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‘Non mollare!’: al via il crowdfunding per il documentario su Gaetano Salvemini

Il progetto dedicato all’intellettuale antifascista pugliese sarà diretto da Emiliano Barbucci

Intellettuale antifascista, ma anche rivoluzionario, lucido osservatore della questione meridionale, tenace sostenitore del suffragio universale, professore di Storia a Firenze e Harvard, spina nel fianco del Partito Socialista nel primo trentennio del Novecento, in cui fu esponente critico e non allineato. Tutto questo era Gaetano Salvemini, di cui il prossimo 8 settembre ricorreranno i 150 anni dalla nascita.

È per raccontare questa figura che è nato il progetto del documentario Non mollare! di Emiliano Barbucci, calabrese classe 1981 con già all’attivo Gramsci 44 e diversi altri progetti. Non mollare! è prodotto da BO FILM e SMK Factory su un soggetto di Tiziana Barillà, a sua volta ispirato a un’idea di Gabriele Vilardi. Il progetto si è già aggiudicato all’ultima edizione di IDS Industry – Italian Doc Screenings il premio “Early Money Is Like Yeast” istituito grazie al sostegno di Apulia Film Commission, e ora parte il crowdfunding per fargli vedere la luce. Dal 15 marzo per due mesi, fino al 15 maggio, si potrà partecipare alla raccolta fondi sulla piattaforma di crowdfunding Produzioni dal Basso a questo link, per creare quest’opera quanto più collettivamente possibile.

«Non si apprezzano l’aria e la luce finché le si hanno: per comprenderne il valore bisogna averle perdute. Ma il giorno in cui le libertà sono perdute, riconquistarle non è facile. Non disprezzate le vostre libertà, difendetele ostinatamente pur continuando a dichiararle insufficienti, a lottare per svilupparle», diceva Salvemini, nato a Molfetta nel 1873 e oggi ricordato per il pensiero federalista, e in quanto ispiratore e compagno dei primi europeisti e fondatore del gruppo clandestino Giustizia e Libertà, insieme ai fratelli Rosselli.  Ma anche come ideatore di un giornale di resistenza, antifascista e clandestino, che si chiamava proprio Non mollare! Si riparte da queste due parole essenziali, per far ripartire il cinema e la cultura.

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