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Tarantino ricorda Morricone: «Il Re è morto. Lunga vita al Re!»

Nessuna intervista, nessuna dichiarazione rilasciata alla stampa, solo poche parole ma carichissime di significato, affidate poche ora fa all'account Twitter del suo cinema di Los Angeles, il New Beverly

Foto: Kevin Mazur/Getty Images for Universal Music

Mancava solo Quentin a celebrare il Maestro. E nella notte il suo ricordo è arrivato: «The King is dead. Long live the King!», “Il Re è morto. Lunga vita ai Re!”. Nessuna intervista, nessuna dichiarazione rilasciata alla stampa, solo poche parole ma carichissime di significato, affidate poche ora fa all’account Twitter del suo cinema di Los Angeles, il New Beverly: così Tarantino ha salutato Ennio Morricone. Il post è accompagnato da una foto del regista e del compositore scattata in occasione della collaborazione per The Hateful Eight, il western del 2015, grazie al quale Morricone, alla sesta candidatura, vinse finalmente il suo primo Oscar “sul campo”, dopo quello alla carriera che gli era stato tributato nel 2007 “per il suo magnifico e poliedrico contributo all’arte della musica per film”.



A novembre 2018 l’edizione tedesca di Playboy aveva gettato un’ombra sul loro rapporto lavorativo, scrivendo che Morricone aveva dato del «cretino» a Tarantino. Ma poi il giornale, con una nota, aveva preso le distanze dall’autore dell’intervista Marcel Anders, accusato di aver «riprodotto erroneamente» le parole del compositore. E lo stesso Morricone aveva smentito il tono dell’articolo: «Considero Tarantino un grande regista. Sono molto affezionato alla mia collaborazione con lui e al rapporto che abbiamo sviluppato durante il tempo che abbiamo trascorso insieme. Coraggioso e con una personalità enorme. Ringrazio la nostra collaborazione per avermi procurato un Oscar, che è sicuramente uno dei più grandi riconoscimenti della mia carriera, e sono sempre grato per aver avuto l’opportunità di comporre musica per un suo film”.Già nel 2016, quando Tarantino ai Golden Globes aveva paragonato Morricone a Mozart o Schubert, il compositore aveva commentato: «Le sue parole un po’ mi hanno fatto piacere, un po’ mi hanno anche dato l’impressione che stesse prendendomi per i fondelli, forse con l’obiettivo di creare pubblicità attorno al film. Non credo a giudizi simili, sono adulazioni».

Insomma un po’ di tensione c’era, ma l’ammirazione di Tarantino per il Maestro e la stima reciproca è indubbia: già nel 2009 per Bastardi senza gloria, aveva tentato di coinvolgere Morricone, che però aveva declinato l’invito, perché impegnato con Baarìa di Tornatore. Intanto Tarantino aveva usato le musiche di repertorio del compositore in diversi suoi film: Kill Bill e Django Unchained su tutti. Quentin ci riprova per The Hateful Eight, ma il Maestro rifiuta di nuovo, al telefono, perché stava lavorando a un altro film dell’amico Tornatore, La Corrispondenza. Ma Tarantino si presenta sotto casa di Morricone con la sceneggiatura in mano. E il resto è storia. Da Oscar.

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