‘Glow 2’: quando forte è sexy

Al See What's Next romano di Netflix abbiamo incontrato Alison Brie e Betty Gilpin, che ci hanno raccontato come la serie sul wrestling femminile abbia cambiato la loro concezione del corpo. La seconda stagione è disponibile dal 29 giugno.

Alison Brie è ufficialmente una delle persone più simpatiche che mi sia mai capitato di intervistare. Entra nella stanza, dove noi giornalisti siamo schierati, insieme alla sua co-protagonista di Glow, la biondissima e altrettanto scatenata Betty Gilpin, con un vestito super colorato, perfetto per il mondo Eightes della serie. E non ha nemmeno varcato la porta che già si diverte a prendere in giro il collega di una radio che le punta immediatamente addosso un microfono: “In diretta da Roma…”. Inizia a ridere fortissimo. Ed è impossibile resistere: parte una risata collettiva difficile da smorzare.

Tra le due attrici c’è molta armonia. Tutta un’altra storia rispetto a quello che succede nello show in cui la Brie interpreta Ruth, aspirante attrice che si trova catapultata nel mondo del wrestling femminile, e la Gilpin è Debbie, ex star di una soap opera diventata mamma e arrivata anche lei sul ring. Le due erano amiche, almeno finché Ruth non è andata a letto con il marito di Debbie…

“Hanno appena girato il pilot, stanno girando le altre puntate e sono alle prese con il loro rapporto, è come se avessero saltato la parte sul confronto. Vediamo le ripercussioni della repressione dei loro sentimenti, che potrebbero esplodere da un momento all’altro”, spiega Alison. “Condividono una grande solitudine: sono l’unica alleata e allo stesso tempo la più grande nemica l’una dell’altra”, continua Betty.

La più grossa sfida per la Brie è stata proprio “avere a che fare con tutta quella solitudine: Ruth si è allontanata dai due amici più cari all’interno dello show: Debbie e Sam, il regista. La prima la sta ancora punendo e il secondo se la trova sempre tra i piedi nonostante lei abbia le migliori intenzioni. L’altra cosa difficile è che ho dovuto fare molto meno wrestling, mentre Betty è quella che lo pratica di più nella seconda stagione: per lei è stata tosta fisicamente, mentre per me emotivamente. Vedevo Debbie lottare con altre persone e pensavo: ‘Lei è mia!’, ride.

Nel wrestling rispetto alla season one sono migliorate parecchio, raccontano entrambe: “Eravamo in grado di riprodurre tutto, come se in nostri corpi avessero memoria dei movimenti. E poi ormai il muro dell’imbarazzo con le colleghe era stato abbattuto. Ci trattavano anche meno con i guanti bianchi: all’inizio ci facevano fare mosse tipo il suplex al massimo tre volte, per proteggerci. Nella seconda stagione invece eravamo noi a dire alla decima ripresa: ‘Ok, non so quante volte ancora posso replicarla’.

Nella prima stagione Betty combatteva con il non sentirsi abbastanza sicura sul ring, “mentre nella seconda penso di essermi lasciata trasportare un po’ troppo. Su una scena mi spiegavano i passaggi e io: ‘Ragazzi, ho tutto sotto controllo!’. E poi, ecco, non è andata proprio benissimo quella volta”, ride Betty.

La Brie confessa di non essere MAI stata un’atleta nella sua vita: “Il teatro per me è uno sport! Lavorare a Glow mi ha fatto realizzare il mio potere fisico. Non ti alleni per dimagrire, ma per essere forte e, soprattutto, sana”. Interviene Betty: “Mi consideravo un’attrice dal collo in su e, per la parte sotto, il mantra era di mantenersi il più snella possibile per non essere licenziata. Questo lavoro mi ha fatto capire che, ad esempio, i muscoli intorno alle ginocchia devono essere tonici, così che io possa saltare in alto, sollevare Alison Brie e lanciarla. Ho capito che il mio corpo è capace di fare cose potenti, se io lo tratto come qualcosa di potente”.

“È molto facile credere all’industria dove ti viene detto che le cose di te che valgono sono quelle che hanno una data di scadenza” continua la Giplin “che il tuo corpo è semplicemente un vessillo per il bikini o per una scena di sesso. Glow ha completamente cambiato il modo in cui mangio, cammino: sto cercando essere la sindacalista del mio corpo anziché diventare un volgare scherzo della natura che pensa solo ad attirare sguardi degli uomini”.

“Ben detto! Nessuno poteva spiegarlo meglio” si entusiasma Alison “Glow rimane un’incredibile oasi femminista. A volte purtroppo è facile dimenticare quel messaggio positivo quando torniamo nella giungla dell’industria a cercare di ottenere altre parti e pensiamo ‘Magari avrei ottenuto quel lavoro se avessi avuto un aspetto diverso’. Quella voce è il nemico!”.

L’amore per gli anni ’80 è praticamente una conseguenza della serie per la Brie: “Adoro la musica: è così pop, divertente, facile da ballare, melodrammatica. Poi amo tantissimo la moda nel nostro show, ci sono così tanti character femminili con stili precisi, è una delizia per gli occhi”.

Tornando alla musica, “Mi piace Pat Benatar”, rivela Alison. “Io e Betty siamo andati a un suo concerto quando ci stavamo conoscendo prima di girare il pilot ed è stato divertentissimo, anche se il culmine era l’apertura di Melissa Etheridge”, ride.

“Abbiamo legato molto con la canzone di Phil Collins Take me home” le fa eco la Gilpin.
“È la nostra canzone”, ride Alison.
“Hall & Oates poi è una delle mie band preferite di sempre.
“La prima volta che siamo andate fuori a bere con i nostri mariti a un certo punto è partita You Make My Dreams degli Hall & Oates”, conclude Betty. “E nel locale affollato Alison ha messo giù il suo drink e – in pieno stile Ruth – ha iniziato a ballare per il bar, toccando tutti sulla spalla. Mio marito mi ha detto: ‘Sarò suo amico per tutta la vita!’”.

Leggi anche: