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Tutto quello che c’è da sapere su ‘Gli anni più belli’, il nuovo film di Gabriele Muccino

Stasera il regista e il super cast del suo dodicesimo film, in uscita il 13 febbraio, saranno ospiti al Festival di Sanremo

Pierfrancesco Favino, Micaela Ramazotti e Kim Rossi Stuart negli 'Anni più belli'

Per la prima serata del 70esimo Festival di Sanremo, martedì 4 febbraio sul palco dell’Ariston ci sarà anche Gabriele Muccino con alcuni degli attori del suo ultimo film, Gli anni più belli, nelle sale dal prossimo 13 febbraio. Ecco le 5 cose da sapere.

Racconta quarant’anni di Storia italiana

Ovvero, un cavalcata che va dall’inizio degli anni ’80 ad oggi, passando per i Mondiali di calcio, la caduta del Muro di Berlino, Tangentopoli, fino al crollo delle Torri Gemelle che ha scompaginato lo scenario di tutto l’Occidente. Al centro, però, c’è la vita privata, come in tutti i film di Muccino. Quella di tre amici (Pierfrancesco Favino, Kim Rossi Stuart, Claudio Santamaria) e una donna (Micaela Ramazzotti) che li unisce e li divide. Su una montagna russa di emozioni, in puro stile Muccino.

Unisce vecchie conoscenze del regista a new entry

Negli Anni più belli tornano volti storici del cinema di Muccino: Pierfrancesco Favino (L’ultimo bacio, Baciami ancora, A casa tutti bene) nei panni di un avvocato che abbandona presto i suoi ideali, Claudio Santamaria (Ecco fatto, L’ultimo bacio, Baciami ancora) e Nicoletta Romanoff (solo Ricordati di me, ma chi l’ha dimenticata?). I nuovi ingressi di lusso sono invece Kim Rossi Stuart, un professore costretto al precariato, e Micaela Ramazzotti, in uno dei suoi ruoli più commoventi.

Segna il debutto sullo schermo di una famosa cantante italiana

«Emma Marrone è la vera sorpresa degli Anni più belli: ha un vero talento e buca lo schermo». Così parlo Gabriele. Che, convinto dal suo profilo Instagram, ha ingaggiato Emma Marrone e le ha affidato il ruolo della compagna del wannabe critico cinematografico interpretato Claudio Santamaria. Il risultato dà ragione al regista: Emma non sfigura accanto al meglio del cinema italiano.

È un omaggio al grande cinema italiano

Non solo C’eravamo tanto amati di Ettore Scola, il tributo più evidente e dichiarato: tanto che Muccino aveva in mente di farne un remake americano molti anni fa. Ma anche La dolce vita, citato in una bellissima variazione sul bagno nella fontana di Trevi, e le atmosfere ricalcate su quelle delle commedie malinconiche alla Age e Scarpelli. Ma Muccino non vuole rifare il passato: è solo uno specchio in cui riflettere la propria generazione.

Un big della musica italiana firma la title-track

È Claudio Baglioni, presente nella colonna sonora anche con grandi classici come E tu come stai? e Mille giorni di te e di me, a firmare la canzone che porta il titolo del film e che si sente sui titoli di coda. Una “baglionata” perfetta, che contrappunta al meglio l’affresco mucciniano.

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