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I 5 migliori speciali di Halloween dei Simpson

"Guarda, Marge! Maggie ha perso le gambette da latte!"

«Magari dovreste mettere a letto i vostri figli prima dello show anziché scriverci lettere infuriate domani» dice Marge Simpson nell’intro del primo speciale di Halloween dei Simpson, andato in onda sulla FOX il 25 ottobre 1990. Per l’epoca in effetti era abbastanza sconvolgente che una normale serie animata per famiglie si trasformasse, per un episodio a stagione, in un concentrato di horror, splatter e ovviamente di comicità. In più, a presentare il primo Treehouse of Horror, nome che rimarrà per ogni speciale di Halloween seguito da un numero romano per ordinare gli episodi, ci sono nientemeno che Bart e Lisa. Proprio i bambini che Marge a inizio episodio consiglia di mettere a letto. Loro invece se ne stanno nella casa sull’albero e da lì presentano le varie mini-storie di paura che compongono l’episodio. Da qui il nome Treehouse of Horror, tradotto dai doppiatori italiani con un meno attinente La Paura Fa Novanta.

Così, dalla seconda in poi, ogni stagione avrà il suo speciale di Halloween. Quanto agli intro di avvertimento fatti da Marge alle famiglie invece, gradualmente verranno fatti fuori dagli autori. «Erano noiosi, quindi dopo il quinto speciale ce ne siamo liberati definitivamente» ha raccontato in un DVD di commento Al Jean, showrunner della serie. Per il resto, la ricetta è rimasta invariata fino a oggi: sigla in versione horror all’inizio, mini storie slegate l’una dall’altra all’interno dell’episodio, e titoli di testa e coda con i nomi dello staff in versione “paurosa” (esempio: Rat Groening, Sam “Sayonara” Simon o James “Hell” Brooks). Ma quali sono i migliori speciali di Halloween? Non è facile stilare una top five, ma se teniamo conto di criteri come la trama, l’originalità o l’innovazione rispetto all’epoca di uscita, il campo si restringe già di molto.

5. La Paura Fa Novanta IX Decima stagione

Il nono speciale di Halloween va in onda il 25 ottobre 1998, cioè l’anno prima che Futurama faccia il suo debutto sulla FOX. Ora, immaginate la tensione che all’epoca respirano Matt Groening (il creatore dei Simpson) e David X Cohen, (produttore esecutivo e sceneggiatore) che stanno per avventurarsi in un’altra serie su FOX. Per capire, il nome di Cohen inserito nei titoli dello speciale di Halloween numero IX sembra voler implorare più che fare paura: David “Watch Futurama” Cohen. L’episodio si apre con una la mini-storia di Vipera, criminale incallito con una fedina penale talmente ricolma che per una misera infrazione—viene beccato da Winchester a fumare dentro al Kwik-E-Mart di Apu—viene mandato per direttissima alla sedia elettrica. La sua folta chioma verrà trapiantata poi sulla pelata di Homer, che infetterà la sua mente e lo farà ragionare come se fosse il defunto proprietario. Così, Homer-Vipera passerà il resto della storia a uccidere i testimoni del suo innocuo crimine, con un lieto fine. Le altre due storie raggiungono poi un livello di sceneggiatura e di ricchezza di particolari e gag che difficilmente verranno replicate nelle stagioni successive—non a caso quelle fra la quinta e l’undicesima vengono comunemente considerate le migliori. Prendi il blues sgangherato di Homer che si traveste da barbone per Halloween, mentre i figli trovano del plutonio e lo mettono nel telecomando, finendo nel mondo iper-violento di Grattachecca e Fichetto. Oppure l’esclamazione “Guarda, Marge! Maggie ha appena perso le gambette da latte!” e subito dopo si scopre che la piccolina era in realtà figlia Marge e di Kang, uno dei due bavosi alieni verdi pieni di tentacoli che ritornano spesso negli speciali di Halloween. Quanto a colpi di scena e di scabrosità, rimane uno dei migliori.

4. La Paura Fa Novanta XIII Quattordicesima Stagione

Godendo di molta più libertà dei comuni episodi, i creatori dei Simpson hanno sempre sfruttato gli speciali per affrontare o anche solo introdurre temi anche socialmente e politicamente controversi. Nel Treehouse Of Horror XIII ne imboccano almeno due su tre, dedicando la prima mini-storia alla clonazione e la seconda al possesso di armi (quest’ultimo purtroppo torna ciclicamente attuale). È chiaro che si tratta pur sempre di satira e di gag comiche. Homer qui non usa di certo colture e laboratori per replicarsi decine di volte, combinando un casino che manco le locuste bibliche. A lui serve soltanto un’amaca venduta da un mercante ambulante, che lo mette persino in guardia dicendogli che l’oggetto è maledetto. Ovviamente, avvertimento che viene ignorato. E altrettanto ciecamente Lisa nella storia dopo si fa trasportare dall’istinto leggendo la lapide di un ragazzo morto a causa delle armi. La bambina intraprende così una battaglia sociale che porterà all’abolizione di pistole e fucili. Gli zombie cowboy della Banda Del Buco sono quindi liberi di risorgere dalle loro tombe e sottomettere la città disarmata. L’episodio, decisamente a carattere fantascientifico, si conclude con la storia dell’Isola del Dottor Hibbert, che trasforma i villeggianti nell’isola in animali di tutti i generi, che però finiscono per godersi la vita riproducendosi, mangiando e poltrendo tutto il giorno. Il sogno di ogni adulto, via.

