Oscar, sono 21 i film italiani che aspirano ad essere candidati alla statuetta

Da Ozpetek a Garrone, da Genovese a Muccino fino ad Alice Rohrwacher, ma anche opere prime come 'Sulla mia pelle' o 'Manuel'. La commissione istituita presso l'Anica su richiesta dell'Academy Awards si riunirà il prossimo 25 settembre per nominare il prescelto.

Qualcuno è sotto i riflettori proprio in questi giorni (Sulla mia pelle), altri hanno portato a casa premi importanti a Cannes (Dogman e Lazzaro felice), altri ancora hanno trionfato al box office (Come un gatto in tangenziale, A casa tutti bene e The Place). Sono 21 i film iscritti alle selezioni del candidato italiano per il premio Oscar come miglior film straniero. Ci sono nomi celebri – da Ozpetek a Garrone, Genovese, Muccino, Alice Rohrwacher- , ma anche opere prime come La terra dell’abbastanza, Manuel, La ragazza nella nebbia e il film su Cucchi. La commissione istituita presso l’Anica su richiesta dell’Academy Awards si riunirà il prossimo 25 settembre e ne dovrà scegliere soltanto uno, con la speranza che arrivi a concorrere per la statuetta alla Notte delle Stelle.

Ecco le pellicole candidate, distribuite nelle sale del territorio nazionale tra il 1 ottobre 2017 e il 30 settembre 2018, in ordine alfabetico:

A casa tutti bene di Gabriele Muccino,
Caina di Stefano Amatucci,
Come un gatto in tangenziale di Riccardo Milani,
Dogman di Matteo Garrone,
Dove non ho mai abitato di Paolo Franchi,
L’esodo di Ciro Formisano,
L’età imperfetta di Ulisse Lendaro,
Il figlio sospeso di Egidio Termine,
Lazzaro felice di Alice Rohrwacher,
Manuel di Dario Albertini,
Napoli velata di Ferzan Ozpetek,
Nome di donna di Marco Tullio Giordana,
Quanto basta di Francesco Falaschi,
La ragazza nella nebbia di Donato Carrisi,
Riccardo va all’inferno di Roberta Torre,
Sembra mio figlio di Costanza Quatriglio,
Una storia senza nome di Roberto Andò,
Sulla mia pelle di Alessio Cremonini,
La terra dell’abbastanza di Damiano e Fabio D’Innocenzo,
The Place di Paolo Genovese,
Tito e gli alieni di Paola Randi.