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‘Museo’, la clip dell’heist movie messicano con Gael García Bernal

Dopo il premio alla Berlinale con 'Güeros', Alonso Ruizpalacios si conferma nuovo nome tra le fila dei conquistadores messicani che, con buona pace di Trump, hanno invaso pacificamente il cinema ben oltre il suo muro.

Vigilia di Natale 1985: due studenti fuoricorso rubano 140 manufatti dal Museo Nazionale di Antropologia di Città del Messico. Questa è la storia vera. Quella che racconta Alonso Ruizpalacios, nuovo nome tra le fila dei conquistadores messicani che, con buona pace di Trump, hanno invaso pacificamente il cinema ben oltre il suo muro, è “una replica dell’originale”, di cui Gael García Bernal è l’anima irresistibile.

Museo è un heist-movie che diventa riflessione, sa come mettere in scena il nucleo, ma medita anche sui contorni: su una generazione, sui rapporti personali, sul controllo delle opere, celebrando la sacra cultura di una nazione e mettendo in discussione il suo valore, con una stoccata alla natura del commercio museale: in fondo non è stato tutto rubato? La sequenza della rapina ricorda quella silenziosa di Rififi di Dassin, ma è totalmente nuova: un modo insolito ed efficacissimo di entrare nel vivo di una scena.

Dopo il premio per l’opera prima alla Berlinale con Güeros, giocoso omaggio alla Nouvelle Vague, Ruizpalacios gira un racconto sfacciatamente inventivo, tenendo sempre la mano leggera e la narrazione vivace e arguta, anche quando arriva la malinconia.

Museo – Folle rapina a Città del Messico arriva nelle sale italiane il 31 ottobre, dopo l’Orso d ‘Argento per la sceneggiatura all’ultimo Festival di Berlino.

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