della Guerra Fredda. La pellicola sarà nelle sale dal 16 dicembre

Steven Spielberg torna (finalmente) con un nuovo film, Il Ponte delle Spie, di cui vi mostriamo una clip in esclusiva (qui sopra). Sarà nelle sale italiane dal 16 dicembre 2015.

Il film storico racconta la vicenda di James B. Donovan, un avvocato che si trova a dover difendere Rudolf Abel, accusato di essere una spia sovietica durante la guerra fredda, e che ha organizzato lo scambio con i russi per riavere in patria il pilota Gary Powers, imprigionato in Unione Sovietica.

La vita di Donovan è stata molto più travagliata di quanto possiate immaginare. Dopo aver iniziato la sua carriera nell’Ufficio di Ricerca Scientifica del Governo Americano (istituito durante la Seconda Guerra Mondiale), è stato al centro del processo di Norimberga, ha negoziato il rilascio di più di mille prigionieri a Cuba ed è stato il candidato democratico per il Senato degli USA. Quando si è dovuto occupare di Abel, per la stampa americana era diventato un traditore.

Una volta uscito il film, i tre figli dell’avvocato, Jan, John e Mary Ellen, hanno parlato di cosa si prova a vedere la vita del padre sul grande schermo.

Com’è stato vedere questo film?
Mary Ellen: La prima volta è stato travolgente. Ho studiato tutti i dettagli con cura. L’unica cosa a cui riesco a pensare è quanto sono fiera di mio padre. Avevo una foto di mia madre sulle gambe così che potesse vederlo anche lei.

Cosa ne pensate della scelta di Tom Hanks come protagonista?

Jan: È la scelta perfetta. Mio padre aveva una determinazione incredibile, come si può vedere dall’attesa che ha sopportato su quel ponte per fare in modo che tutti ne uscissero sani e salvi. Tom lo rappresenta alla perfezione.
Mary Beth: Se avessi dovuto scegliere due persone nel mondo per fare questo lavoro, avrei scelto Spielberg e Tom Hanks. È come se Hanks avesse vissuto con mio padre per anni. Sono onorata.

Cosa vi ha detto vostro padre su Rudolf Abel?

Jan: Mio fratello saltava la partita di pallone il sabato per andare ad incontrarlo in prigione insieme a mio padre. Era un uomo intelligente, acculturato. Entrambi sentivano che era un privilegio poter stare con lui. Mio padre era molto fiero della loro amicizia.

John Donovan: Mio fratello mi portava spesso in prigione per vederlo. Ogni tanto mi portava a conoscere le persone. Abel era una persona diversa dalle altre. Parlava molte lingue, era un artista.

Che tipo di uomo era vostro padre?

Jan: Era molto saggio. Ma era anche una persona affabile. Un uomo esperto che sapeva fare il suo lavoro. La sua vita era una continua sfida, amava mettersi alla prova.

Mary Ellen: Quando penso a lui penso alla sua passione estrema per la storia, per la lettura. E non gli mancava un gran senso dell’umorismo. Era un irlandese DOC. Era anche un uomo che amava la legge. I suoi film preferiti erano Un uomo per tutte le stagioni e Mezzogiorno di fuoco. Guarda quei film e capirai com’era mio padre. Adorava i libri e i manoscritti rari e ha cercato in tutti i modi di trasmetterci questa passione.

Quando Donovan è partito per lo scambio, voi dove pensavate stesse andando?

John: Pensavamo andasse in Inghilterra e Scozia. È andato effettivamente a Londra, e ci ha scritto una lettera sulla carta del Claridges. Io ero una testa calda a scuola, e pensavo mi stesse scrivendo per riprendermi. Invece era una lettera che diceva, “Non farti scoraggiare, andrà tutto a posto. Voglio che stai sereno.” L’ho ricevuta poco prima che partisse per Berlino.

Mary Ellen: Si faceva dare delle cartoline scozzesi da un agente, che poi spediva dalla Scozia. Non sapevamo niente. Mia madre dormiva quando ha ricevuto la chiamata di un giornalista che diceva, “Deve essere orgogliosa di quello che ha fatto suo marito.” Lei non sapeva di cosa stesse parlando. Gli ha risposto: “Ha fatto buca in un colpo?”

Ci sono dei parallelismi fra gli eventi narrati nel film e la situazione attuale?

Mary Ellen: Assolutamente. L’arte della negoziazione è oggi più che mai al centro dell’attenzione. Se le persone venissero ascoltate di più ci sarebbero meno conflitti. Tutti sono così sicuri di se stessi, pensano che il modo giusto sia solo il loro, e ascoltano poco. Questo non è il modo in cui ragionava mio padre.

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