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Nick Cave in 3D (al cinema)

Ma non solo lui finisce in sala: ci saranno anche i Rolling Stones a Cuba, ma pure Leonardo da Vinci protagonisti di film ad hoc. È la sfida (vinta) di Nexo Digital

Tra visual album e cofanetti con allegati documentari, sembra che la musica non sia più abbastanza nemmeno per i musicisti. Uno degli ultimi a cadere in questa trappola è Nick Cave, che durante la lavorazione su Skeleton Tree, l’atteso album in uscita a mezzanotte del 9 settembre 2016, ha chiesto a Andrew Dominik, regista de L’assassinio di Jesse James…, di girare un film sulla registrazione del disco. «La mia risposta al momento è stata: “Perché lo vuoi fare?”», racconta Dominik, “e Nick mi ha detto che c’erano alcune cose che doveva dire, ma non sapeva come».

Skeleton Tree arriva dopo la tragica morte del figlio 15enne di Cave, e il musicista voleva raccontare ai fan lo stato delle cose – secondo Dominik, Cave aveva bisogno di fare qualcosa che «desse l’impressione di voler andare avanti». Il risultato è One More Time with Feeling, film girato in bianco e nero e in 3D per ricreare l’effetto dello stereopticon, il visore usato per simulare prospettiva e movimento in una fotografia a inizio ’900, che riprende lo stile insieme lontano nel tempo e contemporaneo del disco di Cave.

Il film-performance sarà al cinema in Italia il 27 e 28 settembre, distribuito da Nexo Digital, la società che negli ultimi anni si è fatta un nome con la distribuzione di contenuti alternativi nelle sale cinematografiche. «Nexo è nata nel 1999 per distribuire film di intrattenimento, poi nel 2009 è arrivata Nexo Digital», spiega Franco di Sarro, colui che ha deciso di scommettere sul cinema digitale e su contenuti che solitamente non entrano nelle sale. La prima scommessa, stravinta, è stata proiettare il 15 aprile 2010 il concerto di Ligabue all’Olimpico di Roma del 2008, fino a quel momento inedito. Nel 2012 è arrivata un’altra sfida: portare l’arte sul grande schermo, iniziando con il tour della mostra alla National Gallery di Londra dedicata a Leonardo da Vinci. «Leonardo Live è nato con lo scopo di permettere a più persone possibili di accedere a una mostra che, per distanza geografica e problemi di conservazione delle opere stesse, non era fatta per un pubblico vasto». Una sola giornata, un solo spettacolo in 82 sale e 8.000 spettatori. Certo, non sono i 140mila portati al cinema per due spettacoli sugli One Direction, ma dopo quattro anni gli italiani che guardano tour nei musei si assestano tra i 30 e gli 80mila.

Ora Nexo Digital ha una programmazione che sembra un palinsesto televisivo con almeno un film a settimana, dall’arte contemporanea (il 3 ottobre debutta The Space in Between – Marina Abramovic in Brazil), alla stagione della Royal Opera House in diretta, passando per Heart of a Dog, il film di Laurie Anderson che, a partire dalla morte della sua cagnolina, racconta l’amore e la morte attraverso gli occhi e la musica dell’artista – al cinema il 13 e 14 settembre. Prossimo passo? Di Sarro racconta l’ultimo esperimento: portare al cinema il TED, la conferenza annuale sui più svariati argomenti scelti secondo lo slogan “idee che val la pena diffondere”. Ma come si fa a portare in sala uno spettatore che sa di poter trovare quello stesso contenuto online? «Essere i primi a vederlo fa la differenza, e avere una sola data in cui poterlo vedere insieme ad altre persone fa ancora un certo effetto». In poche parole, non c’è fibra ottica che tenga a bada una bestia sociale.

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