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Le 10 serie che devono tutto a Twin Peaks

Omicidi surreali, piccole città di provincia inquietanti e agenti dell'FBI, ecco le serie in debito con il capolavoro di David Lynch

Twin Peaks - Fire Walk With Me (1992) | Pers: Sheryl Lee, Kyle Maclachlan, David Lynch, Kyle Maclachlan | Dir: David Lynch | Ref: TWI023AA | Photo Credit: [ The Kobal Collection / Lynch-Frost/Ciby 2000 ] | Editorial use only related to cinema, television and personalities. Not for cover use, advertising or fictional works without specific prior agreement

L’ultima puntata della seconda stagione Twin Peaks è andata in onda il 10 giugno 1991. La storica serie di David Lynch ci ha lasciato moltissime domande – a cui la terza stagione sta cercando di dare risposta – una legione di fan agguerriti e un esempio di tv meravigliosa a cui tutti si sono ispirati per anni.

Showrunners, sceneggiatori e registi hanno tutti guardato al lavoro di David Lynch e Mark Frost per capire come superare i limiti dello storytelling televisivo tradizionale. Twin Peaks ha proiettato un’ombra lunga, lunghissima, e qualcuno potrebbe dire che tutte le serie andate in onda dopo il 1991 devono qualcosa allo show di Lynch.

L’agente Dale Cooper (Kyle MacLaughlin) e Audrey Horne (Sherilyn Fenn). Foto di ABC Photo Archives/ABC via Getty Images

Fatte le dovute premesse, però, ci sono comunque alcuni show che hanno guardato al lavoro di Lynch con più attenzione di altri. Ne abbiamo scelte 10: alcune vecchie, altre nuove, alcune di nicchia e altre di grande successo. Gli elementi presi da Twin Peaks sono diversi: la “ragazza morta” come catalizzatore narrativo, le stranezze dei borghi di provincia o le atmosfere fottutamente surreali che Lynch e Frost hanno portato nelle case di tutto il mondo. Tutte queste serie hanno costruito il loro successo sulle solide fondamenta di gettate dai due autori.

Bates Motel


Non sono tanto l’ambientazione del nordovest o gli intenti omicidi dei protagonisti a collegare questa sorta di prequel di Psycho con il suo antenato televisivo. Bates Motel racconta la psicologia del crimine nascosta dietro alle suburbs americane con lo stesso piglio di Twin Peaks. Con la serie di Lynch condivide lo stesso DNA anacronistico: tutti personaggi sembrano nati nell’epoca sbagliata e hanno riferimenti culturali assurdi.

Broadchurch


Questa serie britannica non eccede mai nel surrealismo o nel sovrannaturale, ma il suo racconto della finta perfezione di una piccola cittadina borghese – sconvolta dalla morte di un ragazzino di 11 anni – ricorda molto quello di Twin Peaks. La paranoia e la paura dei personaggi, i loro lati oscuri, sono tutti elementi che ricordano il lavoro di Lynch.

Il rapporto tra i due protagonisti, il detective-outsider interpretato da David Tennant e la poliziotta amica della famiglia della vittima interpretata da Olivia Coleman, ricorda molto quello tra l’Agente Cooper e lo Sceriffo Truman. La prima stagione di Broadchurch è un piccolo gioiello, uno dei prodotti più riusciti degli ultimi anni: le sue influenze sono chiarissime ma non deprimono minimamente la qualità del racconto.

Desperate Housewives


La serie dal titolo più acchiappa-spettatori di tutti i tempi – sul serio, chi riuscirebbe a resistere? – alterna il dramma con la commedia e il mistero come solo Twin Peaks sapeva fare. Anche il logo dello show è un omaggio ai segreti e alla borghesia torbida dell’opera di Lynch. La voce narrante dello show, inoltre, è quella di Brenda Strong, che ha avuto il ruolo ai danni di Sheryl Lee, che tutti ricorderete per aver interpretato la bella Laura Palmer.

Fringe


Quando gli autori Alex Kurtzman e Roberto Orci hanno immaginato Fringe, il lavoro di Lynch era ben chiaro nelle loro teste. «Alex era un vero fan di Twin Peaks», ha detto Orci, «voleva che nella nostra serie ci fosse lo stesso elemento surreale, soprattutto per quanto riguarda l’FBI». Anche Fringe, come Twin Peaks, inserisce in un mondo apparentemente ordinario stranezze terrificanti.

Non mancano neanche i riferimenti espliciti, quasi delle vere e proprie citazioni: in un episodio Walter Bishop (John Noble) sostiene che i suoi occhiali 3D siano stati inventati dal Dr. Jacoby. In un altro – intitolato proprio Northwest Passage – il personaggio interpretato da Joshua Jackson si ritrova in una piccola città (vicino a una foresta) famosa per le sue torte deliziose.

