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10 motivi per i quali “The Big Short” è un film molto, molto importante

È al cinema dal 7 gennaio ed è candidato a 5 premi Oscar. "La grande scommessa" ci ricorda che la più grande crisi economica della nostra generazione ha dei responsabili precisi. E lo fa con un cast stellare e in gran forma

Motivo 1
Perché ha un linguaggio modernissimo. L’uso del montaggio, il mix tra materiale d’archivio e scene di fiction è perfetto, efficace e innovativo.

Motivo 2
Perché grazie a The Big Short si vede meglio quanto Michael Moore e tutta la scuola del “documentario a tesi” – ovvero quello in cui una posizione precisa viene semplicemente illustrata con immagini didascaliche e monologhi retorici – siano sopravvalutati.

Motivo 3
Perché è un gran film – con tutte le cose che deve avere un gran film – sceneggiatura, recitazione, regia.

Motivo 4
Perché è un gran documentario, con tutte le cose che deve avere un gran documentario: libertà, assenza di pregiudizio, uso creativo del linguaggi visivi.

Motivo 5
Perché le Hollywood stars che recitano in Big Short lo fanno molto, molto bene.

Motivo 6
Perché, come (quasi) tutti i film che usano linguaggi nuovi ha un debito con Godard (pensate solo a Due o tre cose che so di lei, in particolare alle enunciazioni rivolte direttamente allo spettatore che in Big Short servono da “chiarimento” sui dettagli più complessi legati alla materia trattata).

Motivo 7
Perché manca completamente di retorica e moralismo.

Motivo 8
Perché per una volta sembra davvero che le superstar Hollywoodiane vogliano contribuire a cambiare le cose.

Motivo 9
Perché ci ricorda che la più grande crisi economica della nostra generazione ha dei responsabili precisi.

Motivo 10
Perché ci ricorda che nessuno di quei responsabili è finito in galera per averla consapevolmente provocata.

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