Metti un italiano a Hollywood (dietro le quinte) | Rolling Stone Italia
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Metti un italiano a Hollywood (dietro le quinte)

La Bestia ha conosciuto a Toronto Andrea Bellavista, fonico italiano in libera uscita in America, con il sogno di Oliver Stone

Andrea Bellavista con Ron Moss

Andrea Bellavista con Ron Moss

Registrare e dare una voce accurata al suono sul set è uno degli elementi chiave per avere un prodotto che abbia un impatto sul pubblico e lasci il segno in ogni spettatore, questa è la mia passione e la mia professione”.

Testuali parole di Andrea Bellavista, fonico dalle origini siciliane, innamorato del dialogo, frequentatore di Festival cinematografici, avventuriero ed esploratore, oltre che benefattore ed umanitario nei confronti della vostra Bestia, grazie al quale è riuscita a trovare un alloggio normale e soprattutto gratis in quel di Toronto, in occasione del TIFF 2017, qui anche lui per fare contatti e trovare produzione estere bisognose di Made in Italy.

Questo, giusto per dirvi che durante qualsiasi viaggio, set visit, vacanza, festival, spostamento across country, La Bestia è sempre alla ricerca di nostri connazionali, di storie da raccontare, di ragazza da aiutare, di fatiche da condividere, con l’unico scopo oltre che raccontarvi le loro STORIE, per far sapere a quelli che sono ANCORA a casa, che non è mai troppo tardi. Che prima o poi, quel tarlo, che saltuariamente vi chiede di alzare il culo dal divano, sarà troppo forte da zittire, e allora avrete qualche esempio da seguire, qualche riga da leggere, qualche domanda da farmi. Io sono sempre qua. A vostra disposizione. E tanti di voi che mi leggono, questo lo sanno, l’hanno sperimentato sulla propria pelle. Le scelte artistiche variano, dal produttore, attore, musicista a quelle delle nuove generazioni: imprenditore, graphic designer, fumettista, F/X, YouTuber, blogger, cuoco, comico oppure fonico. Un’altra cosa che ci accomuna è che siamo tutti italiani, un marchio di fabbrica indelebile che ci portiamo addosso dovunque andiamo, siamo la tribù di Italiani Si Nasce

Eccoci ad Andrea Bellavista, nato a Tivoli, girovago professionale visto che ha lavorato in tutte le principali città d’Italia con diverse produzioni di spicco fra le quali la serie Crimini 2 e Presa Diretta su Rai 2. In seguito film-documentario premiato al Bimbi Belli Festival 2013; e al Festival Cinema di Spello 2014 con L’ultimo Pastore di Marco Bonfanti, incentrato sulla vita reale dell’ultimo pastore nomade rimasto a Milano. Successivamente si dedica ad altre collaborazioni come corrispondente USA per la società Lambda e nel 2016/2017 torna sul set registrando il suono per l’ultimo reality show per la televisione Mtv con la serie The Happiness Family.

Soggetto interessantissimo, adatto alla presentazione internazionale, vero? Sì, proprio così, visto che possiamo fare dei prodotti interessanti, meglio scegliere quelli che possono interessare un grande pubblico internazionale. La mia idea è quella di scegliere progetti interessanti, MADE IN ITALY che possano aprire gli occhi al mondo intero. L’Ultimo Pastore l’abbiamo portato in anteprima mondiale al Tokyo International Film Festival, in Italia al Torino Film Festival, e in rappresentanza dell’Italia all’European Film Festival di Khartoum nel 2015 insieme al film La vita è bella con cui vinse l’Oscar Roberto Benigni.

Perchè sei qui?
Sarò di ritorno a breve in Italia per lavorare su alcuni progetti ma ho trascorso del tempo negli States e in Canada per studiare, fare ricerca nel campo del suono per il cinema, più precisamente un programma informativo sulle tecnologie utilizzate dalle grandi produzioni di Hollywood per capire dove si sta dirigendo e come sta cambiando il nostro mestiere.

Perchè il cinema americano?
Perchè nel cinema americano, essendoci molti fondi, si utilizzano le tecnologie più all’avanguardia per il nostro settore e io sono sempre stato attirato dall’innovazione, vorrei poter conoscere il piu’ possibile sulla mia professione per tentare di creare qualcosa di nuovo per i film sui quali lavorerò in futuro. Mai fermarsi.