3. La Paura Fa Novanta V Sesta Stagione

Rispetto ai quattro precedenti, il quinto speciale di Halloween vede inasprirsi di molto la violenza e le scene splatter. Il motivo? Molti spettatori all’epoca avevano inviato agli studi della FOX lettere di lamentele e telefonate di rimprovero per via dei contenuti espliciti in una fascia oraria accessibile anche ai più piccoli. A questi si era aggiunto nientemeno che il Congresso e i suoi innumerevoli tentativi di censurare la serie. Risultato? David Mirkin, l’allora showrunner in carica, decide di metterci ancora più violenza, supportato anche da produttori soddisfatti degli ascolti (la sera in cui è andato in onda, lo speciale numero V è stato il programma FOX con il seguito più alto, secondo solo a un’inarrivabile Beverly Hills 90210). Merito soprattutto della citazione kubrickiana di Shining (non è la prima nella lunga storia dei Simpsons) che vede Homer impazzire e sviluppare istinti omicidi se privato di birra e TV nel maniero del Signor Burns. E se la prima mini storia viaggia all’interno di una mente malata, la seconda lo fa nel tempo. Vent’anni prima delle puntate dei Griffin sui multiversi, i Simpson ritornano al futuro mostrando a tutti il pericolo di lasciare una macchina del tempo (un tostapane ma OK) se lasciata nelle mani sbagliate. Si conclude il tutto con una storiella puramente splatter, in cui lo staff della scuola elementare di Springfield con la complicità degli insegnanti scopre che gli alunni non sono poi così male come cibo della mensa. Praticamente, l’incubo di ogni bambino.

2. La Paura Fa Novanta VII Ottava Stagione

C’era un po’ di incertezza se questo episodio meritasse il primo o il secondo posto, ma per un un motivo che spiegheremo più sotto alla fine è prevalso un altro episodio, ma di poco. Eppure lo speciale in cui Bart scopre di avere un gemello cattivo è forse il primo a venire in mente a tutti quando si parla di Halloween. Forse anche perché è uno dei più domestici della serie. Per tutto questo tempo il malvagio Hugo ha vissuto segregato in soffitta, nutrito da Homer una volta a settimana con un secchio di teste di pesce. Solo il dottor Hibbert dopo la fuga di Hugo (tra l’altro, nome bellissimo da dare a un gemello cattivo) si rende conto che in realtà il fratello malvagio è Bart (che risponde a tutti: “Non ditemi che la cosa vi stupisce!”) El Barto continuerà a fare il malvagio anche quando nella storia dopo distruggerà il micro mondo che Lisa ha creato a partire da un molare—uno degli episodi preferiti dai nerd. Ma non avrà più nessuna importanza in Citizen Kang, mini storia finale che fonde satira politica, comicità e fantascienza anche se poco horror. È la storia dei soliti alieni Kang e Kodos che si impossessano della pelle di Bob Dole e Bill Clinton per candidarsi alla presidenza degli Stati Uniti. Una storia che potrebbe aver predetto le elezioni del 2016.

1. La Paura Fa Novanta VI Settima Stagione

Arriviamo finalmente al migliore degli speciali di Halloween. C’è da dire che la prima delle consuete tre storie è abbastanza scarsa, non fosse per il cameo incredibile di Paul Anka (sì, quello di Diana) che si ritrova a cantare insieme a Lisa una canzone per distrarre i cittadini di Springfield dai giganteschi mostri-insegna pubblicitaria che stanno terrorizzando la città. Sono le ultime due trame a far vincere tutto. La seconda infatti ha la semplice ma apprezzatissima missione di fare paura per davvero, essendo un ottimo riadattamento a cartone di Nightmare ma con il bidello Willie al posto del cattivo. È una di quelle situazioni in cui il pathos vissuto da Bart finisce per intaccare anche quello di chi guarda. Appena Bart chiude gli occhi Willie è lì, pronto ad assumere mille forme per ucciderlo nel sonno come ha fatto con buona parte degli amici. A salvare la situazione ovviamente è la piccola Maggie, come a voler sottolineare che la maggior parte dei nostri incubi sarebbe immune se conservassimo un briciolo dell’innocenza di un neonato. Veniamo al finale. Homer3 è la storia di un uomo di casa che per sfuggire alle due sorelle della moglie si rifugia dietro a una libreria. Lì, ci trova un portale che porta in un piano tridimensionale. Homer3 fa del VI il migliore speciale di Halloween non solo perché anticipa di 30 anni questa febbre per l’astrofisica nella fantascienza (un titolo a caso: Interstellar), ma soprattutto per l’innovazione di una sequenza comica in computer grafica andata in onda il 29 ottobre 1995. Cioè venti giorni prima che Toy Story, il primo film di animazione della storia, uscisse nelle sale.

Si ringraziano Monta, Chiara e la pizzeria Orti 16 per il prezioso aiuto.

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