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Ieri a Parigi è morto il regista iraniano Abbas Kiarostami

Malato da tempo, è scomparso il cineasta di "Il sapore della ciliegia", "Sotto gli ulivi" e "Il vento ci porterà via"

Abbas Kiarostami, fonte Wikipedia, foto di Pedro J Pacheco

Abbas Kiarostami, fonte Wikipedia, foto di Pedro J Pacheco

Ieri a Parigi, a 76 anni, è morto il cineasta iraniano Abbas Kiarostami, malato da tempo, sicuramente uno dei più importanti rappresentanti della new wave del suo Paese iniziata dopo la Rivoluzione del 1979. Regista di film come Sotto gli Ulivi (1994), Il sapore della ciliegia (grazie al quale vinse la Palma d’Oro a Cannes) e Il Vento ci porterà via (1999), Kiarostami riuscì a raccontare gli umori del suo Paese senza incorrere nella censura grazie all’utilizzo della metafora – anche se il regista non amava collegare questi due elementi, ma sosteneva che la metafora fosse semplicemente una cifra stilistica della cultura iraniana.

Non era semplice il suo cinema, richiedeva una estrema pazienza e dedizione. Come nell’infinita sequenza di un percorso in macchina su uno sterrato in Sotto gli ulivi, il suo film dentro al film per eccellenza, storia di un regista iraniano in cerca di attori non professionisti. Una ripresa semplice, apparentemente. Ma che in modo poetico, riusciva a far vivere perfettamente le emozioni allo spettatore e a trasportarlo in un mondo come le colline iraniane. Lontano, almeno apparentemente.

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