Come mai ti è venuto in mente dei fare il fonico? Primo lavoro?
È una storia lunga… Ho sempre avuto la passione per il mondo del suono (molto influenzato dalla musica, essendo stato educato a pane e Led Zeppelin da mio padre) sin da piccolo e ho avuto varie fasi iniziando a suonare i primi strumenti (chitarra e percussioni) per poi far parte di una band di amici, successivamente per gioco ho iniziato a fare il DJ ed improvvisamente mi sono ritrovato a progettare impianti audio per eventi e locali date le mie conoscenze tecniche che qualcuno aveva notato mentre lavoravo. A questo punto della mia inesistente carriera a 19 anni ho ricevuto un’offerta imperdibile per la mia curiosità, un microfonista amico di vecchia data (Ivanandrea Menchinelli) mi ha offerto di registrare il suono per la seconda unità della serie televisiva Crimini su Rai 2; il produttore cercava qualcuno abile a cavarsela da solo in situazioni un po difficili con stunts, esplosioni effetti speciali in vecchio stile, ed io ero stato etichettato come “giovane sportivo esperto tecnico del mestiere con orecchio formidabile old school”. Essendo una serie di film con molte scene d’azione in location spettacolari girato in diverse città d’Italia non ho potuto rifiutare, poi a Paolo Lucaferri, capo fonico della serie, è piaciuto molto il mio lavoro e siamo diventati amici. Da questa amicizia e contatto è arrivato poi il film successivo, poi un altro ancora ed è cosi che sono diventato/mi sono scoperto Fonico di Presa diretta. Mi sono sempre sentito fortunato per aver avuto sempre la possibilità di guadagnarmi da vivere sfruttando la mia passione.

Film e regista preferito?
Easy Rider & Oliver Stone senza alcun dubbio.

Film preferito come suono e perche?
È successo a Hollywood (Barton Fink) dei fratelli Cohen, eccellente suono in presa diretta pochissimo doppiaggio e il microfonista strepitoso.

Cosa vuol dire fare il suono?
Registrare il suono per film per me è interpretare e trasferire un’emozione al pubblico. Nello specifico si utilizzano microfoni, registratori e equipaggiamenti vari per acquisire la voce di cosa sta accadendo in una scena. Credo che il mio compito di artista nel ruolo di fonico sia quello di interpretare cos’è acusticamente interessante per la storia che si sta raccontando oltre ai dialoghi, registrarlo con le dovute tecniche per trasmetterlo allo spettatore. Come un pittore sceglie i suoi pennelli per rappresentare quello che vede un fonico sceglie i propri microfoni.

Non mi sarei mai immaginato una probelmatica così varia. Su che film stai lavorando?
Sto lavorando contemporaneamente su due film, Calypso in post produzione e Douglas Kirkland – A life in pictures in pre produzione. Calypso è un adattamento moderno di un passaggio dell’odissea di Omero co-prodotto da Michele Placido e diretto da Luca Severi (altro italiano a Hollywood) che ha chiesto che mi occupassi del missaggio del suono. Douglas Kirkland è invece un film sulla vita e le opere del famoso fotografo delle star di Hollywood che gireremo a breve a Los Angeles e dintorni, co-prodotto da lui stesso e Luca Severi Production Group in esclusiva.

Differenze fra fare fonico italia e USA?
Ho notato che, generalizzando, hanno un approccio molto più tecnico al lavoro sul set rispetto all’Italia dove con meno mezzi dobbiamo arrangiarci sviluppando una creatività pratica che ci contraddistingue. La cosa che mi ha colpito di più è che a Hollywood si sperimenta moltissimo con esiti anche spesso negativi ma fa parte dell’arte stessa credo, il fatto è che hai molto più margine per provare e innovare a mio avviso. Ma ovviamente ci sono anche molte similarita dettate da standard di settore che aiutano a collaborare crew internazionali come è frequente tra Italia e USA.

Qual è il tuo American Dream?
Il mio american dream è di costituire una scuola/impresa per la registrazione, editing e missaggio del suono come ce ne sono molte per la ripresa visiva, per tentare di stabilire un percorso professionale riconosciuto per quei tecnici come me che approdano sul set per vie traverse. Vorrei condividere il piu possibile le mie conoscenze e rendere possibile ad altri professionisti di fare altrimenti per chi ha questa passione e vorrebbe lavorare nel settore audiovisivo ma non sa da dove cominciare. Oltretutto secondo i miei calcoli (vista la totale assenza di una struttura tale) potrebbe influenzare i marchi delle attrezzature che usiamo con un feedback diretto e ricerca scientifico/tecnologica sul campo.

Un regista per il quale vorresti lavorare?
Farò del mio meglio per poter lavorare con Oliver Stone che è uno dei registi che stimo di più, particolarmente per il suo punto di vista sui temi dei film se vogliamo spesso documentaristico molto vicino alla realtà ma con uno stile cinematografico indiscutibile a mio parere.