Home Cinema News Cinema

In sala oggi “Io e Lei”, Maria Sole Tognazzi racconta una storia d’amore al femminile

A Roma, una coppia inedita formata da Margherita Buy e Sabrina Ferilli. Due mondi diversi che si incontrano

Margherita Buy e Sabrina Ferilli sul set di "Io e Lei"

Margherita Buy e Sabrina Ferilli sul set di "Io e Lei"

Una storia d’amore diversa. Non per il fatto che le protagoniste siano due donne. Ma perché rappresentano due mondi completamente opposti.

Margherita Buy e Sabrina Ferilli sono le protagoniste di Io e Lei, la nuova pellicola firmata Maria Sole Tognazzi. Due protagoniste che vivono una storia d’amore tra alti e bassi, come ogni coppia che si rispetti. La prima, Federica, simbolo della Roma bene, architetto, con un figlio, alla prima storia omosessuale. La seconda, Marina, è un’ex attrice che gestisce un’enoteca ed è fiera della sua omosessualità.

La regista Maria Sole Tognazzi, figlia di Ugo, uno che l’omosessualità l’aveva già trattata con Il Vizietto, nel 1978, dove era protagonista di una storia tra due uomini.

Questa non è una storia d’amore omosessuale, è una storia d’amore e basta. Con tutte le caratteristiche del caso…
Sì, è una storia d’amore anche omosessuale. Una commedia sentimentale che gioca sulla diversità, perché parla di due persone molto diverse. Sono due donne che non c’entrano niente l’una con l’altra. È come nella vita reale, quando vedi coppie che non capisci come possano stare insieme. Ecco, loro si completano. Può darsi che Federica, Margherita Buy, avesse bisogno di una persona così lontana da lei per completarsi.

Questo film sembra costruito apposta per loro due…
Lo è! Abbiamo giocato molto sulla loro romanità. E questo film non avrebbe funzionato se fosse stato girato a Milano o all’estero.

E non avrebbe funzionato neanche se fosse uscito in un altro periodo.
Beh, mio padre quasi quarant’anni fa fece Il Vizietto, che trattava lo stesso argomento in altri modi. Per fortuna siamo usciti in un momento in cui l’argomento è molto caldo. Ovviamente, non abbiamo potuto calcolarlo, le riprese sono finite nel 2014.

È questo il modo giusto di parlare omosessualità oggi?
Non c’è un modo giusto o sbagliato. È solo una scelta, ho deciso di parlare di questo argomento in questo modo, raccontando una storia divertente ma anche commovente.