La bella e la predator

Dentro l’inaspettato lato femminile del film-cult con gli alieni rasta. Tra mutazioni e nuovi terrori, Olivia Munn racconta come la saga di 'Predator' è diventata moderna.

Come and get us, mother- fucker! Urlano sempre più incazzati gli esseri umani contro i nuovi SuperAlieniMostri del film The Predator, diretto da Shane Black, regista sceneggiatore che ha firmato grandi film, amati da pubblico e critica, tra cui Iron Man 3, Kiss Kiss Bang Bang, The Nice Guys, Arma Letale, oltre che attore del Predator originale, di John McTiernan con Arnold Schwarzenegger.

Shane ha scritto il copione in collaborazione con Fred Dekker, regista di Scuola di mostri e RoboCop 3, e visto il livello di auteur aspettatevi dramma, azione e anche commedia. «Sarà più un film alla Quella sporca dozzina e Butch Cassidy, dove un manipolo di veterani darà battaglia agli alieni».

Jacob Tremblay (il bambino di Room) apre un contenitore che appartiene ai Predator riportandoli sulla Terra. La scienziata Casey Bracket (una magnifica Olivia Munn), scopre che i nuovi Predator sono più intelligenti, forti e pericolosi grazie a un processo di ibridazione genetica (mica male, La Bestia scienziato) che eseguono visitando vari pianeti.

Nel cast, Yvonne Strahovski (Dexter), Jacob Tremblay, Boyd Holbrook (Narcos), Sterling K. Brown (This Is Us), Jake Busey (figlio di Gary, attore di P2) e, appunto, Olivia Munn, incontrata al recente Comic Con. Attrice bellissima, con un pedigree di tutto rispetto ma, ancor più, di tempra indistruttibile, visto che dopo aver denunciato per prima gli abusi ricevuti dal produttore Brett Ratner, ha tenuto duro e lavorato poco per via dell’omertà maschile della Hollywood pre #MeToo.

«È un film che si collega alla storia originale, focalizzandosi sul motivo che spinge i Predator a tornare sul nostro pianeta. Quando ho letto la sceneggiatura mi è piaciuto subito il mio personaggio: Casey è una biologa evoluzionista che viene ingaggiata per scoprire perché i nuovi Predator sono più avanzati. A un certo punto la mia storia si intreccia con quelle dei soldati delle Forze Speciali con cui collaboriamo. È un ruolo che ho accettato dopo aver discusso molto con Shane: spesso le donne hanno ruoli marginali, di mogli o fidanzate, oppure stronze alla Terminator (la grande Sarah Connor). Volevo essere una via di mezzo, femmina ma non guerriera, pratica, intelligente, che aiuta il gruppo cercando di risolvere i problemi reali, usando la testa, non solo le armi, non come tanti uomini che usano pistole e fucili come sostituti fallici».

Prima del ruolo, Olivia non aveva mai visto un film della saga. «Non so perché. Quando ero bambina guardavo tutto quello che passava in televisione, spesso film vietati ai minori di 12 anni. Il mio patrigno era un militare, quando accendeva la tv e c’era un film di guerra non voleva mai cambiare, anche se violento.

Ho visto Robocop a sette anni, e quando c’è la scena dove mettono la coca sulle tette… fuck, noi bambini abbiamo iniziato a fare domande e mia madre ci ha obbligato a guardare solo cartoni animati!». Per capire il suo personaggio Olivia ha chiesto aiuto a suo fratello. «Si sta laureando in fisica e quando avevo un dubbio tecnico, lo chiamavo per accertarmi che fosse corretto, e la sua spiegazione mi serviva quando interagivo con gli altri attori».

Per la prima volta nella storia dei Predator, esiste una donna Predator: «Era ora! Mi hanno detto che nel libro Alien vs. Predator: Prey c’erano già, e in combattimento erano più efficaci della loro controparte maschile. Cosa dire? Molti uomini dopo il #timesUp hanno iniziato a sentirsi in soggezione perché circondati da troppe donne. Noi ci sentiamo così da decenni, purtroppo quando ho un meeting mi rendo conto che spesso gli uomini non prendono seriamente quello che dico. Forse è arrivato il vostro turno di sentirvi in minoranza! Benvenuti nel nostro mondo!», conclude con una risata.