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Luci e ombre della vita di James Brown in “Get on up”

Prodotto da Mick Jagger, il film diretto da Tate Taylor uscirà in Italia il 6 novembre

Non ci sono stati solo successi nella vita di James Brown, il re dell’R’n’B, ma anche tanti momenti bui: a raccontare gli episodi salienti della sua esistenza e della carriera ci ha pensato il regista Tate Taylor nel film Get on up. La pellicola diretta dal filmaker, noto per aver girato The help, uscirà nelle sale italiane il prossimo 6 novembre.

Il nome di Brown è inciso nella storia della musica come tante delle sue canzoni sono impresse nella memoria di tutti noi: basta pensare a brani come I got you (I feel good) del 1965 o a It’s a man’s man’s man’s world del 1966 o ancora a Get up (I feel Like being a) sex machine del 1970. Il lungometraggio è basato sulla biografia del “godfather of soul” sin dalla sua infanzia in Georgia, fatta di campi di cotone, povertà estrema e chiese, grazie alle quali il piccolo James inizia i primi approcci con la musica gospel.

In uno scenario davvero difficile, tra violenza e regole create per essere infrante, Brown conosce il riformatorio e le sue leggi. Ma l’ambizione è un grande motore per emergere dalla massa e dopo aver toccato il fondo si può solo risalire. Da musicista amatoriale, James Brown diventa l’icona della musica black, suonata tra funky, soul e tantissimo R’n’B, mentre la sua storia si intreccia con la morte di Martin Luther King e la guerra in Vietnam. Ad interpretare vizi e virtù del giovane Brown è stato chiamato Chadwick Boseman, giovane attore che ha preso parte a numerose serie televisive.

Nel cast ci sono anche Dan Aykroyd, l’indimenticabile Elwood in The Blues Brothers, Octavia Spencer, Viola Davis e Nelsan Ellis. Bosemem, oltre a studiare il modo di interpretare le canzoni di Brown, ha dovuto anche impararne lo stile sul palco grazie all’aiuto del coreografo Aakomon Jones: l’artista era un ballerino provetto e i suoi passi di danza sono memorabili. A desiderare fortemente la realizzazione del film spicca il nome di Mick Jagger, che ha dato il suo contributo come produttore. Jagger aveva aderito al progetto sin da quando la pellicola era stata pensata solo come un documentario.

Il leader dei Rolling Stones ha prodotto il biopic attraverso la sua casa cinematografica, la Jagged Films, la quale ha all’attivo tre lungometraggi. “L’unica cosa che può risolvere la maggior parte dei tuoi problemi è ballare” diceva James Brown, che si è esibito senza risparmiarsi sino al giorno della sua scomparsa, il 25 dicembre del 2006.

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