‘The Sparks Brothers’, in anteprima il trailer italiano del doc di Edgar Wright | Rolling Stone Italia
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‘The Sparks Brothers’, in anteprima il trailer italiano del doc di Edgar Wright

«Tutta la musica pop è un riarrangiamento degli Sparks», dice Jack Antonoff nel film diretto dal regista dell''Alba dei morti dementi', 'Scott Pilgrim vs The World' e 'Baby Driver '. Che arriva finalmente nei nostri cinema il 30 agosto per un evento speciale di tre giorni


«In tutti gli anni in cui ho fatto musica, se salivi sull’autobus di un tour con altri musicisti, si finiva sempre a parlare degli Sparks», dice Beck. «Tutta la musica pop è un riarrangiamento degli Sparks. È la verità», gli fa eco Jack Antonoff. E soltanto a vedere trailer, Edgar Wright pare nato per raccontare la storia degli Sparks, come ha scritto The Playlist.

Presentato al Sundance Film Festival e accolto con enorme successo di critica e pubblico, The Sparks Brothers arriva al cinema il 30 agosto (distribuito da Lucky Red) per un evento speciale di tre giorni.

Quello tra Wright e il duo è un match made in heaven. Da grande fan, il regista dell’Alba dei morti dementi, Scott Pilgrim vs The World e Baby Driver – Il genio della fuga celebra i 50 anni del duo composto dai fratelli Ron e Russell Mael realizzando un documentario con filmati inediti, immagini di repertorio, riprese dai concerti e interviste ai loro più grandi ammiratori, tra i tanti: Beck, Flea (Red Hot Chili Peppers), Jane Wiedlin (The Go – Go’s), Vince Clarke (Depeche Mode), Steve Jones (Sex Pistols), Nick Rhodes e John Taylor (Duran Duran) Alex Kapranos (Franz Ferdinand), Giorgio Moroder, Jack Antonoff, Jason Schwartzman, Mike Myers, Patton Oswalt, Todd Rundgren, “Weird Al” Yankovic, Stephen Morris e Gillian Gilbert (New Order).

25 album, il primo nel 1972, l’ultimo nel 2020; una colonna sonora nel 2021 (Annette, di cui sono anche sceneggiatori) premiata con il Disque d’Or a Cannes; un album nel 2015 con i Franz Ferdinand; collaborazione costante con Giorgio Moroder («Era il suono del futuro», dice); precursori del glam rock, hanno condizionato molti dei generi musicali arrivati in seguito, dal synth pop, alla new wave, dal post-punk alla musica alternativa, influenzando i New Order, i Depeche Mode, gli Smiths, i Siouxsie and the Banshees, i Duran Duran, i Sonic Youth, i Nirvana, Björk, i Franz Ferdinand e tantissimi altri che potrebbero addirittura non esserne consapevoli: «Ci sono riff buttati giù al volo su cui altre band hanno costruito un’intera carriera», afferma Patton Oswalt nel doc.

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