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Parte la seconda stagione di “Mr. Robot”, la rivoluzione continua

La prima vera grande serie post-Golden Age televisiva, sopravvissuta anche all'avvento di Netflix, torna con 12 nuovi episodi. Dal 13 luglio su Usa Network

Mr. Robot

Loop. Ripetizione. Ciclo, infinito.
In informatica il loop è un algoritmo usato nei linguaggi di programmazione di basso livello, che permette al programma di tornare a una data istruzione appena terminato il codice che la compone. O almeno così recita la pagina Wikipedia da cui ho appena copia-incollato. Il copia e incolla è per certi versi un loop anch’esso, o forse sto solo provando a nobilitare i miei biechi mezzucci.

Elliot, il volto e la voce della serie Mr. Robot, ritorna sul piccolo schermo intrappolato in un loop, un loop di quotidianità castrante, fatto di abitudini e ritualità vuote che lo pongono in uno stato di perpetuo isolamento. In realtà scopriamo subito che si tratta di un loop autoimposto al fine di proteggere se stesso e gli altri dall’inquietante presenza di Mr. Robot, il personaggio che dà il nome allo show e che tormenta la coscienza del protagonista. Così ogni mattina Elliot ha sempre la stessa colazione, poi lo stesso pranzo, la stessa cena, e infine dorme nello stesso letto. Giorno dopo giorno dopo giorno. Ma Elliot e Mr. Robot non sono certo programmazione di basso livello: un loop quanto a lungo potrà trattenere coloro che hanno portato a compimento una rivoluzione?
Parliamo della rivoluzione avvenuta al termine della stagione precedente di Mr. Robot, la prima vera grande serie post-Golden Age televisiva (un’epoca conclusasi con la fine di Mad Men, per essere chiari, per lasciare posto a Netflix, alla proliferazione e al sovrappopolamento seriale che qualcuno ha ribattezzato “Peak TV”), un prodotto già cult e oggi al secondo giro di boa, che ne stabilirà la definitiva consacrazione o lo ridurrà all’ennesimo fuoco di paglia, pericolo che per il momento pare essere scampato.


Mr. Robot è stata, senza ombra di dubbio, la più sorprendente novità dell’estate scorsa, un’opera che fin dal pilot ha dimostrato al pubblico di possedere una visione forte, tanta ambizione e un punto di vista estremamente personale. Quello di Elliot (il bravissimo Rami Malek), tecnico informatico di giorno e hacker giustiziere di notte, che condivide con noi i suoi pensieri a partire dalla primissima scena. Elliot, un geniale sociopatico che potrebbe essere sbucato da un film di David Fincher, si ritrova coinvolto in una cospirazione ai danni dell’E Corp, azienda fittizia che incarna tutto il male del sistema economico mondiale, il famoso 1% di Wall Street. Il movimento sovversivo a cui aderisce, la “fsociety”, intende abbattere il debito, imporre un nuovo status quo, ed è capitanato dal misterioso Mr. Robot (Christian Slater), figura legata a Elliot più di quanto si possa immaginare. Ma il punto di vista di Mr. Robot, la serie stavolta, è anche quello del suo creatore Sam Esmail, autore non solo delle sceneggiature ma anche regista dei dodici episodi che compongono questo secondo ciclo.

Rivela una certa dose di ironia la volontà di ricominciare la stagione seguendo il concetto di loop, che è anche il principio di reiterazione attorno a cui era sviluppata una serialità televisiva da tempo sparita, quella rappresentata dal capolavoro comedy Seinfeld più volte citato nel corso dell’episodio, da cui la serie si smarca in maniera radicale seguendo lo sgretolamento del mondo interiore di Elliot che si fa rovina del mondo intero e delle sue dinamiche di potere.
Dato che la vita non è un algoritmo, il loop inevitabilmente non può che interrompersi. È vero, la rivoluzione è scoppiata, si è abbattuta sui potenti, ma al momento si è vinta soltanto una battaglia. Mr. Robot, il personaggio e la serie insieme, punta a vincere la guerra.

Usa Network, il canale che produce e trasmette lo show, ha sorpreso tutti rilasciando il primo episodio via internet a pochi giorni dal suo ritorno ufficiale. Fece lo stesso l’anno scorso come lancio pubblicitario, tenendo fede all’anima hacker e “pirata” della sua creatura. Sovversivi sì, ma fino a un certo punto: trattandosi di una première doppia, l’episodio termina praticamente a metà, dandoci appuntamento alla sera del 13 luglio per vederne la diretta continuazione.
Insomma, fuck society, almeno fino a quando non ci fuck gli ascolti.

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