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Le tre serie che ogni nerd deve vedere questa estate

Avere gli occhiali dalla montatura spessa e i vestiti del nonno non vi salverà: ecco perché dovete aggiornarvi su "Silicon Valley", "Halt and Catch Fire" o "Mr. Robot"

Mackenzie Davis e Lee Pace in una delle prime scene di Halt and Catch Fire

Mackenzie Davis e Lee Pace in una delle prime scene di Halt and Catch Fire

This is a nerd’s world. Ormai sappiamo tutti cosa significa nerd. I nerd sono quegli sfigati che si preoccupano solo di computer, matematica e fumetti, che vengono presi in giro a scuola, all’università e pure dopo, sempre e comunque. Ma questo succedeva vent’anni fa, prima della rivoluzione culturale Jobs-Gates che da anello debole li ha messi al vertice della catena alimentare della pop culture. Oggi nerd è figo, oggi nerd è sinonimo di progresso e scoperta, ricchezza e potere, e la televisione non fa eccezione. D’altronde la serie tv di maggior successo è The Big Bang Theory, la sitcom della CBS sugli amici cervelloni che non sanno parlare con le ragazze, uno show che ogni settimana raccoglie davanti allo schermo circa venti milioni di spettatori. Bazinga!

L’estate 2015 però pare voler segnare lo sdoganamento definitivo di un particolare tipo di nerd, ossia il geek, il patito di pc e informatica, di app e videogiochi, che sarà al centro di tre serie dalla sigla a 8 bit pronte a risolverci l’estate: Silicon Valley, Halt and Catch Fire e Mr. Robot.


1. Silicon Valley (HBO)

Per presentare Silicon Valley basterebbe definirla la versione HBO (emittente prestigiosa e da sempre portavoce della quality television) di The Big Bang Theory. Al centro della comedy creata da Mike Judge, che quelli un po’ meno giovani di voi ricorderanno per la serie cult Beavis and Butt-Head, ci sono quattro amici programmatori, che si mettono in società una volta realizzato che l’algoritmo di compressione dati da loro sviluppato potrebbe cambiare per sempre l’uso di internet. Si troveranno così ad affrontare la spietata ma ricchissima industria dell’informatica, fatta di eterni quindicenni sociopatici che, come loro, non hanno ancora imparato a interagire con altri esseri umani.
Ormai quasi al termine della seconda stagione, Silicon Valley continua a divertire rappresentando con ironia il nuovo contesto sociale dove i leader di domani non sembrano ancora aver superato la pubertà e dove a venir ridefinito è il concetto stesso di vincente.


2. Halt and Catch Fire (AMC)

Argomento simile, ma diverso tono, canale e perfino decennio per un’altra serie giunta alla seconda stagione: Halt and Catch Fire. Trasmesso da AMC, il canale di Mad Men e Breaking Bad, questo sofisticato drama ambientato negli anni ’80 racconta l’epoca del fermento informatico, dei Commodore 64 e dell’Atari, dei primi natali dei vari Bill Gates e Steve Jobs che presto avrebbero conquistato il mondo. Il punto di vista è quello di uno sgangherato quartetto che sogna di costruire il pc del futuro. E nel progettare l’identità di questa intelligenza artificiale ognuno di loro arriverà a comprendere la propria.
Dopo un finale abbastanza conclusivo e un rinnovo che ha del miracoloso, Halt and Catch Fire riparte riconfigurando lo status quo e cambiando drasticamente direzione. Dopo la brusca lite che li ha allontanati e il fallimento dell’azienda per cui lavoravano, i protagonisti si trovano separati gli uni dagli altri, proprio quando le prime sperimentazioni sulla connessione via telefono annunceranno l’arrivo del World Wide Web. Un caso?


3. Mr. Robot (USA)

Chiudiamo infine con l’unica vera novità delle tre, Mr. Robot, che debutterà a fine giugno su USA Network. Questo thriller psicologico segue le vicende del giovane e problematico Elliot, tecnico informatico di giorno e hacker anarchico di notte, che viene reclutato da una banda di pirati informatici il cui piano è dare il via alla grande rivoluzione del XXI secolo: annientare il famoso 1%, cancellare il debito, ridistribuire la ricchezza. Insomma una sorta di “Anonymous: la serie tv”, un drama inaspettatamente politico e anti-corporativo, che non ha paura a puntare il dito contro Steve Jobs, Facebook e persino il sistema democratico, che non esita nel dire a chiare lettere FUCK SOCIETY. Il potente e ambizioso pilot è già disponibile in rete, legalmente, come strategia promozionale del network che lo trasmette. Network che, per sua stessa natura, fa parte di una multinazionale. Ma, ehi, mica si possono vincere tutte le battaglie!

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