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“Independence Day”, il disaster movie compie vent’anni e si prepara al secondo capitolo

Il 10 giugno uscirà in edizione limitata la versione estesa in Blu-ray e DVD del primo film. Ma l'appuntamento con "Independence Day - Rigenerazion" è per l'8 settembre

Jeff Goldblum e Willi Smith in una scena di "Independence Days"

Jeff Goldblum e Willi Smith in una scena di "Independence Days"

Il 4 luglio 1996 (giorno dell’indipendenza americana nonché festa nazionale) ero a New York in un cinema di Brooklyn, in attesa della prima di uno dei blockbuster più attesi dell’estate, Indipendence Day, il disaster movie diretto da Roland Emmerich (Stargate, Godzilla,L’alba del Giorno Dopo, 2012), con un giovanissimo Will Smith, Bill Pullman eroe di tanti film di David Lynch, Jeff ‘The Fly’ Goldblum, Mary McDonnell, Judd Hirsch e Vivica A. Fox di prossima memoria Tarantiana.
Che dirvi, se non che ero appena arrivato e sebbene avessi trascorso i miei primi anni a Los Angeles, l’America di allora, politicamente ed internazionalmente non navigava certo in acque tranquille, dato la politica estera “imperialistica” della Guerra del Golfo (storia docet), l’aiuto militare ed i continui raid sui balcani e sui territori ex-jugoslavi e bosniaci; per non parlare poi della ‘guerra’ silenziosa prorogata da gruppi e frangenti nazionalisti americani (strage di Oklahoma City) che rivendicavano odio e distruzione contro il Governo, l’IRS (il fisco) e tutto ciò che vestiva di governativo (leggi CIA, FBI). Aggiungeteci i riot di Los Angeles e i suoi quasi 6mila incendi (c’ero anche li)… Potete ben capire come frustrazione, rabbia, orgoglio nazionale cercasse in tutti i modi di salire in superficie e soddisfare la fama di “giustizia” che la gente aveva.

Torniamo al film. Anche voi che l’avete visto, sapete benissimo a cosa mi riferisco, è uno di quei film, INDIMENTICABILI. Sala stracolma, l’aria condizionata non funzionava ed ero l’unico bianco tra una folla di famiglie di neri, che incazzati per la mancanza di ossigeno tiravano buckets interi di popcorn (pure imburrato) contro lo schermo. Nell’era pre cellulare i cinema erano buchi neri chiassosi, un gran casino, soprattutto a Brooklyn, non certo meta hipster d’oggi, dove la gente faceva di tutto: chi parlava, chi mangiava, chi rideva, litigava, qualcuno addirittura si menava. Durante la prima mezz’ora di film nessuno stava zitto, poi poco alla volta, assistiamo al miracolo, grazie al carisma di Will Smith che vince minuto dopo minuto (incendio dopo incendio) cuore e menti di tutti gli spettatori. Finché le uniche risate che si sentono, sono per alleviare la tensione. Fino a raggiungere il silenzio assoluto, per arrivare al momento più bello: quando Will Smith a.k.a. capitano Steven Hiller, dopo aver ingaggiato un duello aereo, abbatte la navicella spaziale e si che si schianta a sua volta nel mezzo del deserto, si sfila il paracadute, va alla navicella, apre l’oblò e ci fa VEDERE finalmente l’ALIENO. La scena finisce con Will che gli tira un cazzotto dicendogli: «Welcome to Earth». A quel punto il cinema esplode e tutti si alzano in piedi, ridendo, abbracciandosi, urlando e baciando chiunque gli sia vicino. Credo che questo sia stato in assoluto uno dei momenti più intensi che si possa provare con un gruppo di sconosciuti, seduto in una stanza buia, un’emozione difficile da riprodurre in streaming davanti al proprio televisore. Independence Day sarà il film del 4 di Luglio, il film della Indipendenza Americana, e anche il primo film della storia a guadagnare 500 milioni di dollari sul mercato internazionale, vincendo addirittura un Oscar per gli Effetti Speciali.

Vent’anni dopo esce il secondo capitolo, Independence Day – Rigenerazione – in Italia l’8 settembre – sempre diretto da Emmerich, senza Will Smith, ma con un cast di giovani attori tra cui Liam Hemsworth, Maika Monroe, Joey King, Jessie T. Usher e il ritorno di alcuni membri del cast originale tra cui Pullman, Goldblum, Vivica A. Fox, Judd Hirsch e Brent Spiner.

Un frame da "Independence Days", il film uscito il 10 giugno del 1996

Un frame da “Independence Days”, il film uscito il 10 giugno del 1996

 

Il 10 giugno invece, uscirà in edizione limitata, la versione cinematografica ed estesa in Blu-ray DVD del primo film, oltre che un Attacker Edition per i veri fan, che include oltre al Blu-ray, la riproduzione 3D della navicella aliena. Tra i vari bonus i commenti di Roland Emmerich, del produttore Dean Devlin, dei supervisori degli effetti speciali Volker Engel e Doug Smith, il making of di Independence Day, galleria di immagini, storyboard e arte concettuale.

«Il film è stato digitalmente aggiornato» spiega Emmerich alla presentazione del ventesimo anniversario del film «nel 1996 la tecnologia non era avanzata come adesso e quindi abbiamo migliorato suono e correzione colore. Erano almeno 15 anni che volevo fare questo film, volevo anche mantenere una forte connessione con il primo film, e ancora una volta spaccare il culo agli alieni! La sceneggiatura è stata scritta in tre settimane a Puerto Vallarta, ed è stata un’esperienza incredibile».

In Independence Day-Rigenerazione, il presidente degli Stati Uniti è ora una donna, interpretata da Sela Ward. «Che dire?» continua Emmerich «spero sia una buona premonizione per il futuro di questo paese. Il presidente Lanford era la persona più adatta al ruolo, voglio ricordare che nel primo film sono morte tre miliardi di persone, anche lei ha perso tutta la sua famiglia, figli e marito». Jeff Goldblum a.k.a. David Levinson finalmente trova la soluzione a molti enigmi, aiutato anche da Charlotte Ginsburg «Molte delle domande che mi sono fatto nel primo film trovano delle risposte. Da dove vengono questi alieni? Chi sono? Cosa volevano allora e cosa vogliono oggi? Per me è un modo per approfondire dilemmi universali, come le nostre origini, chi siamo e da dove veniamo. Per me è un film speciale, anche perché mio figlio Charlie Ocean é nato proprio il 4 di Luglio. Ritornare sul set è stata una festa in famiglia». Vivica A. Fox ritorna nel ruolo di Jasmine. «Quando mi hanno offerto il ruolo ho chiesto subito che lavoro facesse. Nel primo film era una stripper, speravo proprio di non dover ritornare a girare in uno strip club! In questo film lavora nell’amministrazione di un ospedale, e ha una bella relazione con suo figlio Dylan. Cerca di insegnargli quello che ha imparato da suo marito, e cosa ci vuole per diventare un pilota da caccia come lui. E’ molto fiera ma anche addolorata al pensiero che potrebbe perderlo. Eppure ancora una volta, è capace di sacrificare il bene della sua famiglia per salvare il mondo».

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