Sveva Alviti: “Io, Dalida e Van Damme”

Una lunga e brillante carriera da modella e poi quella attrice che sta decisamente decollando. Ora Sveva è al cinema in Francia, Belgio e Uk con "Lukas", l'abbiamo incontrata al Lido prima del red carpet
Sveva Alviti - Foto di Fabrizio Cestari - Make up Giorgio Armani Beauty

Sveva Alviti - Foto di Fabrizio Cestari - Make up Giorgio Armani Beauty

Interpretare Dalida le ha cambiato la vita: “Mi sono buttata senza paracadute, entrare nella sua pelle mi ha fatto soffrire, ma adesso a mente fredda e cuore tranquillo posso dire che è stata l’esperienza più bella in assoluto”. Sveva Alviti ormai abita a Parigi, la Francia l’ha accolta a braccia aperte dopo che è letteralmente ‘diventata’ la cantante franco-italiana scomparsa più di 30 anni fa nel biopic uscito lo scorso anno.

Una lunga e brillante carriera da modella e ora quella attrice che sta decisamente decollando. Quando le chiedi qual è stato il casting più difficile e assurdo mai afforntato, risponde con un gran sorriso: “Ovviamente quello per Dalida! Non parlavo francese, quindi dovevo recitare e addirittura cantare in una lingua che non conoscevo”. Sei provini dopo, con tanto trucco, protesi al naso, parrucca e lenti a contatto, ha avuto la parte: “Avevo preparato Je suis malade, ho cantato a squarciagola perché non pensavo nemmeno al ruolo, volevo toccare quello che avevo dentro, mi ero appena lasciata con un fidanzato… Quante emozioni”.

Ora Sveva è al cinema in Francia, Belgio e Uk con Lukas, al fianco di un mito come Jean Claude Van Damme: “Sono cresciuta con i suoi film, grazie anche mio padre, è un’icona. Quando sono arrivata sul set, dovevamo girare una scena in macchina e già avere molta intimità. Ero agitata, tremavo. Lui è arrivato con i bodyguard, hanno chiuso le porte e lui mi ha detto ‘Sai perché faccio questo film? Perché ho visto Dalida’. Dentro di me ho pensato che non mi importava se l’avesse visto davvero o meno, voleva mettermi subito a mio agio ed è stato fantastico”.

Lukas è un noir francese che uscirà anche in Italia nei prossimi mesi, “dove non vedrete Van Damme come lo conoscete” e in cui cui Sveva interpreta “una donna molto tosta che è obbligata a lavorare per la mafia belga e tramite il personaggio di Jean Claude cerca di avere un rapporto umano con qualcuno”.

La Alviti è anche comparsa in Love addicted con Michael Madsen, uno degli attori più amati da Tarantino: “E’ una commedia francese molto divertente, avevo bisogno di qualcosa di leggero dopo l’esperienza di Dalida”.

In occasione della Mostra del Cinema, Sveva è tornata in Italia e a Venezia: “Sono venuta qui per la prima volta 6 o 7 anni fa ,ero una sbarbatella. Dovevo presentare il corto Alice di Roberto De Paolis, con Giulia Bevilacqua ed Edoardo Pesce, ero emozionatissima, avevo 1 o 2 minuti ma vedermi sullo schermo della Sala Grande di Venezia, dove dicono il tuo nome, è stato incredibile e mi ha portato fortuna”.

Stasera percorrerà il red carpet di First Man con un look “glamour, fresco, luminoso, molto concentrato sullo sguardo, grazie al mascara Armani Beauty”. La sua arma segreta sul tappeto rosso? “Il sorriso!”. La follia beauty più pazza? “Quest’estate mi sono finalmente fatta i capelli rosa! Tra un film e l’altro non potevo e anche prima quando lavoravo nella moda non ero libera. E poi una volta per uno shooting mi hanno truccato alla Lady Gaga prima maniera”.