Home Cinema News Cinema

Un documentario su Jason Beghe, l’uomo più odiato da Scientology

Duro da film e serie tv, era un volto noto della Chiesa di Ron Hubbard. Ma quando ha provato a mollarla la sua vita è diventata un inferno. Esce domani il documentario

Jason Beghe. Foto: NBC

Jason Beghe. Foto: NBC

Una sera di circa sette anni fa, l’attore Jason Beghe, 55 anni, protagonista della serie Chicago P.D. è capitato per caso sulla sua pagina di Wikipedia. E ha trovato una frase che lo ha disgustato: “È un sostenitore di Scientology” – che aveva lasciato polemicamente da qualche mese, senza dirlo pubblicamente. «Così ho scritto una pacata richiesta di correzione, dicendo che non ero più un membro di Scientology», spiega. Wikipedia però gliel’ha rifiutata «perché l’informazione non era verificata». A quel punto Beghe ha deciso di fare una mossa forte: ha postato su YouTube un video di due ore in cui ha dichiarato che Scientology era «molto pericolosa per la vostra salute spirituale, psicologica, mentale ed emotiva». Il video ha fatto il giro del mondo e Beghe è finito nel mirino della Chiesa di Ron Hubbard.

Lo scontro è andato avanti e ora Beghe, un attore versatile che ha recitato in molti film (da Thelma & Louise a Soldato Jane), è uno dei protagonisti principali di Going Clear: Scientology and the Prison of Belief, il documentario su Scientology diretto dal premio Oscar Alex Gibney. Beghe attacca la Chiesa di Hubbard e i suoi metodi con la sua voce gutturale – colpa di un danno alle corde vocali che si è procurato strappandosi i tubi dalla gola, al risveglio in ospedale dopo un incidente stradale –, ma quello che si vede nel film è solo una parte della storia: «Ho parlato per tre ore e mezzo, ma hanno usato solo le dichiarazioni più forti, quelle che gli servivano di più».

Il famoso video su YouTube:

Dopo il video su YouTube, Scientology ha assoldato degli investigatori privati per seguire ogni sua mossa. Hanno anche mandato gli uomini del Child Protective Service e dell’Unità Vittime Speciali di Los Angeles a investigare sul suo conto dopo una soffiata anonima secondo cui aveva abusato di suo figlio. È stato anche denunciato da un ufficiale giudiziario che si è rifiutato di uscire dalla sua proprietà dopo avergli consegnato un documento: «Dicono che l’ho picchiato ma non è assolutamente vero. Vogliono mandarmi in rovina. Mi costerà 250mila dollari» (gli avvocati dell’ufficiale giudiziario hanno detto a Rolling Stone che Beghe si è avvalso della facoltà di non rispondere e che la sua versione dei fatti è falsa. Scientology lo ha definito “inaffidabile, disonesto e prevenuto”, come molti altri adepti che hanno partecipato a Going Clear).

Ma Beghe non si è arreso, anzi ha cominciato a parlare alle manifestazioni di protesta contro Scientology: «Hanno metodi violenti e crudeli, un conto è portare via i soldi alla gente, un conto è rubare l’anima!». Ha definito il leader della Chiesa, David Miscavige, «un sociopatico che pensa che tutti i suoi giochi sporchi siano giustificati dal fatto di essere l’unica speranza di salvezza per l’umanità».

E pensare che per anni Miscavige ha detto che Beghe era «il portavoce ideale di Scientology». L’attore è entrato a far parte della Chiesa negli anni ’90, ed è salito nel suo grado di esistenza spirituale da Clear fino a Thetan Operante di quinto livello. Ma quando sua moglie è rimasta incinta, nel 2002, «ho fatto l’inventario delle stronzate inutili della mia vita e mi sono reso conto che facevo parte di una setta. Ho chiesto un divorzio amichevole, hanno mandato sei persone a convincermi di restare».

Nei suoi anni con Scientology, Beghe ha lavorato ma non ha mai avuto un ruolo importante: «Perché sono pigro. Quando sono uscito mi sono ritrovato al verde e così mi sono detto: “Devo recitare in una serie, perché lì ci sono i soldi”». È quello che ha fatto: Chicago P.D. è arrivato alla terza stagione. «Una delle regole di Scientology è che, se abbandoni la Chiesa, non andrai da nessuna parte e fallirai. Io invece li ho fregati: adesso sono su tutti i cartelloni pubblicitari del Paese con la mia faccia da duro. Se guardate bene, dietro quella faccia, c’è un sorriso beffardo».