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“Manhattan”, una serie tv che è una vera bomba

Due squadre di scienziati che si sfidano nella folle corsa all’atomica durante la Seconda Guerra Mondiale. Vi sembra una storia già sentita? Non lo è

Un dettaglio di uno dei manifesti della serie tv "Manhattan"

Un dettaglio di uno dei manifesti della serie tv "Manhattan"

New Mexico, estate 1943. Franklin Roosvelt mette insieme una squadra speciale composta dai migliori scienziati del mondo e li manda a Los Alamos per una missione top secret: costruire una bomba atomica, o come la chiamano tutti, “il macchinario”. Siamo nel pieno della Seconda Guerra Mondiale, il conflitto è sempre più feroce e il progetto diventa una gara contro il tempo.

Il trailer di “Manhattan”:

La storia del Progetto Manhattan, una delle pagine più famose della Seconda Guerra Mondiale, diventa un dramma raffinato e ad alto tasso di tensione nella nuova serie televisiva Manhattan: una città sperduta nel deserto piena di cervelloni in preda alla paranoia, con una missione speciale da compiere. Cosa succede se ci riescono? Trovano il modo per spazzare via dalla faccia della terra l’intera razza umana. Se sono sfortunati, però, lo scopriranno prima i nazisti.

Manhattan è una delle migliori offerte della stagione, è come Masters of Sex, ma invece di parlare della rivoluzione sessuale parla della distruzione di massa, mostrando il lato umano di questi pionieri. Gli scienziati del Progetto Manhattan danno il massimo per creare una nuova arma da guerra anche se non hanno la minima idea di quale apocalisse possa scatenare.

La loro intera vita è coperta dal segreto e non possono neanche fidarsi l’uno dell’altro. La moglie di uno di loro chiede innocentemente: «Come si chiama questo posto?» e lui risponde: «Non si chiama, non ha un nome». L’unico nome conosciuto è quello di J. Robert Oppenheimer, una specie di druido con gli occhi spiritati meravigliosamente interpretato da Daniel London. Se gli altri non sono noti, è perché non sono mai ufficialmente esistiti. A parte Oppenheimer, gli altri personaggi sono tutti inventati. Mancano delle leggende della scienza come Seth Neddermeyer o Edward Teller.

Il manifesto della serie tv "Manhattan"

Il manifesto della serie tv “Manhattan”

Speriamo che tengano un cameo per Enrico Fermi, magari una puntata speciale di Natale in cui lui e Oppenheimer cantano qualche vecchia canzone come Puttin’ on the Ritz di Irving Berlin. In compenso la squadra è composta da parecchi geni tormentati: il Dr Akley (David Harbour), gentile in modo sospetto, l’idealista Dr Winter (John Benjamin Hockey) e sua moglie, la botanica Liza (Olivia Williams).

Sono tutti uomini di scienza che lottano contro le conseguenze psicologiche di una missione top secret. Intanto, nella Germania nazista, una squadra identica lavora allo stesso progetto. C’è anche Werner Heisenberg, l’eroe di Walter White in Breaking Bad, impegnato a preparare qualcosa di molto più devastante del crystal meth. Ci vogliono un paio di episodi per capire la storia di Manhattan, perché ci sono troppi antefatti da ricostruire. Ma poi la tensione sale e la sfida tra le due squadre di scienziati assume un’atmosfera alla Project Runaway.

La cosa più emozionante è vedere delle persone ordinarie alle prese con un orrore che va oltre la loro immaginazione. Si fanno domande che hanno un alto prezzo emotivo, anche per gente fredda e cerebrale. Ecco perché la tensione diventa così straziante per questi personaggi: sanno che la loro missione è rendere il mondo un posto ancora più folle.

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