Hannibal


Gli elementi più esagerati di Hannibal non sarebbero mai andati in onda senza il contributo offerto anni prima da Bob e degli altri personaggi assurdi e spaventosi di Twin Peaks. Non solo, questa meravigliosa serie di ABC ha un altro debito nei confronti di David Lynch: le serie tv “d’autore” come questa non sarebbero mai esistite senza Twin Peaks. Hannibal è inseparabile da Bryan Fuller esattamente come Twin Peaks da Lynch.

The Killing


L’omicidio della ragazza-della-porta-accanto-con-una-vita-segreta-inquietante sarebbe stato raccontato così se non ci fosse stato quello di Laura Palmer vent’anni prima? Quando alla fine della prima stagione di The Killingspoiler alert! – non viene risolto il mistero attorno cui gira il racconto, tutti abbiamo pensato al finale del primo anno di Twin Peaks. All’epoca il pubblico si infuriò (è impressionante pensare che una serie potesse sopravvivere a tutte le proteste degli spettatori) per la mancanza di risposte.

Entrambi gli show, inoltre, dedicano più tempo agli effetti dell’omicidio – che colpisce tutti, non solo familiari e amici della vittima – più che all’effettiva risoluzione del caso. Anche l’ambientazione di The Killing, poi, è una chiara citazione di Twin Peaks e della sua borghesia marcescente.

Lost


L’avventura/soap/dramma di J.J. Abrams ha trasformato misteri e assurdità in temi mainstream, ma non sarebbe mai andata così oltre se non ci fosse stato Lynch a preparare il terreno. Lost, inizialmente, aveva tutta l’aria di una serie incentrata sulle vittime di un disastro aereo – una sorta di survival drama -, persone normali bloccate su un’isola deserta. La storia, però, prende una piega surreale quasi subito. Molto surreale.

Nel corso delle sue sei stagioni lo show ha presentato elementi sci-fi, sovrannaturali, psico-spirituali e religiosi: accanto ai protagonisti sono comparsi fisici schizzoidi e, beh, orsi polari e mostri di fumo. Un po’ come Twin Peaks, lo show ha lasciato più domande che risposte. Per fortuna abbiamo amato arrancare nella confusione.

The OA


Dopo aver visto The OA la domanda non è più “chi ha ucciso Laura Palmer?” ma “chi diavolo è Prairie Johnson?”. Gli autori Zal Batmanglij e Brit Marling hanno scritto una serie fuori di testa su una ragazza cieca (interpretata dalla stessa Marling) che, dopo essere sparita per anni, viene ritrovata con la vista perfettamente funzionante.

La ragazza, durante alcuni incontri clandestini con ragazzi problematici e un’insegnante del liceo, spiega cosa le è successo e come è diventata “The OA”: la sua è una storia assurda, fatta di porte verso il paradiso ed esperienze quasi mortali. La donna misteriosa custode di un oscuro segreto è uno dei temi più usati da Lynch; Batmanglij e la Marling hanno preso questo archetipo e l’hanno gettato nel Paese delle Meraviglie.

I Soprano


Il creatore dei Sopranos, David Chase, ha parlato più volte dell’influenza di Twin Peaks sul suo show, soprattutto relativamente alle possibilità narrative della serialità televisiva esplorate da Lynch e Frost. I collegamenti più evidenti tra le due serie, comunque, sono evidenti nelle scene che raccontano i sogni: le ansie e le paure dei personaggi esplodono in sequenze surreali, oscure e minacciose. Senza il nano e senza la Red Room non ci sarebbe mai stato il pesce parlante dei Sopranos.

True Detective


Il ritrovamento del cadavere di una giovane ragazza costringe due detective a una caccia surreale per trovare un folle. Vi suona familiare? La sconvolgente prima stagione di True Detective deve molto alle atmosfere di Twin Peaks, soprattutto dopo che Rust Cohle (Matthew McConaughey) e Martin Hart (Woody Harrelson) scoprono il mondo bizzarro, corrotto e sessualmente inquietante nascosto dietro al “Re Giallo”.

La serie, inoltre, ci ha regalato la frase “Time is a flat circle”, qualcosa che avrebbe detto l’Agente Cooper di fronte a una fetta di torta, accompagnato dalla solita tazza di caffè nero fumante.

The X-Files


Due anni dopo aver interpretato (in Twin Peaks) l’agente della DEA Dennis/Denise Bryson, David Duchovny è stato scritturato nel ruolo del giovane dell’FBI fissato con il sovrannaturale Fox Mulder, uno dei personaggi più importanti della cultura pop degli anni ’90.

La prima stagione di X-Files sembra una versione supersized della serie di Lynch: non uno ma due agenti dell’FBI indagano su eventi sovrannaturali segnalati in piccole città di provincia. Certo, non scoprono niente di paragonabile alla Loggia Nera, ma incontrano mostri e alieni che avrebbero spaventato persino l’Agente Cooper.

La somiglianza con Twin Peaks era così evidente che i fan si convinsero che la foto che Mulder teneva sulla scrivania fosse proprio di Laura Palmer. In realtà, purtroppo, era solo una ragazza che le somigliava… avvolta in un sacco di plastica.

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