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J J Abrams racconta il suo Star Wars

L'obiettivo del regista e quello dello sceneggiatore Lawrence Kasdan era di creare un film che fosse "delizioso". Ma come delizioso?

Kylo Ren (Adam Driver) con gli Stormtroopers nel nuovo “Star Wars: The Force Awakens” - Foto di David James

Kylo Ren (Adam Driver) con gli Stormtroopers nel nuovo “Star Wars: The Force Awakens” - Foto di David James

Come definireste Star Wars? Avventuroso? Fantascientifico? Bombatomica? Riguardo la scrittura del settimo Star Wars, J J Abrams ha detto in una lunga intervista a Wired USA che il suo obiettivo e quello dello sceneggiatore Lawrence Kasdan era di creare un film che fosse “delizioso”. Non proprio il termine più adatto per la saga su cui incombono le aspettative di milioni di fan, ma Abrams approfondisce la sua spiegazione: «Non doveva spiegare tutto, non doveva avere un certo numero di gadget per far contenta l’azienda, non doveva compiacere nessuno. L’unica cosa che volevamo è che emozionasse soprattutto noi».

Per quanto la nuova serie dovrebbe essere un nuovo inizio, Abrams rimanda spesso ai vecchi film della serie, di cui è grande fan, in particolare all’inizio: «Quando Star Wars è uscito, era un film che permetteva al pubblico di conoscere una nuova storia, ma anche di immaginare una serie di cose emozionanti che potevano succedere dopo. In quel film, Luke non era necessariamente il figlio di Vader, o il fratello di Leila, ma tutto era possibile» dice Abrams. «Abbiamo avuto la possibilità di usare quello che era successo in modo organico, perché non stavamo facendo un reboot».

Chi ha visto il trailer sa che saranno presenti personaggi dei primi film, ma non saranno la copia di quello che erano, ma personaggi evoluti, e Abrams fa l’esempio di Han Solo: «Era importante che Han Solo fosse Han Solo, ma non il trentenne che era. Quando hai 70 anni, hai vissuto esperienze diverse. Questo deve apparire in lui. Harrison ha dovuto aggiungere un livello di complessità al suo personaggio che non sarebbe stato necessario per un Han trentenne». La sfida è stata anche dover fare un casting non per un film, ma per tre – e non solo per quel che riguarda il cast in carne e ossa, ma anche per i droidi, «BB-8 è un bellissimo personaggio, ma cosa sarebbe successo se si fosse trovato in una scena con C-3PO o R2-D2? Poteva essere strano? Per fortuna non lo è stato».

Abrams è stato felice di poter tenere tutto il progetto il più segreto possibile, e che il teaser abbia la stessa forza del film, «Ho lavorato personalmente per far sì che il teaser uscisse un anno prima, perché in quanto fan di Star Wars, se avessi potuto avere anche una piccola anticipazione sul film sarei impazzito di gioia».

Riguardo alla colonna sonora, Abrams racconta del rapporto con John Williams, una persona che definisce “sovraumana”: «È un jazzman diventato uno dei migliori compositori di tutti i tempi. Ti chiama ‘Baby’! Tipo, ‘Ehi, baby’. Mi chiamava J. J. Baby. Ho aspettato tutta la vita di incontrare qualcuno che mi chiamasse così!»

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