Home Cinema News Cinema

Stephen King: «Mi spaventa il panico. Basta un colpo di tosse per avere paura»

Lo scrittore ha paragonato la pandemia a quello che succede nei suoi romanzi: «Ecco, io mi preoccupo un po’ per il cibo»

Foto: KENZO TRIBOUILLARD/AFP via Getty Images

Stephen King ha parlato del periodo che stiamo vivendo in una intervista al New York Times. Lo scrittore 72enne, ben abituato ai racconti di paura, ha raccontato cosa lo spaventa di più di questo periodo: «La cosa che trovo più sconvolgente è il susseguirsi incessante dei cambiamenti. Solo un mese fa la gente entrava nei negozi. Andare oggi al mercato e vedere tutti bardati con guanti e mascherine, sembra irreale. Nel mio libro L’ombra dello scorpione tutto accade velocemente, nelle strade si formano ingorghi di macchine. Questo non è accaduto. Abbiamo visto poche scene di panico. Ma si avverte – lo avverte lei, lo avverto io, tutti lo avvertiamo – un timore costante che serpeggia tra gli americani. Se solo starnutisci, o tossisci, la prima cosa che ti passa per la mente è “Forse me lo sono beccato anch’io”».

E la cosa che lo spaventa di più sembra essere l’approvvigionamento dei beni di prima necessità: «Nel romanzo di Robert Harris Il sonno del mattino, che si svolge in un futuro lontanissimo e dopo un disastro verificatosi nel ventunesimo secolo, ci si affanna a scoprire di che cosa possa essersi trattato, quando vengono rinvenute delle carte scritte da qualcuno che ipotizza quello che potrebbe accadere se si verificasse un evento pauroso, tipo coronavirus. L’autore di quelle carte fa notare che in tutte le principali città in soli sei giorni si rischia di fare la fame, per l’interruzione della catena degli approvvigionamenti. Ecco, io mi preoccupo un po’ per il cibo».

Leggi anche